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Frutta fresca e secca

23 Settembre 2015 Author :  

ELENCO ALFABETICO
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A


ALCHECHENGI

Sono delle bacche di colore rosso-arancio, sferiche e avvolte da una vescicola chiara, solitamente secca. Il sapore della polpa è gradevole, leggermente acidulo e ricorda vagamente quello del pomodoro. Può essere consumato fresco, al naturale (l’involucro deve essere secco, ma chiuso), oppure impiegato nella preparazione di marmellate, gelatine e prodotti dolciari.


ANACARDIO

È un frutto di origine amazzonica detto anche "noce di acagipiù". Ciò che si consuma non è il vero frutto ma il seme sgusciato perché nel frutto, grosso come una castagna, è presente un olio molto irritante che deve essere eliminato, prima che contamini il seme.


ANANAS

La sua forma richiama alla mente una grossa pigna, risultante dall’insieme di più frutti saldati tra loro con le brattee; in effetti quello che viene mangiato è il falso frutto, chiamato "sincarpo". La polpa, di colore giallo pallido e sapore acidulo-zuccherino, presenta un torsolo fibroso centrale non commestibile. Oltre che come frutto fresco, l’ananas si utilizza in numerose preparazioni gastronomiche, o anche per prodotti cosmetici. Contiene un enzima proteolitico simile alla pepsina (la bromelina) che favorisce la digestione delle proteine.


ARACHIDE

Sono le comunissime "noccioline americane" o "spagnolette", frutti di una leguminosa, originaria dell’America del Sud. Le arachidi hanno trovato impiego per l’alimentazione umana soprattutto per la produzione di olio e del burro di arachide.


ARANCIA

L’arancio dolce è una pianta sempreverde originaria dell’Asia orientale da cui è arrivata grazie soprattutto ai portoghesi. In Italia si coltiva soprattutto in Sicilia e in Calabria. Per ostacolare lo sviluppo di muffe e funghi, le arance sono spesso trattate superficialmente con sostanze fungicide, come il tiabendazolo e il difenile. Il trattamento effettuato deve essere evidenziato sulla carta che avvolge i frutti o con un marchio sopra ogni frutto trattato. Anche la buccia dell’arancia viene impiegata per estrarre un’essenza a base di limone impiegata nella preparazione di bibite e liquori. Le arance si possono distinguere in base a vari fattori, quali le caratteristiche della scorza, la presenza o meno dei semi o la consistenza e il colore della polpa. Per il tipo di scorza dividiamo le arance dette "da tavola", con albedo grosso e di facile sbucciatura, dalle arance "da spremuta", con scorza più sottile e non adatte a essere sbucciate. In base alla consistenza e al colore della polpa distinguiamo due grandi gruppi: le bionde e le sanguigne.

Le arance bionde sono:

  • Belladonna. Frutti di grosse dimensioni, scorza arancione carico, pochissimi semi e sapore molto gradevole; tipicamente calabresi.
  • Biondo di spina. Precoci e di abbondante produzione, di forma tondeggiante e grana finissima; sono più indicate a produrre succhi che per il consumo diretto.
  • Maltese. Poco conosciuto al Nord ma comunemente coltivato al Sud, dal frutto piccolo, succoso con molti semi.
  • Navel. Si intende un gruppo di varietà tra cui la più diffusa è la Washington, coltivata in Sicilia, di maturazione precoce, dal frutto senza semi non adatto a fare spremute.
  • Ovale Calabrese. Dal frutto ovale, con buccia arancione chiaro, grana fine, polpa succosa senza semi; è tra le varietà più apprezzate.
  • Valencia Late. Una cultivar tardiva che matura fino a luglio, dal frutto medio grande, rotondo, con succo abbondante e leggermente acido.

Le arance sanguigne sono:

  • Tarocco. Una delle varietà più apprezzate dal mercato, con frutti grossi e di bell’aspetto, privi di semi, con polpa a grana fine sfumata di rosso. Si distingue in "tarocco dal muso" e "tarocco liscio" a seconda se sia più sviluppato o meno il lobo del peduncolo.
  • Moro. Di forma ovale, grossa pezzatura, buccia spessa e polpa di colore rosso, povero di semi.
  • Sanguigno. Di piccole dimensioni, con polpa e buccia color rosso brillante, con pochissimi semi.
  • Sanguinello. Con frutti medio-grandi, ovali dal peduncolo allungato e scanalato. La buccia è di color giallo paglierino sfumata di rosso, la polpa è di color rosso fragola, senza semi.

