Toscana

Toscana

  • Superficie vitata: 57.861 ettari di cui: Montagna: 25% | Collina: 67% | Pianura: 8% |
  • Produzione totale Vino: 2.657.000 ettolitri di cui: Vini DOP 69% | Vini IGP 25%.
  • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 85% | Vini Bianchi 15%.
  • Denominazioni vinicole presenti in Toscana: Vini DOCG: 11 | Vini DOC: 41 | Vini IGT: 6 |


 


Lo sviluppo della viticoltura in Toscana si deve agli Etruschi, che abitarono per molti secoli la regione e che sono considerati il popolo antico che più si dedicò alla coltivazione della vite e alla produzione del vino. Con i Romani l'attività proseguì prospera nel tempo senza tuttavia suscitare particolari attenzioni. Le testimonianze che raccontano la cultura vinicola toscana sono tante, a volte curiose come il Gallo Nero, simbolo del Chianti Classico, che con il suo comportamento segnò i confini del territorio chiantigiano, e con citazioni nella letteratura italiana, come la Vernaccia di San Gimignano (primo vino Toscano a ottenere nel 1966 il riconoscimento della DOC) citata da Dante nella Divina Commedia.  

Ma l'orgoglio toscano e la forte passione per il vino non erano riservati al solo più umile popolo agricolo, anche la nobiltà toscana ne fu completamente coinvolta, tant'è che alla coltivazione delle vigne e alla produzione del vino se ne occuparono direttamente famiglie nobili come i Ricasoli, Antinori e Frescobaldi, tanto per citarne alcune, i cui nomi altisonanti rappresentano oggi il meglio dell'enologia italiana.  

Nel 1716 un bando del Granduca di Toscana, Cosimo III de' Medici, delimitò le zone di produzione dei Vini Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno, precorrendo le Denominazioni d'Origine controllata. Nel 1872, il Barone Bettino Ricasoli, produttore a Brolio e membro dell'Accademia dei Gerorgofili, definì gli standard qualitativi del Chianti, distinguendone due tipi: un Chianti da invecchiamento e uno da pronta beva, in cui era ammessa l'aggiunta di una piccola quota di Malvasia alle uve rosse di Sangiovese e Canaiolo. Più o meno nello stesso periodo, nella sua tenuta "Il Greppo", Clemente Santi studiava la formula del Brunello di Montalcino.

Nel 1924 fu costituito il Consorzio per la tutela del Chianti Classico, che assunse come emblema il Gallo nero, mente il riconoscimento della DOC al Chianti è giunto nel 1967. Poco più tardi si aprì l'epoca dei Supertuscans, vini provocatoriamente definiti "da tavola" perchè non soggetti ad un disciplinare, ma venduti a prezzi elevati.

Tuttavia, il primo amore non si scorda mai, per cui l'attenzione del pubblico è tornata a focalizzarsi sul Chianti Classico, che dal 1984 si fregia della DOCG.


Dati statistici della Produzione Vinicola regionale

  • Superficie vitata: 57.861 ettari di cui: Montagna: 25% | Collina: 67% | Pianura: 8% |
  • Produzione totale Vino: 2.657.000 ettolitri di cui: Vini DOP 69% | Vini IGP 25%.
  • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 85% | Vini Bianchi 15%.
  • Denominazioni vinicole presenti in Toscana: Vini DOCG: 11 | Vini DOC: 41 | Vini IGT: 6 |

(Dati 2013. Fonte: UIV - ISTAT ed elaborazioni)


Degustando... in Toscana

I Vini e i cibi toscani nascono dalla tradizione contadina, semplice e genuina, dove le carni rappresentano la base di una cucina tradizionale, dedita alla convivialità e al piacere del gusto.  

Tra i primi piatti di pasta fatta in casa, i Pici (o Pinci) con il sugo di anatra, sono una prelibatezza da provare con un Chianti Colli Senesi o un Rosso di Montalcino. Il Pane sciapo raffermo si trova in tante ricette, tra cui la Robollita, a base di cavolo nero, condita con Olio extravergine di oliva Toscano DOP, si abbina molto bene con un Chianti Montespertoli, mentre la Garmugia lucchese - una sorta di zuppa di verdure -, e il Farro garfagnino con un Colline Lucchesi Bianco.

Pietanze di carne nei cui ingredienti figura il vino, come nel caso del Coniglio alla Vernaccia, l'abbinamento ideale è ovviamente una Vernaccia di San Gimignano Riserva. La Scottiglia - un tegame di carni cotte insieme e servite su pane arrostito -, va bene con un Chianti Rùfina o un Montecucco Sangiovese. Il Chianti Classico Riserva è il Vino ideale per la Bistecca alla fiorentina di chianina, naturalmente al sangue, mentre la Trippa alla fiorentina è più congeniale con un Carmignano. Anche la selvaggina è parte integrante della cucina toscana, per cui piatti come il Cinghiale in umido si abbinano perfettamente con un Brunello di Montalcino. Tra i formaggi, invece, il Pecorino di Pienza stagionato incontra benissimo la piacevolezza di un Vino Nbile di Montepulciano.

Relativamente alla cucina marinara, si impone il saporito Cacciucco Livornese, ottimo in abbinamento con un Chianti Colline Pisane, mentre il Cacciucco Viarebbino, più raffinato e delicato, si accosta con un Montecarlo Rosso. Un altro piatto prelibato di cucina di mare è rappresentato dal Baccalà alla fiorentina, ottimo con un Chianti Colli Fiorentini.

Il momento del dessert richiama prelibatezze dolciarie toscane come la Schiaccia briaca di Portoferraio e la Schiacciata con l'uva di Firenze - torta con frutta secca e mosto di Aleatico - che si abbinano molto bene con un Elba Aleatico Passito, ottimo anche con lo Sfratto, dessert della tradizione ebraica ripieno di noci e spezie. I Cantucci di Prato si abbinano bene con il Vin Santo di Carmignano, mentre il Pantorte di Siena con un Vin Santo di Monterpulciano.


 

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