Val Tidone IGT

Vino a Indicazione Geografica Tipica - Approvato con D.M. 18.11.1995, G.U. 285 del 06.12.1995


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Val Tidone - Vino I.G.T.


1. Tipologie e Uve del Vino IGT Val Tidone

 

  • Val Tidone Bianco (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 70% Vitigni Malvasia bianca di Candia aromatica e Trebbiano Romagnolo
  • =< 30% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal Colore giallo paglierino, Odore delicato, caratteristico e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Bianco Frizzante (Vino Bianco Frizzante)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 70% Vitigni Malvasia bianca di Candia aromatica e Trebbiano Romagnolo
  • =< 30% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Frizzante dalla Spuma evanescente, Colore giallo paglierino, Odore delicato, caratteristico e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 70% Vitigni Barbera e/o Bonarda
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10,5% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal Colore rosso più o meno intenso, Odore caratteristico e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Rosso Frizzante (Vino Rosso Frizzante)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 70% Vitigni Barbera e Bonarda
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10,5% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Frizzante dalla Spuma evanescente, Colore rosso più o meno intenso, Odore caratteristico e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Barbera (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Barbera
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10,5% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal Colore rosso più o meno inenso, Odore caratteristico, vinoso e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Barbera Frizzante (Vino Rosso Frizzante)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Barbera
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10,5% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Frizzante dalla Spuma evanescente, Colore rosso più o meno inenso, Odore caratteristico, vinoso e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Fortana (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Fortana
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10,5% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal Colore rosso più o meno inenso, Odore caratteristico, vinoso e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Fortana Frizzante (Vino Rosso Frizzante)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Fortana
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10,5% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Frizzante dalla Spuma evanescente, Colore rosso più o meno inenso, Odore caratteristico, vinoso e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Muller Thurgau (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Muller Thurgau
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal Colore giallo paglierino, Odore caratteristico e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Muller Thurgau Frizzante (Vino Bianco Frizzante)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Muller Thurgau
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Frizzante dalla Spuma evanescente, Colore giallo paglierino, Odore caratteristico e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Marsanne (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Marsanne
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10,5% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal Colore giallo paglierino, Odore delicato, caratteristico e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

  • Val Tidone Marsanne Frizzante (Vino Bianco Frizzante)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Marsanne
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Emilia Romagna
  • => 10,5% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Frizzante dalla Spuma evanescente, Colore giallo paglierino, Odore delicato, caratteristico e Sapore secco, abboccato, amabile, dolce.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino IGT Val Tidone

L'area geografica vocata alla produzione del Vino IGT Val Tidone si estende sulle colline piacentine nel cui ambiente pedoclimatico risaltano le qualità produttive delle varietà Barbera, Riesling, Fortana, Marsanne e Muller Thurgau.

La Zona di Produzione del Vino IGT Val Tidone è localizzata in:

  • provincia di Piacenza e comprende il territorio dei comuni di Borgonovo Val Tidone, Caminata, Castel San Giovanni, Nibbiano, Pianello Val Tidone, Ziano Piacentino e parte dei comuni di Agazzano, Gazzola, Piozzano e Travo.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino IGT Val Tidone

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino IGT Val Tidone prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino finito, pronto per il consumo, non deve essere superiore all’80%.

4. Produttori di Vino IGT Val Tidone

Con l’utilizzo della IGT Val Tidone i Produttori Vinicoli Emiliano-Romagnoli sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche, le caratteristiche e le peculiarità che lo identificano in un territorio ben definito, soprattutto durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino IGT Val Tidone

Piatti a base di carne e pesce, formaggi freschi e piatti tipici della tradizione emiliana.


6. Storia e Letteratura del Vino IGT Val Tidone

Piacenza da sempre produce vini ed il vino è coltura e tradizione; Piacenza è Terra di vini da epoche remote: hanno impiantato viti i paleoliguri, gli etruschi, i romani; hanno fatto il vino dalle nostre parti i legionari latini, i galli, i celti.

Cultura Greca Etrusca

Ma l’origine e la tradizione proviene ed è fondata sulle conoscenze greche: i viticoltori piacentini hanno sempre allevato la vite in forma bassa con le "carasse" (vinae characatae di Columella) sostenendo che "è il palo che fa l’uva".

L’antica nobiltà dei vini piacentini è suffragata da tanti reperti e testimonianze uniche e inconfutabili. E con l’età del ferro, al primo millennio a.C., che gli abitanti delle terre mare palafitticole vicino al Po emigrarono verso le colline piacentine, fondando l’importante centro culturale e termale di Veleja e impiantando le prime viti.

Tra il IV e il II sec. a.C. popolazioni galliche scesero in pianura padana (Gallia Cisalpina) e vi portarono le loro conoscenze vitivinicole, compreso un nuovo modo di conservare il vino e trasportarlo: la botte di legno assai più forte e robusta della terracotta.

Famoso nel mondo è il Fegato Etrusco: ritrovato nel 1877 a Settima di Gossolengo, datato II sec. a.C., è un reperto bronzeo che riproduce l’organo anatomico di un bovino e presenta diverse iscrizioni fra cui quella del dio Fufluns, cioè un’ aruspice di abbondanza e di protezione, sia enoica che salutare.

Gli etruschi erano colti, di carattere mite, il vino nei banchetti, rappresentava un elemento di amicizia e di convivialità, di uso parco non smodato: l’etrusco Saserna, il più noto agricoltore in terra piacentina, nel II sec. a.C. racconta che alla sua tavola si beveva il "Kilkevetra", il vino di bosco dell’Appennino piacentino.