AVOCADO

È un frutto di origine messicana, di forma simile a quella della pera. Data la ricchezza in lipidi (oltre il 20%) è considerato un frutto oleoso. In genere si consuma in insalata.


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 B


BABACO

È il frutto di una pianta subtropicale di origine equadoregna simile a un peperone, introdotto recentemente anche in Italia (Puglia). Giunto a maturazione, la buccia si colora di giallo intenso, con all’interno una polpa acquosa acidulo-zuccherina che ricorda vagamente l’arancio e l’ananasso. La polpa del babaco, abbastanza fibrosa, si consuma meglio frullata con limone e zucchero.


BANANA

È il frutto del banano, una pianta estesamente coltivata in tutta la fascia tropicale. Le banane sono bacche oblunghe, disposte in grappoli, detti "caschi" (oltre 200 frutti per casco), rivestite da una buccia giallastra o tigrata, con una polpa zuccherina di colore giallo avorio, contenente piccolissimi semi scuri. La raccolta e il trasporto avvengono quando i frutti sono ancora acerbi, allo stato refrigerato, in apposite navi bananiere e una volta giunte a destinazione vengono fatte maturare artificialmente. La banana è il frutto a più alto valore calorico (66 calorie ogni 100 g) derivate essenzialmente dal saccarosio. Si consumano crude o anche cotte (impanate e fritte) come prevedono alcune tipiche preparazioni africane.


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C


CACHI

La pianta del cachi è originaria della Cina, importata negli Stati Uniti d’America e da qui nel 1870 circa arrivata in Europa. Il frutto è una bacca grande come un’arancia, pesante, dal colore giallo aranciato. La buccia, liscia, sottile e trasparente, racchiude una polpa zuccherina e molle che può o meno contenere dei semi. Infatti esistono varietà di cachi con semi, generalmente coltivati a livello domestico, che sono commestibili già al momento della raccolta, e frutti senza semi che devono prima subire un periodo di maturazione fuori della pianta (ammezzimento) prima del consumo.


CASTAGNA

Il castagno è un albero d’alto fusto diffusissimo in quasi tutte le zone temperate d’Europa, al di sopra degli 800 metri. Della castagna si mangia il seme, cioè la polpa bianca e farinosa, ricca d’amido, ricoperta da un tegumento sottile e fibroso al di sopra del quale troviamo una buccia lignea di colore marrone. Quando nel riccio troviamo una sola castagna, solitamente questa assume dimensioni notevoli e prende il nome di "marrone". Queste si utilizzano in pasticceria per preparare dei particolari dolciumi, i "marrons glacés". Dalle castagne si può ottenere uno sfarinato, la farina di castagne, consumata tal quale o utilizzata come ingrediente in pasticceria.


CEDRO

Il frutto è piuttosto grande (20-30 cm), ovoidale o tondeggiante, con una scorza molto spessa, rugosa di colore giallo pallido. La polpa è poco sviluppata, simile a quella del limone ma di sapore meno acido. La parte del frutto più utilizzata è la buccia, indicata per preparare canditi o per l’estrazione dell’olio essenziale che aromatizza sciroppi e bibite.


CILIEGIA

È il frutto di due rosacee, originarie dell’Asia e largamente coltivate nel mondo. Dalla specie avium si ottengono drupe duracine, carnose, con polpa dolce e succosa; vengono chiamate anche "duroni" o "graffioni", adatti alla conservazione. Il ciliegio della specie cerasus, invece, produce le "amarene", spiccagnole, con peduncolo più corto e frutto acidulo e aspro. Con la fermentazione delle ciliege nere e delle amarene si possono ottenere acqueviti (il kirsch) e liquori (maraschino, sherry brandy, ratafià). In erboristeria i peduncoli si impiegano per la preparazione di tisane con effetto diuretico.


