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INZOLIA, PROFUMI E GUSTO DI ORIGINE NORMANNA

15 Ottobre 2018 Author :  

Pur avendo origini incerte, studi scientifici sono concordi nell’attribuire la sicilianità del vitigno Inzolia. Lo sbarco sull’isola sarebbe avvenuto molti secoli or sono, verosimilmente riconducibile al periodo della dominazione normanna nel Mediterraneo orientale. Di qui si sarebbe poi diffuso dapprima in Sardegna e poi in Toscana, dove, restando fedele alla vocazione isolana, avrebbe trovato una patria d’elezione sull’isola d’Elba e in misura minore sull’isola del Giglio.

Il termine Inzolia è riservato alla sola versione siciliana del vitigno, in Italia assume il nome Ansonica, come risulta anche nell’iscrizione al Registro Nazionale delle Varietà di Vite del 1970. Di questa varietà esistevano in passato moltissime varianti, utilizzate sia per la vinificazione sia per la produzione di uva da tavola: Nzolia di Palermo, Nzolia Moscatella, Nzolia di Lipari. Si incontravano anche alcune versioni a bacca nera: Nzolia nera, Nzolia nera di Randazzo, Nzolia Imperiale. In realtà è sempre difficile capire quando si tratta effettivamente di varianti clonali del vitigno e quando la medesima varietà assume un diverso nome in base alla zona di coltivazione.

Oggi l’Inzolia è tra i vitigni a bacca bianca più diffusi in Sicilia, dopo Catarratto e Trebbiano. Da alcuni decenni inoltre è vinificato in purezza da molte aziende affermate del panorama vitivinicolo siciliano, e ciò ha contribuito a diffondere nel mondo un’immagine dinamica dell’enologia siciliana. In passato il suo impiego per la preparazione del Marsala e di numerosi vermouth non ne avevano fatto cogliere fino in fondo le grandi potenzialità oggi messe in luce anche da ricerche clonali, studi e da una rinnovata attenzione scientifica. Questi lavori hanno tra l’altro portato ad affermare, pochi anni fa, una forte affinità genetica con i vitigni greci Rhoditis e Sideritis.

Varietà: 013 ANSONICA - Data di ammissione al Registro: 25/05/1970 Gazzetta ufficiale: G.U. 149 - 17/06/1970


Vitigno Ansonica | Assovini.it


La percentuale di vigneti siciliani impiantati a Inzolia è in ripresa non esiste una zona particolare in cui la sua presenza sia prevalente, ma si può individuare un forte radicamento negli agri collinari e ventosi delle privince di Agrigento, Palermo e Caltanissetta. Lunghissimo l’elenco della Doc in cui è previsto in purezza: solo in Sicilia abbiamo le denominazioni Alcamo DOC, Monreale DOC, Contea di Sclafani DOC, Contessa Entellina DOC, Delia Nivolelli DOC, Menfi DOCSanta Margherita di Belice DOC e Sciacca DOC. In Toscana lo troviamo presente soprattutto nelle zone costiere delle province di Pisa, Livorno e Grosseto nonché all’Elba, ed è contemplato dalle Denominazioni: Ansonica Costa dell'Argentario DOCElba DOC, e Val di Cornia DOC.

Il grappolo è medio-grosso, di forma tronco-piramidale, dorato di una o due ali, mediamente spargolo. L’acino è medio-grande, ellissoidale, con buccia pruinosa, spessa e di colore giallo dorato o ambrato.

L’uva Inzolia è ricca di zucchero e piuttosto povera di acidità, per cui si tende a vendemmiarla anticipando un po’ la maturazione; la raccolta non si protrae mai oltre la metà di settembre.

Premesso che l’Inzolia può anche avere un impiego come uva da tavola, il suo principale, se non esclusivo utilizzo, odierno è finalizzato alla vinificazione. Passa in secondo piano oggi anche il ricorso all’Inzolia alla preparazione del Marsala e dei Vermouth. Solitamente assemblato ad altre varietà a bacca bianca, specialmente Catarratto e Grillo, attualmente sempre più spesso i migliori risultati si ottengono dalla lavorazione in purezza.

E’ in grado di dare un vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli e dai profumi intensi, caratteristici, in cui si riconoscono toni di frutta fresca e acerba, erbacei, minerali e balsamici. In bocca non manca di corpo e risulta mediamente caldo, armonico, sostenuto da schiena acida evidente e da una buona armonia complessiva.

 

Ringraziamenti:

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