VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI DOC

Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 11.08.1968, G.U. 245 del 26.09.1968 


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Verdicchio dei Castelli di Jesi D.O.C.


1. Tipologie e Uve del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi

 

  • Verdicchio dei Castelli di Jesi (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Verdicchio
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Marche.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino tenue, odore delicato, caratteristico e sapore asciutto, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante (Vino Bianco Spumante)
  • Versioni: Spumante Extra-brut /Brut
  • => 85% Vitigno Verdicchio
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Marche.
  • => 15% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Spumante dalla spuma fine e persistente, colore giallo paglierino più o meno intenso con eventuali riflessi verdolini, odore proprio, delicato, fine ampio e composito e sapore da extra-brut a secco, sapido, fresco, fine e armonico.

  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito (Vino Bianco Passito)
  • Versioni: Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Verdicchio
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Marche.
  • => 15% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Passito dal colore variabile dal giallo paglierino intenso all'ambrato, odore caratteristico, intenso e sapore da amabile a dolce, armonico, vellutato, caratteristico.

  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico (Vino Bianco Classico)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Verdicchio
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Marche.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Classico dal colore giallo paglierino tenue, odore delicato, caratteristico e sapore asciutto, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

  • Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore (Vino Bianco Classico Superiore)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Verdicchio
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Marche.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Classico Superiore dal colore giallo paglierino, odore delicato, caratteristico e sapore asciutto, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi è situata in prossimità del fiume Esino, in taluni territori delle province di Ancona e Macerata, storicamente Castelli perché gravitanti nella politica e nell’economia di Jesi che nel 1194 ha dato i natali a Federico II di Svevia. La zona di produzione è adeguatamente ventilata, luminosa e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

  • La Zona di Produzione del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi è localizzata in:
    • provincia di Ancona e comprende il territorio dei comuni di Arcevia, Barbara, Belvedere Ostrense, Castelbellino, Castelplanio, Corinaldo, Cupramontana, Maiolati Spontini, Mergo, Montecarotto, Monte Roberto, Morro d'Alba, Ostra, Poggio San Marcello, Rosora, San Marcello, San Paolo di Jesi, Senigallia, Serra de' Conti, Serra San Quirico e Staffolo.
    • provincia di Macerata e comprende il territorio dei comuni di Apiro, Cingoli e Poggio San Vicino.
  • La Zona di Produzione del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico e Classico Superiore comprende l'area originaria più antica, che è localizzata in:
    • provincia di Ancona e comprende il territorio dei comuni di Arcevia, Barbara, Belvedere Ostrense, Castelbellino, Castelplanio, Corinaldo, Cupramontana, Maiolati Spontini, Mergo, Montecarotto, Monte Roberto, Morro d'Alba, Poggio San Marcello, Rosora, San Marcello, San Paolo di Jesi, Serra de' Conti, Serra San Quirico e Staffolo;
    • provincia di Macerata e comprende il territorio dei comuni di Apiro, Cingoli e Poggio San Vicino.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi non dovrà essere superiore al 70% e al 45% per la tipologia di Vino Passito; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Le uve destinate alla produzione del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito devono essere sottoposte ad appassimento naturale fino a raggiungere un grado zuccherino di almeno 23°.
  • Il vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi Passito deve essere sottoposto ad invecchiamento per circa 12 mesi e, comunque, immesso sul mercato non prima del 1° dicembre dell'anno successivo alla vendemmia.
  • Il vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi Spumante può essere qualificato con la menzione "Riserva" qualora sia sottoposto ad invecchiamento per almeno 12 mesi, di cui almeno 9 mesi di pemanenza sulle fecce.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve, ad escluzione della tipologia di Vino Spumante.

4. Produttori di Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi

Con l’utilizzo della DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi i Produttori Vinicoli Marchigiani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi

Aperitivi, antipasti di pesce, carni bianche più o meno elaborate, carni bollite, funghi, tartufi, fritti di verdure, piatti di pesce, crostacei, molluschi.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi

Il legame storico tra la vite e l’ambiente geografico nel territorio della Marca Anconetana inizia con l’arrivo dei monaci benedettini ed a seguire con quelli camaldolesi che reintroducono e diffondono la vite ormai da secoli tradizionale. Ne è testimone, tra l’altro, la centenaria sagra dell’uva di Cupramontana. Ai monaci, quindi, nelle Marche si devono il tramandarsi delle tecniche viticolo-enologiche, il miglioramento del prodotto e, soprattutto, la conservabilità.

Con il diffondersi del contratto di mezzadria che crea l’appoderamento diffuso e la disponibilità di forza lavoro, il vino cessa di essere bevanda dei soli ceti agiati e diviene alimento delle classi rurali.