COCCO

È un frutto di origine indiana ma, galleggiando sul mare, si è diffuso in tutte le coste tropicali. All’interno si trova un seme contenente un liquido dolce e lattiginoso, noto come "latte di cocco". Quest’ultimo, opportunamente diluito viene consumato come bevanda di sapore molto delicato. La polpa può essere utilizzata per estrarre l’olio (molto pregiato in cosmetica), oppure può essere essiccata per produrre due tipi di semilavorati: il cocco "rapé" (mandorla finemente macinata) e il cocco "chips" (sottili pezzi irregolari).


COCOMERO (O ANGURIA)

È un frutto originario dell’Africa tropicale da dove poi si è diffuso nel resto del mondo. Si tratta di una pianta erbacea, annuale, con fusti striscianti lunghi qualche metro. Il frutto è di grosse dimensioni (anche 25 kg) e di colore che varia dal verde cupo e lucido al verde chiaro e variegato. La polpa a piena maturazione si presenta rossa, croccante e zuccherina, ricca di semi neri appiattiti, disposti in file longitudinali. Data la sua ricchezza in acqua (quasi il 94%), il cocomero è pressoché privo di potere nutritivo.


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FEIJOA

Questa bacca verde di origine brasiliana ha polpa bianca-giallastra e ricca di iodio, di sapore a metà strada tra l’ananasso e le fragole. La feijoa viene consumata cruda una volta tolta la pelle. Recentemente è stata introdotta in Italia.


FICO

È una pianta, originaria dell’Asia Minore che produce un falso frutto, dalla buccia di colore verde chiaro che può arrivare al violaceo. La polpa è invece bianca con sfumature rosate. L’Italia è uno dei maggiori produttori mondiali di fichi, che si impiegano sia allo stato fresco che essiccato.

Esistono due specie di fichi:

  • i "fioroni", che fruttificano due volte in estate con frutti grossi, verdi e meno saporiti;
  • i "settembrini", che vanno in maturazione verso l’autunno.

FICO D'INDIA

Il frutto, molto zuccherino, è racchiuso da una scorza cuoiosa di color rosso-arancio cosparsa di spine. La polpa, di colore rosso, ha sapore acidulo se consumata acerba e decisamente dolce a maturazione completa. All’interno vi sono dei semi lignei non commestibili che devono essere scartati.


FRAGOLA

Molto diffusa nel sottobosco, questa pianta erbacea produce un falso frutto che si sviluppa enormemente, diventando rosso, profumato e carnoso, su cui troviamo i veri frutti (gli acheni), simili a granelli verdi, che contengono un piccolo seme scuro. Le fragole possiedono un valore calorico molto limitato, e un alto contenuto salino e vitaminico (calcio, ferro, iodio e vitamina C). La fragole si possono distinguere in base alla coltivazione, alle dimensioni, all’epoca di maturazione.

In base alla coltivazione distinguiamo:

  • le "fragoline di bosco", prodotte da piante allo stato selvatico, di sapore molto più acidulo e profumato rispetto alle varietà coltivate e con polpa di maggior consistenza;
  • le "fragole coltivate" o "fragoloni", ottenute dall’ibridizzazione di alcune varietà europee con specie americane. Il frutto è di colore rosso a volte sfumato di verde, di grosse dimensioni con polpa tenera e sapore dolce.

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K


KIVANO

Il frutto, simile a un melone, è di colore giallo con delle protuberanze spinose. La sua polpa, divisa in logge, è verde, gelatinosa e ricca di semi. Di origine malese, il kiwano si consuma al naturale tagliando il frutto a metà ed estraendo la polpa con un cucchiaino.


KIWI

L’Actinidia chinensis è una pianta di origine cinese, che ha avuto una notevole diffusione grazie ai neozelandesi che, oltre a selezionarne le varietà, ne hanno cambiato il nome in "kiwi", dal nome del tipico uccello che si nutre di actinidia. Il frutto del kiwi è morbido al tatto, con una polpa verde e succosa di sapore dolce e acidula al tempo stesso. Elevato è il suo contenuto di vitamina C (10 volte maggiore rispetto al limone) e di potassio.


