Colline Lucchesi DOC

Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 28.05.1968, G.U. 186 del 23.07.1968 


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Colline Lucchesi D.O.C.


1. Tipologie e Uve del Vino DOC Colline Lucchesi

 

  • Colline Lucchesi Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • >< 45-80% Vitigno Sangiovese
  • >< 10-50% Vitigni Canaiolo, Ciliegiolo, Merlot, Syrah, da soli o congiuntamente;
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana, ad eccezione di Aleatico e Moscato che possono concorrere fino ad un massimo del 5%.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino brillante, tendente al granato se invecchiato, odore gradevole, caratteristico e sapore asciutto, armonico, morbido, vivace solo se dell'annata.

  • Colline Lucchesi Rosso Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • >< 45-80% Vitigno Sangiovese
  • >< 10-50% Vitigni Canaiolo, Ciliegiolo, Merlot, Syrah, da soli o congiuntamente;
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana, ad eccezione di Aleatico e Moscato che possono concorrere fino ad un massimo del 5%.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino brillante, tendente al granato se invecchiato, odore gradevole, caratteristico e sapore asciutto, armonico, morbido, vivace solo se dell'annata.

  • Colline Lucchesi Merlot (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Merlot
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana, ad eccezione di Aleatico e Moscato.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino, con tendenza al granato se invecchiato, odore caratteristico, gradevole e sapore pieno, asciutto.

  • Colline Lucchesi Merlot Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Merlot
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana, ad eccezione di Aleatico e Moscato.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino, con tendenza al granato se invecchiato, odore caratteristico, gradevole e sapore pieno, asciutto.

  • Colline Lucchesi Sangiovese (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Sangiovese
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana, ad eccezione di Aleatico e Moscato.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino, granato se invecchiato, odore caratteristico e gradevole e sapore asciutto ed armonico.

  • Colline Lucchesi Sangiovese Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Sangiovese
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana, ad eccezione di Aleatico e Moscato.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino, granato se invecchiato, odore caratteristico e gradevole e sapore asciutto ed armonico.

  • Colline Lucchesi Bianco (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • >< 40-80% Vitigno Trebbiano Toscano
  • >< 10-60% Vitigni Chardonnay, Greco, Grechetto, Malvasia, Sauvignon e Vermentino da soli o congiuntamente;
  • =< 25% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore delicato, gradevole, caratteristico e sapore asciutto, delicato, armonico.

  • Colline Lucchesi Sauvignon (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore variabile dal giallo paglierino al dorato chiaro, odore delicato, quasi aromatico e sapore asciutto, vellutato, gradevole.

  • Colline Lucchesi Vermentino (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Vermentino
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore intenso, delicato e sapore morbido, fruttato, asciutto.

  • Colline Lucchesi Vin Santo (Vino Bianco Vin Santo)
  • Versioni: Secco /Amabile
  • = 100% ottenuto da uve provenienti dai vitigni a bacca bianca iscritti nel Registro Nazionale delle varieta' di vite.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Vin Santo dal colore giallo dorato intenso tendente all'ambrato, odore gradevole, armonico, caratteristico e sapore piacevolmente dolce di passito (tipologia amabile) asciutto, vellutato, armonico  (tipologia secco)

  • Colline Lucchesi Vin Santo Occhio di Pernice (Vino Rosato)
  • Versioni: Dolce
  • = 100% ottenuto da uve provenienti dai vitigni a bacca nera iscritti nel Registro Nazionale delle varieta' di vite.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosato dal colore variabile dal rosa pallido al rosa intenso con riflessi granati, odore intenso caratteristico e sapore dolce, morbido, vellutato.

__________

(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Colline Lucchesi

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Colline Lucchesi si estende sulle colline situate a nord della Toscana, tra l'Appennino e il Mar Tirreno, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Colline Lucchesi è localizzata in:

  • provincia di Lucca e comprende il territorio dei comuni di Lucca, Capannori e Porcari.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Colline Lucchesi

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. 

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Colline Lucchesi prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Colline Lucchesi non dovrà essere superiore al 70% e al 35 per le tipologie Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Le uve destinate alla produzione del Vino DOC Colline Lucchesi Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice devono essere sottoposte ad appassimento naturale fino a raggiungere un grado zuccherino di almeno 27%.
  • I vini DOC Colline Lucchesi Rosso, Sangiovese e Merlot, con menzione Riserva, devono essere sottoposti ad invecchiamento per almeno 24 mesi.
  • Il vino DOC Colline Lucchesi Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice devono essere sottoposti ad invecchiamento per circa 36 mesi, e comunque non prima del 1° novembre del terzo anno successivo a quello della vendemmia.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Colline Lucchesi è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.

