VILLAMAGNA DOC

Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.M. 20.04.2011 G.U. 106 del 9.05.2011

Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Vino Villamagna D.O.C.

La Denominazione di Origine Controllata “Villamagna” è riservata al vino che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Rosso
  2. Rosso Riserva

1. Tipologie e Uve del Vino DOC Villamagna

 

  • Villamagna Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco 
  • => 95% Vitigno Montepulciano
  • =< 5% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Abruzzo.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal Colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee da giovane, mentre tendono al granato con l’invecchiamento, Odore fruttato, intenso, talvolta etereo e speziato, e Sapore secco, giustamente tannico, pieno ed armonico.

  • Villamagna Rosso Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco 
  • => 95% Vitigno Montepulciano
  • =< 5% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Abruzzo.
  • => 13,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal Colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee da giovane, mentre tendono al granato con l’invecchiamento, Odore fruttato, intenso, talvolta etereo e speziato, e Sapore secco, giustamente tannico, pieno ed armonico.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Villamagna

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Villamagna è situata in una parte del territorio collinare chiamato "La Torretta", caratterizzata da ampie colline assolate ben esposte a meridione che, anche grazie alla presenza dell’imponente massiccio della Maiella e alle favorevoli condizioni microclimatiche, creano condizioni ottimali per la produzione di uve da cui si ottengono vini rossi con forti elementi distintivi, tipici, caratterizzati da profumi intensi, di grande struttura e complessità.

La Zona di Produzione del Vino DOC Villamagna è localizzata in:

  • provincia di Chieti e comprende il territorio dei comuni di Villamagna e, in parte, del territorio dei comuni di Bucchianico e Vacri.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Villamagna

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.

Le pratiche enologiche di vinificazione dei Vini DOC Villamagna prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Villamagna non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Nella designazione dei Vini DOC Villamagna può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
  • Il Vino DOC Villamagna Rosso e Rosso Riserva prima della loro immissione al consumo devono essere sottoposti ad un periodo di affinamento.

4. Produttori di Vino DOC Villamagna

Con l’utilizzo della DOC Villamagna i Produttori vinicoli abruzzesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche, le caratteristiche e le peculiarità che lo identificano in un territorio ben definito, soprattutto durante la visita alle cantine vinicole che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Villamagna

Bolliti, brasati, arrosti, pollame nobile e formaggi a pasta stagionata.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Villamagna

La prima testimonianza storica sulla produzione enoica abruzzese, come ci ricorda Polibio, storico greco vissuto tra il 205 ed il 123 a.C., risale alle famose gesta di Annibale (216 a.C.) ed alla sua vittoria di Canne. Polibio dopo avere esaltato la bontà dei vini dell’area adriatica scriveva che Annibale “…attraversati e devastati i territori dei Pretuzi, di Adria, nonché dei Marrucini e dei Frentani (attuale provincia di Chieti), si diresse nella sua marcia verso la Iapigia” ossia la Puglia.

Dall’epigrammista spagnolo Marco Valerio Marziale (40-102 d.C.) apprendiamo che i vini abruzzesi venivano esportati a Roma e serviti sulle tavole dei Patrizi. Esisteva inoltre già un commercio attraverso il mare Adriatico. In particolare, la fascia costiera compresa tra Pescara ed Ortona era annoverata tra i comprensori più importanti della regione, storicamente vocati alla coltivazione della vite, proprio a partire dall’età romana, come testimoniano numerosi reperti (dolia e celle vinarie) conservati presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti.

Da allora sono innumerevoli le testimonianze storiche sulla presenza della vite e del vino nell’area chietina, in particolare a partire dal secolo XIII. Dell’ager di Villamagna si parla in diversi documenti. Esso ricadde nell’Aprutium Citra flumen Piscariae nel 1273 a seguito della storica suddivisione della regione operata da Carlo D’Angiò dopo la conquista del Regno Svevo.

Nel 1323 figura nel “Registro delle pergamene” della Curia Arcivescovile di Chieti come terra di vigne, coltura assoggettata alla corresponsione di decime in favore della diocesi teatina.

Lo Statuto di Villamagna del 1511 offre ulteriori e preziosi spunti di approfondimento sulla conoscenza del paesaggio e delle colture agrarie praticate all’epoca. Elemento peculiare era il canneto, che garantiva prezioso sostegno alla vite, così come si ravvisavano casi di “viti maritate” all’acero e fruttiferi vari.

Più tardi nel noto Dizionario geografico-ragionato del regno di Napoli (1805) lo scrittore Lorenzo Giustiniani scriveva della terra d’Abruzzo citeriore e ricordava che “…la produzione del suolo consistono in grano, granone, vino ed olio, che vendono pure altrove”.

Ma come afferma Franco Cercone nel suo libro La meravigliosa storia del Montepulciano d’Abruzzo, la prima notizia storica sulla presenza del vitigno Montepulciano in Abruzzo, è contenuta nell’opera di Michele Torcia dal titolo Saggio Itinerario Nazionale pel Paese dei Peligni fatto nel 1792 (Napoli 1793).

Questo vitigno, rimasto in splendido isolamento e perfettamente acclimatatosi nelle aree interne, si è diffuso sul finire del 1800 verso la fascia costiera ed a partire dal secondo dopoguerra è diventato il vitigno rosso più coltivato in regione, in particolare nella provincia di Chieti.

Esso costituisce oggi la base del vino rosso abruzzese per antonomasia oltre che vitigno fondamentale anche dei vini della DOC “Villamagna”. Comunque, oltre ai fattori storici e pedo-climatici, che legano strettamente il prodotto al territorio, molto importante è anche l’incidenza dei fattori umani poiché, attraverso la definizione ed il miglioramento di alcune pratiche viticole ed enologiche, che fanno parte integrante e sostanziale del disciplinare di produzione, si riescono ad ottenere prodotti dalle spiccate caratteristiche e tipicità.

Il Vino DOC Villamagna ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata il 20 aprile 2011.

Additional Info

  • Regione: Abruzzo
  • Tipologie: Vino Rosso
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Riserva - (Vino sottoposto ad invecchiamento)
  • Denominazione: D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata)
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