KUMQUAT

E’ un piccolo frutto non più grande di un’oliva, dalla scorza dolce e spugnosa, di colore arancio intenso, e polpa acidula e dolciastra. Si consuma fresco con la buccia, oppure viene adoperato per fare canditi, gelatine, marmellate e conserve sotto spirito.


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LAMPONE

È un arbusto spinoso che produce dei frutti costituiti da un aggregato di piccole drupe globose (drupeole), carnose e colorate di rosso chiaro. Al momento del consumo non devono presentarsi troppo maturi. Oltre a quella rossa esistono varietà di lampone gialle, nere e viola ottenute per ibridizzazione.


LICHTI

Il frutto, chiamato anche "ciliegia cinese", è costituito da una drupa sferoidale ricoperta da tubercoli di colore rosso bruno. Giunto a maturazione sviluppa un leggero profumo di rosa e il suo sapore ricorda quello delle nespole. Si consuma la polpa, dolciastra, in macedonia, o anche essiccata o conservata in scatola.


LIME

E’ un agrume originario dell’India, di forma sferica, di colore giallo-verdastro, con polpa succosa e fortemente acidula. Ne esistono due varietà: una per canditi, di sapore molto agro, e la seconda più dolciastra usata in gastronomia.


LIMONE

Di origine cinese, il limone è come l’arancio uno degli agrumi più coltivati nell’Italia meridionale. Ha una vegetazione quasi continua, pertanto la maturazione dei frutti avviene in ogni stagione dell’anno. Il frutto possiede dimensioni variabili (dal perettino, piccolo e consistente, al testa di Turco, con frutti grandi quanto il capo di un uomo), una scorza di colore giallo chiaro, ricca di limonene. La polpa è piuttosto acidula per l’abbondante ricchezza in acido citrico. I limoni sono di solito raccolti prima della maturazione completa e possono essere conservati anche per 4-6 mesi.


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MANDARINO

Originario dell’Asia, questo agrume è arrivato da noi nel 1828 dalle colonizzazioni portoghesi. La pianta del mandarino è più piccola di quella dell’arancio e i frutti si presentano schiacciati sui lobi, con buccia sottile e profumata e albedo quasi inesistente. L’interno del mandarino è diviso in 8-15 spicchi, succosi e ricchi di semi, racchiusi da una spessa membrana. L’Italia meridionale ha una forte produzione di mandarini.


MANDARANCIO E CLEMENTINE

Sono i frutti ottenuti dall’incrocio tra il mandarino e, rispettivamente, l’arancio dolce e quello amaro. La selezione botanica fu fatta da un frate algerino, padre Clemente da Orano. Spesso i due nomi vengono usati indifferentemente per indicare il mandarancio, caratterizzato dall’avere una buccia simile all’arancio e dimensione e forma che ricorda il mandarino. E’ privo di semi e questo fatto lo rende particolarmente gradito dai consumatori. Non si presta molto a lunghi periodi di conservazione.


MANDORLA

Il mandorlo è una pianta originaria dell’Asia Minore, diffusasi poi ovunque grazie alla dominazione romana. Il frutto, che possiede la forma di una prugna, è una drupa verde grigiastra ricoperta da una peluria, contenente un nocciolo spugnoso e bucherellato color cannella con all’interno il seme. Quest’ultimo è costituito da due cotiledoni (le mandorle), ricoperte da una sottile pellicina marrone. Esistono due varietà di mandorle: quelle "dolci", utilizzate in campo alimentare, e quelle "amare" (ermelline), contenenti una elevata concentrazione di amigdalina, un glucoside tossico a base di acido cianidrico. La mandorla dolce è molto ricca di lipidi e proteine e buona fonte salina e vitaminica. Se ne fa largo uso nell’industria dolciaria per produrre confetti, torroni, croccanti e pasticcini tipici.


MANGO

È un una drupa tondeggiante di origine malese, allungata ai poli, di colore verde-arancio. All’interno si trova un piatto nocciolo, fibroso e molto aderente alla polpa, ricca di vitamine A e D. Il suo sapore è abbastanza neutro e poco decifrabile ricordando quello della pera insieme a quello dell’ananasso e della zucca.


