Colline Joniche Tarantine DOC

Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.M. 01.08.2008, G.U. 195 del 21.08.2008 


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Colline Joniche Tarantine D.O.C.


1. Tipologie e Uve del Vino DOC Colline Joniche Tarantine

  • Colline Joniche Tarantine Bianco (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Chardonnay
  • =< 50% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore delicato, gradevole e sapore asciutto, fresco.

  • Colline Joniche Tarantine Bianco Spumante (Vino Bianco Spumante)
  • Versioni: Spumante Brut
  • => 50% Vitigno Chardonnay
  • =< 50% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Spumante dalla spuma fine e persistente, colore giallo paglierino più o meno intenso, odore delicato, gradevole e sapore asciutto, fresco.

  • Colline Joniche Tarantine Verdeca (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Verdeca
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, talvolta con riflessi verdolini, odore armonico più o meno fruttato, caratteristico e sapore equilibrato, tipico, persistente.

  • Colline Joniche Tarantine Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino più o meno intenso tendente al granato con l’invecchiamento, odore intenso, caratteristico, gradevole e sapore asciutto, di corpo, giustamente tannico, armonico.

  • Colline Joniche Tarantine Rosso Novello (Vino Rosso Novello)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Novello dal colore rosso rubino più o meno intenso, tendente al violaceo, odore intenso, gradevole, caratteristico e sapore armonico, rotondo, fruttato, caratteristico.

  • Colline Joniche Tarantine Rosso Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino più o meno intenso tendente al granato con l’invecchiamento, odore intenso, caratteristico, gradevole e sapore asciutto, di corpo, giustamente tannico, armonico.

  • Colline Joniche Tarantine Rosato (Vino Rosato)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosato dal colore rosa più o meno intenso, odore fruttato, delicato, gradevole e sapore fresco, asciutto, armonico.

  • Colline Joniche Tarantine Primitivo (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco /Amabile
  • => 85% Vitigno Primitivo
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso tendente al violaceo da giovane e al granato con l’invecchiamento, odore vinoso con profumo caratteristico e sapore vinoso, gradevole, pieno, armonico, tendente al vellutato con l’invecchiamento, talvolta leggermente amabile.

  • Colline Joniche Tarantine Primitivo Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco /Amabile
  • => 85% Vitigno Primitivo
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 13,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso tendente al violaceo da giovane e al granato con l’invecchiamento, odore vinoso con profumo caratteristico e sapore vinoso, gradevole, pieno, di corpo, armonico, tendente al vellutato con l’invecchiamento, talvolta leggermente amabile.

  • Colline Joniche Tarantine Primitivo Liquoroso Secco (Vino Rosso Liquoroso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Primitivo
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 17,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Liquoroso dal colore rosso granato più o meno intenso tendente all’arancione con l’invecchiamento, odore caratteristico, gradevole e sapore tipico, armonico, pieno.

  • Colline Joniche Tarantine Primitivo Liquoroso Dolce Naturale (Vino Rosso Liquoroso)
  • Versioni: Dolce
  • => 85% Vitigno Primitivo
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella zona viticola del Salento.
  • => 17,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Liquoroso dal colore rosso granato più o meno intenso tendente all’arancione con l’invecchiamento, odore caratteristico, gradevole e sapore tipico, armonico, pieno, dolce. 

__________

(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Colline Joniche Tarantine

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Colline Joniche Tarantine si estende sulle colline dell'Arco Jonico Tarantino in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Colline Joniche Tarantine è localizzata in:

  • provincia di Taranto e comprende il territorio dei comuni di Laterza, Mottola, Crispiano, Martina Franca e, in parte, il territorio dei comuni di Castellaneta, Ginosa, Palagianello, Massafra, Statte e Grottaglie.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Colline Joniche Tarantine

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. 

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Colline Joniche Tarantine prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Colline Joniche Tarantine non dovrà essere superiore al 70% e al 60% per la tipologia di vino Rosato; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC ma potrà essere riclassificata in altra tipologia di Vino IGT prodotto nella zona di produzione. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Il vino DOC Colline Joniche Tarantine Rosso Superiore e Primitivo Superiore con menzione "Riserva Superiore" devono essere sottoposti ad invecchiamento per almeno 30 mesi, di cui almeno 12 in legno.
  • Nella designazione dei Vini DOC Colline Joniche Tarantine può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Colline Joniche Tarantine è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.

4. Produttori di Vino DOC Colline Joniche Tarantine

Con l’utilizzo della DOC Colline Joniche Tarantine i Produttori Vinicoli Pugliesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Colline Joniche Tarantine

Antipasti di mare, primi a base di pesce e di carne, arrosti, carne alla griglia.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Colline Joniche Tarantine

L’introduzione delle pratiche vitivinicole nel Tarantino si deve, probabilmente, ai coloni spartani che fondarono la città greca. Della viticoltura di epoca coloniale sappiamo molto poco, ma è molto probabile che essa rivestisse un ruolo molto importante all'interno delle aziende medio-piccole proliferate all'interno della chora nei secoli V-III a.C..

Questa specificità la si riscontra in parte anche oggi e non è un caso se fin dal ‘700 il sistema della masseria, personificazione della grande proprietà (feudale, laica o ecclesiastica) si contrapponeva a quello del semplice vigneto, espressione invece del piccolo possesso contadino; non è un caso, quindi, che ben di rado il peso economico del vigneto all'interno della masseria risultasse consistente, nonostante il suo pur articolato corredo di funzioni produttive.