Cultura Latina

Risalendo del buio di ere così remote, troviamo più vaste e più ricche documentazioni: i numerosi cocci di vasi vinari affiorati in Val Trebbia e in Val Nure, la preziosa patera trovata nel tardo ottocento sulle colline di Bicchignano; il bel vaso metallico decorato a sbalzo con tralci di vite e grappoli d’uva, dissepolto a Veleja nel 1760.

I vini piacentini dovevano essere già più che famosi ai tempi dei romani. Basta sfogliare i classici latini per scoprire, per esempio, che dei nostri vini parlava perfino Cicerone quando nel Senato di Roma apostrofava il suo avversario e collega piacentino Pisone (padre di Calpurnia, moglie di Giulio Cesare) accusandolo di bere calici troppo grandi di vino di Piacenza.

E’ sicuramente di questo periodo storico, nel massimo splendore dell’Impero Romano, la ricca forgiatura del primo grande bicchiere "gutturnium". Invece Licino Sestulo, che preferiva le lodi aperte alle frecciate polemiche, predicava nel Foro che "vinum merum placentium laetificat", cioè che il vino schietto di Piacenza aiuta a rasserenare lo spirito.

Vino dei Papi

Così come amavano i nostri vini per "lo gusto, et la prelibatezza" gli Sforza, il Piccinino ed il Colleoni. Beveva vini piacentini anche papa Paolo III Farnese "et anco ne mandava a pigliare - come scrive in una sua memoria il dispensiere pontificio Sante Lancerio - anco se fosse a Ferrara et a Bologna".

Tra un capolavoro e l’altro, si ristorava con i vini dei Colli Piacentini addirittura anche il grande Michelangelo, che li riceveva in botticelle (che poi il grande artista faceva travasare in fiaschi) dal piacentino Giovanni Durante, un faccendiere al quale Buonarroti aveva affidato la riscossione delle gabelle (circa 600 scudi d’oro all’anno) per i traghetti e l’uso del porto sul Po a Piacenza.

Il diritto a gabellare, Michelangelo lo aveva avuto da Papa Paolo III Farnese, finalmente nel 1535 come pagamento degli affreschi della Cappella Sistina.

Nella "De Naturali Vinarum Historia" di Andrea Bacci, edita esalta la qualità dei nostri vini, definendoli "vina valida, synceriora ac multae laudis".

Vino dei Re

Il celebre generale piacentino conte Felice Gazzola li fece assaggiare a Carlo III di Spagna che gustandoli con soddisfazione esclamò: "Sono vini eccellenti! Mai ne bevvi di migliori in vita mia".

Invece Filippo V quasi li esigeva dal suo primo ministro, il piacentino cardinale Giulio Alberoni, il quale li faceva giungere in Spagna in speciali fiasche, attraverso le valige diplomatiche in cui erano stipati anche il formaggio grana ed i prelibati salumi piacentini.

Antichi documenti e cronache del tempo dimostrano che nella seconda metà del ‘600 i vini piacentini erano esportati in Francia.

Vino Novello

La tradizione enoica della terra piacentina viene esaltata da una "Grida" del governatore e magistrato del Comune di Piacenza del 20 settembre 1770, che dettava le norme e i tempi di commercializzazione dell’uva, di mescita e di prezzo del vino giovane della vendemmia, che nel documento era denominato "Novello": senz’altro la legge mondiale più antica che regolava la commercializzazione del primo vino nuovo dell’annata vendemmiale.

I vini di Piacenza non mancarono neanche all’imperiale mensa di Napoleone che li faceva giungere alla sua corte parigina da Piacenza insieme con una gran quantità di formaggi, coppe e salumi delle nostre terre.

Ma anche Carlo III di Borbone, ultimo duca del suo casato negli antichi stati permensi, si forniva di vino a Piacenza, facendosi fama di grande imprenditore presso gli illustri ospiti a cui li offriva.

Un vino rosso piacentino figurava già nel 1869 in un ristretto gruppo della migliore produzione enoica italiana e rientrava fra quelli esposti in Svizzera e Francia nel 1872.

Per venire a tempi più recenti si può citare una ricchissima aneddotica che vede protagonisti i grandi della musica come Giuseppe Verdi che soleva far dono agli amici milanesi di ottimi vini piacentini. O come Giacomo Puccini, amico fraterno del poeta arquatese Luigi Illica, librettista di tanti sui capolavori. Poeta e musicista, nei loro incontri di lavoro, si concedevano rare pause durante le quali - discutendo di armonie e personaggi, di Tosca, Manon o Mimì di accordi e di strofe - sorseggiando i vini piacentini che Illica non si faceva mancare neanche nelle sue numerose trasferte.

Vino di pregio Nel 1987 l’Office Internationale de la Vigne et du Vin ha insignito Piacenza dell’ambito titolo di “Città Internazionale della Vite e del Vino”, un prestigioso blasone che riconosce l’alta qualità e la nobiltà dei nostri vini.

Il Vino DOC Colli Piacentini ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 9 luglio 1967.

Additional Info

  • Regione: Emilia-Romagna
  • Tipologie: Vino Bianco, Vino Rosso
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Abboccato - (Vino leggermente dolce), Amabile - (Vino mediamente dolce), Dolce - (Vino dolce), Frizzante - (Vino con aggiunta di anidride carbonica)
  • Denominazione: I.G.T. (Indicazione Geografica Tipica)
Oltre 300 buyers, tra Importatori, Grossisti e Distributori in 70 paesi del mondo, sono le collaborazioni attive di Assovini.it

Assovini

Assovini.it è il sito del Vino e delle Cantine ideato nel 1986 e realizzato da un team di Sommelier con la collaborazione di Enologi e Produttori per diffondere i migliori Vini italiani nel mondo.

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