Già ai primi del 1500 lo spagnolo Herrera, professore a Salamanca, descrive le più comuni varietà di viti e la tecnica di vinificazione in bianco. Fra i nomi dei vitigni descritti figura il Verdicchio così spiegato “uva bianca che ha il granello picciolo e traluce più che niuna altra. Queste viti sono migliori in luoghi alti e non umidi, che piani e in luoghi grassi, e riposati, perciocché ha la scorsa molto sottile e tenera, di che avviene che si marcisce molto presto, et ha il sarmento così tenero che da per sé per la maggior parte cade tutto e bisogna che al tempo della vendemmia si raccoglia tutta per terra, e per questa cagione ricerca luogo asciutto e non ventoso, molto alto nei colli.

Il vino di questo vitame è migliore di niuno altro bianco. Si conserva per lungo tempo, è molto chiaro, odorifero e soave. Ma l’uva di esso per mangiare non vale molto”. E ancora, un significativo legame storico conseguente all’Unità d’Italia del 1861, è l’iniziativa relativa alla istituzione della Commissione Ampelografica Provinciale, promossa dal Prefetto e presieduta dall’enologo De Blasis, che nel 1871 pubblica i “Primi studi sulle viti della Provincia di Ancona”.

Sono passate in rassegna le diverse realtà climatiche, geomorfologiche dei territori e si descrivono i vitigni coltivati elencandone caratteri e sinonimie. Per l’area mandamentale di jesi viene descritto il Verdicchio (o Verdeccio) Questo è anche il periodo dei parassiti: oidio(1851), peronospora (1879), fillossera (1890). Il tempo trascorso per trovare le soluzioni spinse i viticoltori ad eliminare molte varietà clonali presenti nel territorio, privilegiando vitigni sconosciuti nella storia enologica regionale meno il Verdicchio che risultava il vino più commercializzato. Ne è conferma storica ulteriore quanto scrive nel 1905-6 lo studioso Arzelio Felini in Studi Marchigiani “è oltre un ventennio che i nostri viticoltori, nel tentare di risolvere il problema enologico marchigiano, hanno abbandonato la moltiplicazione delle caratteristiche varietà dei vitigni nostrani per introdurre del nord e del sud”.

È negli anni ’60 che l’aiuto CEE permette di rinnovare tutta la viticoltura regionale passando dalla coltura promiscua (filari) alla coltura specializzata (vigneto) con impianti a controspalliera per meglio svolgere le cure colturali e produrre uve di qualità. Nella classifica effettuata dal Di Rovasenda (1881) il Verdicchio è dichiarato il vitigno italico più pregiato tra i vitigni a bacca bianca delle Marche.

Il vino Verdicchio acquisisce notorietà commerciale all’inizio degli anni ’50 quando due produttori investirono nella costruzione in uno dei “castelli” di una cantina di trasformazione per lavorare le proprie uve e caratterizzarono il prodotto con una bottiglia tipica: l’anfora greca in riferimento alla civiltà dorica che fondò la città di Ancona. Allo sviluppo commerciale ha provveduto un altro industriale farmaceutico che ha acquisito la cantina cui ha fatto seguito la valorizzazione con la denominazione d’origine che ha consentito l’attuale sviluppo della DOC.

Il periodo mezzadrile prevedeva la ripartizione delle uve tra proprietario e mezzadro e, di conseguenza, la vinificazione separata nelle rispettive abitazioni. Tecniche diverse e capacità differenti non permettevano di ottenere un prodotto di qualità. Questo arriva con il sostegno comunitario agli investimenti sui vigneti, sugli impianti di vinificazione e sulle strutture commerciali le quali, forti della denominazione, riescono a raggiungere un notevole sviluppo sul mercato interno e su quello internazionale.

Un cenno va fatto anche all’attività vivaistica. Nel territorio operavano molti piccoli vivaisti con propri allevamenti di piante madri che hanno consentito di soddisfare la domanda in barbatelle innestate così che il rinnovo della viticoltura degli anni ’60 non subisse scompensi ed inquinamenti varietali. Poi il vivaismo ha assunto forme e valori di dimensione nazionale per cui la domanda è stata soddisfatta in disponibilità e sicurezza varietale.

Il Vino DOC Verdicchio dei Castelli di Jesi ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 11 agosto 1968.


Additional Info

  • Regione: Marche
  • Tipologie: Vino Bianco
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Amabile - (Vino mediamente dolce), Dolce - (Vino dolce), Classico - (Vino prodotto nel territorio di origine più antico), Passito - (Vino ottenuto dall'appassimento delle uve), Superiore - (Vino avente maggiore titolo alcolometrico), Spumante Extra-brut - (Residuo zuccherino inf. a 6 grammi/litro), Spumante Brut - (Residuo zuccherino inf. a 15 grammi/litro)
  • Denominazione: D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata)
Oltre 300 buyers, tra Importatori, Grossisti e Distributori in 70 paesi del mondo, sono le collaborazioni attive di Assovini.it

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