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LA FAMIGLIA DELLE UVE MOSCATO

17 Marzo 2016 Author :  

Quella del Moscato è una famiglia numerosa a cui appartengono varietà a bacca sia bianca sia nera. Il nome sembra derivare da "Muscum", muschio, e si riferisce al loro caratteristico aroma. 

La definizione di Moscato (anzi, Muscatel) comparve per la prima volta nel Trattato di Pier de Crescenzi, all'inizio del 1300. 

Di tutta la vasta famiglia, il tipo più antico è il Moscato Bianco, detto anche Moscato di Canelli. Conosciuto dai Greci con il nome di Anathelicon Moschaton, le sue uve erano chiamate Apianae da Plinio e Columella, perchè predilette dalle api per il loro aroma dolcissimo. 

Coltivate in un primo tempo in Etruria, le viti di Moscato furono diffuse dai Romani pressochè dovunque in Italia, e anche nei vigneti meridionali delle Gallie. Oggi il Moscato Bianco è la quarta uva bianca italiana per superficie vitata, con circa 30.000 ettari, ed è il vitigno più coltivato in Piemonte: con i suoi grappoli, circa 100 comuni delle province di Cuneo, Asti e Alessandria producono due Vini D.O.C.G.: l'ASTI SPUMANTE e il MOSCATO D'ASTI

Nell'Oltrepò Pavese viene spesso mischiato alla Malvasia di Candia aromatica per fare vini dolci, frizzanti e spumanti, vendemmie tardive e passiti. In Toscana è con le sue uve che si produce il MOSCADELLO DI MONTALCINO; il Moscadello selvatico, che entrava nella composizione di quel vino, è sopravvissuto in quantità troppo esigua alle devastazioni della fillossera. Localmente questa varietà è conosciuta come Zuccarina. In Puglia invece il Moscato Bianco, con cui si fanno quasi sempre vini passiti, è chiamato Moscato di Trani o Moscato Reale

Secondo solo al Moscato Bianco, per diffusione, è lo ZIBIBBO, detto anche Moscato di Alessandria. In Italia dà vita a un vino importante come il PASSITO DI PANTELLERIA; in Spagna se ne ottengono alcuni Moscatel di rilievo, mentre in Cile dalla sua distillazione si ricava il Pisco, l'acquavite tradizionale di quella nazione.

Di minore importanza è una terza varietà, il Moscato Ottonel, dagli aromi meno tipici, diffuso soprattutto nelle repubbliche dell'ex Unione Sovietica, in Romania, nelle repubbliche dell'ex Jugoslavia e in Austria, dove però è in corso la sua sostituzione con il Muskateller, che già origina vini secchi di gran classe, tra i più ricercati del paese. 

Completa il panorama delle quattro varietà principali il Moscato d'Amburgo, a bacca nera, che però è utilizzato quasi esclusivamente per produrre uva da tavola.

Da questi vitigni si sono poi sviluppate nei secoli sottovarietà con caratteristiche ampelografiche proprie. Tre hanno discreto rilievo in Italia: una a bacca bianca, il Moscato Giallo, due a bacca nera: il Moscato Rosa e il Moscato di Scanzo. Utilizzato per produrre Passiti e Vendemmie Tardive, il Moscato Giallo è diffuso in Trentino e in Alto Adige con il nome di Goldenmuskateller, e nei Colli Euganei, dove ne traggono anche vini spumanti, ed è chiamato Moscato Fior d'Arancio. Molto apprezzato per il profumo di rosa e geranio, il Moscato Rosa è coltivato in Trentino e in Alto Adige, dove è conosciuto come Rosenmuskateller, e in misura minore in Piemonte, Friuli e in provincia di Bologna. Il Moscato di Scanzo è invece assai raro e la sua coltivazione è limitata alle colline della Valcalepio, nella zona di Bergamo.

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