Dogliani DOCG

Vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita - Approvato DOC con D.P.R. 26.06.1974, G.U. 299 del 16.11.1974 - Approvato DOCG con D.M. 06.07.2005, G.U. 170 del 23.07.2005 


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Dogliani D.O.C.G. 


1. Tipologie e Uve del Vino DOCG Dogliani

 

  • Dogliani (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigno Dolcetto
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino, odore fruttato e caratteristico, dal sapore asciutto, ammandorlato, armonico.

  • Dogliani Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco
  • =100% Vitigno Dolcetto
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino, odore fruttato e caratteristico, dal sapore asciutto, ammandorlato, armonico.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOCG Dogliani

Il territorio Doglianese è situato sul margine occidentale delle Langhe ed è una zona di demarcazione geologica, dove è molto evidente l'alternarsi di versanti lunghi e corti, che sono il risultato del movimento di innalzamento dei suoli chiari, con presenza in qualche caso di strati di arenarie frammisti a suoli più marcatamente argillosi. La zona di produzione del dolcetto di Dogliani si trova nel sud del Piemonte, nella parte meridionale delle Langhe che, in questo caso, significa l'area più alta e fresca dal momento che ci si avvicina alle montagne dell'Appennino ligure e delle Alpi Marittime. Dogliani è quel territorio che fa da ponte tra la langa del Barolo, con cui confina a nord e l'alta langa dei noccioli e della pastorizia con cui confina a sud, fra la pianura di Cuneo e delle cascine ricche del bestiame con cui confina a ovest e la valle del Belbo, con i profumi e la storia del moscato, con cui confina ad est.

La Zona di Produzione del Vino DOCG Dogliani è localizzata in:

  • provincia di Cuneo e comprende il territorio dei comuni di Bastia Mondovì, Belvedere Langhe, Briaglia, Castellino Tanaro, Ciglie', Clavesana, Dogliani, Farigliano, Igliano, Marsaglia, Monchiero, Niella Tanaro, Piozzo, Rocca Ciglie' ed in parte dal territorio dei comuni di Carrù, Mondovì, Murazzano, Roddino, S. Michele Mondovì, Somano e Vicoforte.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOCG Dogliani

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOCG Dogliani prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino non dovrà essere superiore al 70% per il Dogliani, e al 68% per la versione Superiore. Qualora questi parametri vengano superati fino al 5%, l'eccedenza non ha diritto alla DOCG. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOCG per tutto il prodotto.
  • Nel rispetto della % di resa uva/vino e in presenza di determinati requisiti di coltivazione può essere menzionata la dizione "Vigna".
  • Il vino a denominazione di origine controllata e garantita Dogliani Superiore deve essere sottoposto a un periodo minimo di invecchiamento di 12 mesi.

4. Produttori di Vino DOCG Dogliani

Con l’utilizzo della DOCG Dogliani i Produttori Vinicoli Piemontesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOCG Dogliani

Antipasti piemontesi, salumi, arrosti, carni bianche e formaggi molli o semiduri.


6. Storia e Letteratura del Vino DOCG Dogliani

La storia della coltivazione della vite su queste colline risale indietro nel tempo. Sin dall'epoca preromana, insediamenti di popolazioni celtiche stabili dal IV secolo a.C introducono le prime forme di coltivazione della vite riprese da contatti avuti con le popolazioni etrusche.

Dal II secolo a.C., inizia la penetrazione romana che porta naturalmente ad un incremento della coltivazione della vite, profondamente radicata in questa cultura. Reperti di anfore vinarie sono conservate nel Museo Archeologico Gabetti di Dogliani a testimonianza di questa coltura. Secondo alcuni il nome di Dogliani deriverebbe dal latino "Dolium Jani", facendo riferimento alla leggenda secondo la quale il dio Giano si recò sulle colline di Dogliani per assaggiarne il vino: per questo motivo lo stemma del Comune raffigurerebbe un leone che regge una "doglia", una sorta di caraffa da vino.

Nel periodo altomedievale studi del professor Dalmasso confermerebbero la presenza del vitigno Dolcetto su queste colline già dall'anno Mille. Documenti storici attestano inoltre commerci del vino di queste zone a partire dall'XI secolo. Durante il periodo delle autonomie comunali, troviamo un documento del 1369 che attesta come i marchesi di Saluzzo concedessero ai cittadini di Dogliani libertà di disporre dei propri beni, esenzioni dalle tasse e obblighi militari, purchè pagassero un'imposta in vino. 1593 è la data del primo documento conservato negli archivi di Dogliani in cui viene nominato il vitigno dolcetto. Si tratta di un'ordinanza emanata dalla Municipalità di Dogliani nell'agosto 1593, in cui veniva disciplinata la raccolta dell'uva per impedire l'errore di una vendemmia anticipata. Si faceva infatti divieto assoluto di staccare dalle viti le uve che non fossero ancora giunte alla loro piena maturazione, in caso contrario la pena sarebbe stata severissima: la confisca dell'intero raccolto. - "Ordini per le vindimie. Niuno ardischi, al di qua della festa di San Mateo (21 settembre) vindimiar le uve, et se qualcheduno per necessità o altra causa dovrà vindimiar qualche dozzetti o altre uve dovrà prender licenza dal deputato, sotto pena della perdita delle uve..."

A inizio del secolo scorso Dogliani ospita uno stabilimento di ampeloterapia in cui, nel periodo vendemmiale, si sfruttano le proprietà terapeutiche dell'uva. La ricchezza di ferro, manganese e potassio rende l'uva Dolcetto base delle cure fino al 1950. Nel 1974 viene riconosciuta per Dpr in data 26.06.1974 la Denominazione di Origine Controllata per il Dolcetto di Dogliani che rivendica una sua autonomia rispetto a quello d'Alba. Nel 1984 viene istituita la Bottega del vino, associazione tra produttori. Nel 2005 viene riconosciuta per decreto ministeriale in data 06.07.2005 la Docg Dolcetto di Dogliani superiore o Dogliani e nel 2011 con decreto ministeriale del 30.11.2011 nasce un’unica Docg per le tipologie “Dogliani” e “Dogliani Superiore”.


Additional Info

  • Regione: Piemonte
  • Tipologie: Vino Rosso
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Superiore - (Vino avente maggiore titolo alcolometrico)
  • Denominazione: D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)
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