MANGOSTANO

Originario della penisola di Malacca, attualmente è molto coltivato in Brasile. La sua forma ricorda vagamente quella del melograno; è di colore bruno con una buccia liscia, coriacea e consistente. Internamente troviamo una polpa biancastra e acidula con vari semi scuri. Per la sua elevata deperibilità si consuma fresco insaporendolo con limone e zucchero.


MELA

Originario delle zone caucasiche dell’Asia, il Pirus malus è un’antichissima rosacea da frutto di cui si fa menzione persino nella Bibbia. Le numerosissime varietà coltivate oggi, insieme alle diverse tecniche di conservazione applicate, fanno della mela il frutto di tutte le stagioni. In pratica la mela è un "pomo", cioè un falso frutto, generalmente globoso, con polpa carnosa, farinosa o croccante, dolce-acidula e profumata. I semi sono contenuti nel vero frutto (il torsolo) diviso in 5 logge membranose. La buccia è sottile e resistente, lucida od opaca, di colore variabile a seconda della varietà (dal verde, al rosso, al giallo). L’Italia è insieme alla Francia il maggiore produttore di mele in Europa.

Ecco le principali varietà di mele presenti in commercio:

  • Golden Delicious, frutti gialli con sfumature rosa nelle parti esposte al sole e leggera picchettatura. La polpa è dolce e consistente, e con la maturazione diventa più farinosa.
  • Granny Smith, il colore della buccia è verde e la polpa croccante e acidula. Si usa anche in insalata.
  • Stark Delicious (delizia), di forma caratteristica con 5 punte in corrispondenza del calice, superficie lucida colorata di rosso intenso. Ottima la conservazione ma col tempo tende a diventare farinosa.
  • Renetta, appiattita, di colore giallo opaco con macchioline scure, utilizzata soprattutto per la cottura in forno.
  • Royal gala, dal sapore dolce acidulato, buccia rosso chiaro con leggere striature gialle.

MELAGRANA

È un frutto globoso con scorza coriacea di colore bruno tendente al giallo o anche giallo vivo. All’interno troviamo delle logge separate da setti membranosi, che contengono dei semi polposi (granelli) di colore rosso-vino dal sapore acidulo e aromatico. La melagrana si consuma fresca o viene impiegata per preparare sciroppi o bibite.


MELONE

È una pianta annuale, erbacea, con rami striscianti, originaria dell’Africa. Il frutto ha una forma sferica od ovale e polpa dolce di colore che varia dal bianco, al giallo, all’arancio intenso. Tutte le varietà contengono molti semi bianchi appiattiti posti al centro della bacca.

I meloni si possono dividere in tre gruppi:

  • i meloni retati, la cui buccia si caratterizza da striature in rilievo a formare una sorta di rete di un colore giallo-verdognolo;
  • i meloni "cantalupi" o "zatte", di forma rotonda o schiacciata, con scorza divisa in spicchi;
  • i meloni invernali o "di Natale", di forma allungata, con buccia rugosa verde o gialla, e polpa di colore quasi bianco. È il tipo di melone che si conserva più a lungo e solitamente si consuma nel meridione d’Italia durante il periodo natalizio.

MIRTILLO

È un arbusto molto diffuso che produce delle piccole bacche globose, grandi come dei piselli, di colore blu violaceo quasi nero, dalla buccia liscia e dalla polpa succosa, di sapore acidulo zuccherino per la presenza di discrete quantità di acido malico. Oltre al mirtillo nero esiste anche la varietà rossa.


MORA DI ROVO

Il rovo è un arbusto spinoso che produce dei frutti, inizialmente verdi, che con la maturazione diventano dapprima rossi e successivamente viola molto scuro (tra luglio e agosto). La polpa della mora, dal sapore dolce leggermente acidulo, contiene un elevato contenuto in calcio e vitamina C.


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N


NESPOLA

È una drupa di forma globosa, colorata di giallo aranciato, di sapore dolciastro o agrodolce, raccolta da un alberello di origine orientale. Questa varietà di nespolo cresce bene presso il mare dove il clima mite gli permette di fruttificare in modo abbondante.


