Martina Franca DOC

Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 10.06.1969, G.U. 211 del 19.08.1969


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Martina (o Martina Franca) D.O.C.


1. Tipologie e Uve del Vino DOC Martina Franca

 

  • Martina Franca (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • >< 50-65% Vitigno Verdeca
  • >< 35-50% Vitigno Bianco d'Alessano
  • =< 5% Vitigni Fiano, Bombino e Malvasia Bianca.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo verdolini o giallo paglierino chiaro, profumo vinoso, delicato, caratteristico, gradevole e sapore secco, delicato.

  • Martina Franca Spumante (Vino Bianco Spumante)
  • Versioni: Spumante Brut /Extra-dry /Dry /Demi-sec /Doux
  • >< 50-65% Vitigno Verdeca
  • >< 35-50% Vitigno Bianco d'Alessano
  • =< 5% Vitigni Fiano, Bombino e Malvasia Bianca.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Spumante dalla spuma fine e persistente, dal colore giallo con riflessi verdolini o giallo paglierino più o meno intenso con eventuali riflessi dorati, profumo fragrante, complesso, caratteristico della rifermentazione, gradevole e sapore fresco, sapido, fine, armonico, dal secco delicato, fino al dolce.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Martina Franca

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Martina Franca si estende sulle colline della Murgia, cosiddetta "dei Trulli", in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Martina Franca è localizzata in:

  • provincia di Taranto e comprende il territorio dei comuni di Crispiano e Martina Franca.
  • provincia di Bari e comprende il territorio del comune di Alberobello compresa la frazione di Castellana Grotte.
  • provincia di Brindisi e comprende il territorio dei comuni di Ceglie Messapica e Ostuni.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Martina Franca

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. 

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Martina Franca prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Martina Franca non dovrà essere superiore al 70%. Oltre detti limiti, l'eccedenza perde il diritto alla DOC.
  • Il Vino DOC Martina Franca può essere utilizzato per designare il Vino “Spumante” naturale ottenuto con mosti o vini che rispondono alle condizioni previste dal disciplinare di produzione, seguendo le vigenti norme legislative per la preparazione degli spumanti.

4. Produttori di Vino DOC Martina Franca

Con l’utilizzo della DOC Martina Franca i Produttori Vinicoli Pugliesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Martina Franca

Antipasti di crostacei e frutti di mare, zuppa di cozze con olio d'oliva e aglio, fritturina di pesce,, risotti e paste al sugo bianco di pesce, pesce al cartoccio,


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Martina Franca

Il territorio interessato dalla produzione dei vini “Martina” o “Martina Franca” presenta un paesaggio agrario caratterizzato da residui boschi di querceti e leccio misti a vegetazione spontanea mediterranea che costituiva la copertura naturale del territorio prima della presenza dell’uomo. L’intensa attività delle popolazioni rurali ha interagito in maniera determinante sulla formazione delle caratteristiche vitivinicole della zona.

Al tempo della Magna Grecia, i vini prodotti nel territorio delimitato godevano di una fama commerciale ben al di sopra di quanta ne avesse fino a qualche decennio addietro. In particolare nell’area centrale della Puglia attorno all’insediamento greco, e poi romano di Egnazia, che comprendeva anche il territorio della Valle d’Itria, vi era una viticoltura con una propria autonomia, dove era diffuso il vitigno Bianco d’Alessano.

Ricerche archeologiche hanno identificato in vari porti della regione cisterne destinate a contenere vino che poi era caricato in anfore con destinazione su tutte le rotte mediterranee. Tuttavia alcuni studiosi sostengono che far coincidere l’inizio della storia del vino in Puglia con la colonizzazione greca dell’VIII-VI secolo a.C. significa non tener conto di altri mille anni di storia di storia precedente.

La diffusione della viticoltura nell’Italia meridionale ad opera dei greci con il vitigno “Aglianico” (deformazione del termine “Ellenico”), interessò marginalmente la Puglia per il semplice fatto che in questa regione era già insediata una propria viticoltura con il “Bianco d’Alessano”, vitigno di origine messapica, introdotto nel periodo delle civiltà micenee e cretesi del XII-XI secolo a.C. attraverso le leggendarie migrazioni dall’Illiria (le moderne Albania- Kossovo- Macedonia) tra le due sponde del mare Adriatico meridionale.

Di una preesistente civiltà viticola è segno l’uso, esclusivamente in Puglia, del vocabolo dialettale “mir”,tradotto dai latini in “ merum” per indicare un vino schietto, vero e sincero, mentre gli stessi latini riservavano il termine “vinum” ad altri tipi di vino che per contrapposizione non apparivano tali. Ebbene il termine “mir” era già usato dall’antica popolazione Apula dei Iapigi e dei Messapi insediatisi nella Puglia meridionale nell’XI secolo a.C.

La plurimillenaria storia vitivinicola della Puglia, riferita alla zona considerata, attestata da numerosi documenti, è la generale e fondamentale prova della stretta connessione ed interazione esistente tra i fattori umani e le tipiche caratteristiche qualitative del “Martina” o “Martina Franca”, ovvero è la testimonianza di come l’intervento dell’uomo nel particolare territorio abbia, nel corso dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, le quali nell’epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed affinate, grazie all’indiscusso progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere i rinomati vini “Martina” o “Martina Franca”.

Il Vino DOC Martina Franca ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 10 giugno 1969.


Additional Info

  • Regione: Puglia
  • Tipologie: Vino Bianco
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Spumante Brut - (Residuo zuccherino inf. a 15 grammi/litro), Spumante Extra-dry - (Residuo zuccherino da 12 a 20 grammi/litro), Spumante Dry- (Residuo zuccherino da 18 a 35 grammi/litro), Spumante Demi-sec - (Residuo zuccherino da 33 a 50 grammi/litro), Spumante Doux - (Residuo zuccherino maggiore di 50 grammi/litro)
  • Denominazione: D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata)
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