Fu nell’800, a seguito della nascita di una nuova forma insediativa delle elite borghesi, che prese le mosse dalla trasformazione delle strutture produttive deputate alla vite (i palmenti, con gli ambienti che ospitavano il custode del vigneto) in casini di campagna, dove le antiche funzioni convivevano con le nuove, residenziali e di rappresentanza insieme, che si realizzò uno sviluppo importante della viticoltura anche per il fatto che la popolazione contadina, per emulazione, cominciò a risiedere in campagna per periodi prolungati favorendo così la nascita di veri villaggi rurali. Sorse così una miriade di microaziende viticole che giunsero a colonizzare finanche la duna costiera, mentre i moltissimi trulli eretti nelle campagne divennero un inequivocabile segno di nuovo, seppure stagionale, modello di popolamento rurale. Comunque, anche in tale contesto, il vigneto continuava a costituire il nucleo della pur grama proprietà contadina, fermo restando la condizione di esigua produzione commercializzabile.

Contemporaneamente i grossi proprietari terrieri, grazie a finalmente importanti investimenti, impiantarono estesi vigneti la cui produzione poteva finalmente essere destinata ad un mercato più ampio; iniziava così una pratica: l'impiego del vino pugliese per migliorare le prestazioni delle più celebrate produzioni del Centro e Nord italiane.

La viticoltura ha sempre rappresentato la pratica agricola più redditizia e, al tempo stesso, però quella più onerosa ed il binomio vite-vino, sebbene racchiuda gran parte della storia della viticoltura tarantina, non lo esaurisce, infatti nella zona pianeggiante dell’arco jonico si è sviluppata la coltura della vite da tavola e nell’area denominata “Colline Joniche” si è consolidata, con alti e bassi, quella da vino. Tutto ciò può trovare una spiegazione sia nella tipologia pedoclimatiche dell’area che nella tradizione. Infatti alcune varietà di vite (come il moscatellone e la duraca) erano considerate di elevato pregio, per cui si preferiva allevarle all'interno dei giardini, mentre la vite destinata alla produzione di vino era allevata senza sostegni (ad alberello), le pregiate varietà di uva da tavola necessitavano di irrigazioni e di sostegni.

Tale funzione avevano, all'interno dei giardini, gli scenografici pergolati, costituiti da colonnati, gli antesignani dei moderni tendoni, come pure nelle aree orticole (come le Paludi del Tara), dalla abbondante disponibilità idrica, veniva coltivata, invece, l'uva in impalata: si trattava in genere di una varietà da tavola (l'uva lunga o cornola) allevata con sostegni fatti di canna.

Anche la vinificazione delle uve, sia nei metodi che nelle procedure e tecnologie, ha radice consolidate nella tradizione. Il ciclo lavorativo annuale prevedeva due o tre zappature (o conce:autunnale, primaverile e estiva), la mondatura e la probaginatura (con la quale si sostituivano, con il sistema delle propaggini, cioè della margotta, le piante venute meno per varie cause).

La tipica azienda viticola medio-grande includeva anche gli edifici deputati alla trasformazione delle uve in mosti. Tipicamente essi consistevano in una casa di custodia che ospitava il conduttore della vigna (il vignaiolo,abitata in genere per il periodo della vendemmia e delle lavorazioni), in una rimessa, in alcuni pozzi per la fornitura della molta acqua necessaria, nelle vasche (pile) e nell'impianto di trasformazione vero e proprio, comprendente il palmento e le strutture annesse (caricaturi, palaci e palmentelli).

Verso i palmenti venivano indirizzate anche le uve dei piccoli viticoltori circostanti, che in genere non avevano sui propri terreni tali strutture. Il mosto che si ricavava dalla pigiatura e dalla torchiatura veniva caricato su carri adeguatamente attrezzati per il trasporto di liquidi (le carrizze) e trasferito nelle cantine in città o in paese, ove veniva imbottato per essere poi sottoposto ai successivi travasi.

Ed oggi, nel rispetto della tradizione, nell’areale interessato, tanti piccoli produttori conferiscono a sistemi cooperativi che hanno il compito di valorizzare e commercializzare il prodotto ed alcuni hanno cominciato a diversificare la loro attività completando la filiera e commercializzando direttamente le proprie produzioni di qualità. L’incidenza dei fattori umani, nel corso degli ultimi anni, in particolare riferita alla puntuale definizione degli aspetti tecnico produttivi ha modificato questo trend indirizzando le produzioni verso altri mercati che hanno saputo premiare gli sforzi, le caratteristiche e le specificità dell’intero territorio.

Il Vino DOC Colline Joniche Tarantine ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 1 agosto 2008.


Additional Info

  • Regione: Puglia
  • Tipologie: Vino Bianco, Vino Rosso, Vino Rosato
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Amabile - (Vino mediamente dolce), Dolce - (Vino dolce), Liquoroso - (Vino con aggiunta di alcol etilico), Novello - (Vino ottenuto con un rapido processo di vinificazione), Superiore - (Vino avente maggiore titolo alcolometrico), Spumante Brut - (Residuo zuccherino inf. a 15 grammi/litro)
  • Denominazione: D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata)
Oltre 300 buyers, tra Importatori, Grossisti e Distributori in 70 paesi del mondo, sono le collaborazioni attive di Assovini.it

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