NOCCIOLA

Il nocciolo è un albero di antichissime origini, molto noto ai tempi dei Romani che già conoscevano diverse varietà di nocciole. Il frutto è formato da un guscio legnoso di color rossiccio, che contiene un seme sferoidale color avorio, ricoperto da una pellicina marroncina. Le nocciole contengono una buona quantità di lipidi (circa il 60%) e costituiscono come le mandorle e le noci un alimento altamente energetico. Le nocciole trovano largo impiego nell’industria dolciaria come ingrediente fondamentale del cioccolato speciale "gianduia" e nella preparazione di dolci e gelati.


NOCE

I frutti sono delle drupe ovoidali, costituite da una polpa carnosa, il mallo, che giunto a maturazione si screpola per liberare il nocciolo, legnoso, contenente il gheriglio, un seme dalla polpa bianca e oleosa. Per migliorarne l’aspetto, le noci prima della commercializzazione vengono sottoposte a un imbianchimento artificiale con anidride solforosa o carbonato di sodio.


NOCE DEL BRASILE

Questo frutto, noto anche col nome di "noce di Parà", si presenta come una grossa noce legnosa contenente da 12 ai 20 semi commestibili ricchi di lipidi.


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P


PAPAIA

Originario del Messico e oggi largamente coltivato in tutte le zone tropicali, il frutto della papaia ricorda quello dell’avocado, di colore verde chiaro, solcato da sottili striature, con una polpa giallo aranciata ricca di semi centrali non commestibili. Il sapore della papaia è una via di mezzo tra l’albicocca e il melone. Caratteristica è la presenza di un enzima, la papaina, che, come nel caso dell’ananasso, ha una spiccata azione digestiva sulle proteine.


PASSIFLORA

Detta anche fiore della passione, è una pianta rampicante i cui fiori, molto caratteristici, ne hanno dato il nome. Il suo frutto è una bacca ovale di un colore rosso scuro, ricco di semi commestibili avvolti in una polpa semiliquida mucillaginosa. Si consuma fresca e viene impiegata per dolci, gelatine o particolari bevande dissetanti.


PERA

Originaria dell’Asia Minore, la pera è conosciuta fin da epoche preistoriche. Questo frutto, di forma allungata, è in realtà un falso frutto ("pomo"), poiché come per la mela, deriva dall’ingrossamento del ricettacolo fiorale. All’interno troviamo il vero frutto (il torsolo) formato da logge che racchiudono i semi. La polpa, tenera e profumata, è caratterizzata della presenza di piccoli granuli legnosi detti "sclereidi", di colore che varia dal bianco al crema. La buccia presenta una colorazione verdina, gialla, screziata di rosa o di rosso, o completamente ruggine.

Ecco le principali varietà di pere in commercio:

  • Abate Fétel, di forma tipicamente allungata senza rugginosità. La buccia è piuttosto sottile, di colore verde-giallastro, la polpa è succosa e zuccherina.
  • Conference, con frutto rugginoso per almeno i tre quarti della superficie.
  • Decana del comizio, di grossa pezzatura, con la parte esposta al sole di colore rosa.
  • Kaiser (Imperatore Alessandro), di pezzatura medio-grossa, con buccia rugginosa, polpa soda e compatta e molto sensibile alle manipolazioni.
  • Passa Crassana, di grosse dimensioni e superficie irregolare, polpa butirrosa e granulosa. Poco conservabile.
  • William (Argentina), con buccia sfumata dal verde al giallo al rosso, polpa granulosa e dolce.

PESCA

Originario della Cina, il pesco arrivò in Europa al tempo dei Romani e da allora si diffuse in tutto il mondo. I frutti sono drupe carnose, tondeggianti, ricoperte da una buccia vellutata o glabra. La polpa è succulenta, acidulo-zuccherina, bianca o gialla, piuttosto compatta; racchiude un grosso nocciolo legnoso, ovoidale, appuntito, dalla superficie fortemente incisa, con all’interno una mandorla non commestibile. La "pesca noce" (o nettarina) è un frutto di lontana origine italica ottenuto da opportuni innesti botanici. Possiede polpa morbida e compatta, ed è ricoperto da una buccia liscia.

Le varietà di pesca sono moltissime e si possono classificare in base a diversi criteri:

  • a) per la qualità della buccia: vellutata (tomentosa) o liscia;
  • b) per la polpa più o meno aderente al nocciolo: sono dette duracine quelle varietà che non si staccano bene dal nocciolo, mentre sono spiccagnole quelle pesche la cui polpa facilmente si stacca dal nocciolo centrale;
  • c) per il colore della polpa: pasta gialla, pasta bianca;
  • d) per l’epoca di maturazione: da maggio a settembre inoltrato.

PISTACCHIO

Il pistacchio è un albero coltivato soprattutto in Turchia, che produce una drupa, allungata e resistente, contenente un nocciolo legnoso, che una volta maturo si apre a una estremità. All’interno si trova una mandorla oleosa di colore verde intenso molto ricca di lipidi e proteine. In Europa i pistacchi trovano impiego soprattutto nella produzione gelatiera e dolciaria.


POLPELMO

Costituisce il frutto più grosso di tutti gli agrumi. Il pompelmo nacque nel diciottesimo secolo nelle Indie occidentali da un incrocio tra l’arancio e il "pummelo", un agrume di grosse dimensioni scoperto qualche decennio prima. Si coltiva soprattutto in Israele, Sud Africa, Florida e Texas. L’esperidio che si presenta a grappoli sull’albero (da cui "grapefruit" in americano) ha forma sferica un po’ depressa e scorza liscia di colore giallo pallido o giallo rosata, secondo la varietà. La polpa ha sapore dolce-acidulo tendente all’amaro.


PRUGNA (O SUSINA)

È una pianta originaria del Caucaso e ormai coltivata diffusamente in tutto il mondo. I frutti, chiamati indifferentemente prugne o susine, sono drupe globose od ovoidali, solcate lateralmente, rivestite da una buccia liscia e sottile, variamente colorata, ricca di pruina. La polpa delle prugne è succosa e di varia consistenza, dal gusto acidulo. Alcune varietà di prugne sono indicate per la trasformazione industriale per produrre marmellate e frutta secca, con effetti depurativi e lassativi.

Ecco le principali varietà di prugne in commercio:

  • California e Stanley, di forma ellissoidale, colore violaceo, e polpa soda che si stacca dal nocciolo.
  • Regina Claudia, sferoidale, di piccola pezzatura, color verde chiaro e polpa soda.
  • Goccia d’oro, Mirabella, dalla forma quasi cuoriforme, colore giallo oro, polpa gialla, duracina, di pezzatura media.
  • Regina Vittoria, di forma ellissoidale, colore rosato a polpa spiccagnola.
  • Santa Rosa, di grossa pezzatura, duracina.

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RIBES

Sono delle bacche globose, di colore rosso o nero-violaceo a seconda della varietà, disposti a grappoli, la cui polpa, di sapore acidulo, contiene molti semi di piccole dimensioni. Ricchi di vitamina C e di potassio, i ribes possiedono uno scarso valore calorico.


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STAR FRUIT (O CARAMBOLAS)

È un frutto esotico di origine asiatica, cavo all’interno, di forma stellata e ricoperto da una buccia gialla traslucida. Il gusto è quasi neutro e va consumato insaporendolo con limone e zucchero. Molto spesso si usa come frutto ornamentale.


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UVA

È una pianta (Vitis vinifera) originaria del Mar Caspio, coltivata dagli Egizi già 4000 anni prima di Cristo e oggi diffusasi in tutto il Mediterraneo, nel centro Europa e nell’America del Nord. Il frutto si presenta in grappoli di forma diversa, costituiti da un raspo o "racemo" che rappresenta l’intelaiatura sulla quale si inseriscono gli acini (bacche) di vario colore, contenenti dei semi (vinaccioli) dai quali si può anche estrarre un olio per uso alimentare. La maggior parte del raccolto di uva è destinato alla vinificazione (circa il 90%) e la quota rimanente viene venduta come uva da tavola.

Ecco le principali varietà d’uva in commercio:

  • Italia, con grappoli grandi, acini grossi, dorati, dal tipico sapore delicato.
  • Cardinal, con acini grossi, colore rosso violaceo e polpa verdastra.
  • Americana, dai grappoli allungati, con acini piccoli e buccia spessa di colore nero-violacea.
  • Regina (o "Mennavacca") bianca, dai grossi grappoli, acini ovali, giallo dorati o ambrati, buccia sottile e polpa carnosa e dolce.

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