4. Produttori di Vino DOC Colline Lucchesi

Con l’utilizzo della DOC Colline Lucchesi i Produttori Vinicoli Toscani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Colline Lucchesi

Lardo di Colonnata, caciotta Toscana, zuppa di lenticchie, trippa e pollo.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Colline Lucchesi

I vini delle Colline Lucchesi hanno una tradizione che, sulla base di precisi documenti storici, possiamo collegare addirittura all’epoca romana e al medioevo.

Secondo alcuni storici sembra che già prima dei Romani le colline della Lucchesia fossero coltivate dagli Etruschi che abitavano a Lucca e poi dai Liguri i quali conoscevano bene l’arte della viticoltura e olivicoltura. La ricchezza della zona è comunque messa in evidenza da documenti anteriori al Mille secondo i quali “le pendici dei colli a nord di Lucca erano nel secolo nono rivestite di vigne”.

Nell’età dei Comuni l’industria del vino era già fiorente: infatti tra il tredicesimo e il quattordicesimo secolo la coltura della vite si era molto intensificata nel territorio delle colline lucchesi e grande era il consumo che si faceva del vino.

Narrano le storie che nel 1334 furono portate a Lucca dalle vicine contrade oltre 168.000 barili di vino che doveva essere “chiaro, vermiglio, puro e franco” come quello che nel 1308 acquistò Cimelio il vinattiere. Nel 1392 un mercante, Antonio di Pace degli Orsi, scriveva alla compagnia Datini di Pisa che “è saporoso: quanto più ne beo, più m’aguzza l’appitito di bere”.

Nel 1400 scriveva Sante Lanciero, sommelier di Papa Paolo III, che si trattava di vini di ottima qualità preparati con cura, soprattutto da offrire agli ospiti, come risultato di una propria scelta di vita e come prodotto della propria terra e della propria passione. In quegli stessi secoli l’attività in cui i lucchesi eccellono è la produzione della seta: nella sola città di Lucca vengono certificati oltre 2.000 telai in produzione, senza contare tutti quelli del contado. Ed è proprio la seta il veicolo della creazione del mito internazionale del “mercante” lucchese: tutte le maggiori famiglie aristocratiche della città vennero coinvolte nella produzione e nel commercio della seta, soprattutto verso i paesi del Nord Europa. I primogeniti vennero inviati ad aprire “compagnie della seta” in città come Lione, Bruges, Londra, Amsterdam e Amburgo.

Progressivamente, insieme ai tessuti di seta, i mercanti lucchesi iniziarono a trasportare verso il nord anche il loro vino e l’olio di cui andavano tanto orgogliosi: storicamente fu questa la prima volta che il vino lucchese si affacciò sui mercati internazionali. Ma a metà del 500, per varie ragioni - non ultima la scoperta dell’America, questo sistema mercantile entrò in crisi. Le “compagnie della seta” all’estero vennero chiuse, e le famiglie aristocratiche lucchesi decisero di investire gli enormi ricavi realizzati con la seta in agricoltura.

Nasce in quei decenni il sistema lucchese delle “ville-fattorie”: i Buonvisi, gli Arnolfini, i Guinigi, i Cenami, i Mansi (solo per citare i nomi di alcune delle più importanti famiglie lucchesi) faranno a gara per realizzare sulle colline che circondano Lucca le ville di campagna più belle, applicando all’agricoltura – in particolare all’olio e al vino - le tecniche agronomiche più avanzate per l’epoca.

All’inizio del 1600, per ragioni ancora oggi controverse, la Repubblica di Lucca emanò un legge che proibiva l’esportazione del vino fuori dai confini dello stato. Un decreto che sembra negare tutta la precedente storia della mercatura lucchese, orientata fin dl primo medioevo agli scambi internazionali.  Scrive lo storico Renzo Sabbatini che “per meglio commercializzare la sua produzione di vino, nel 1615 la famiglia Guinigi apriva due negozi per la vendita di vino: uno in Pizzorna – dove quotidianamente lavoravano decine di carbonari, ed uno a Viareggio”.

Nasce sicuramente in quel periodo il forte orientamento degli abitanti della Lucchesìa a consumare il vino locale.

Nei primissimi anni del 1800, Lucca torna a respirare un’aria internazionale: l’arrivo delle truppe francesi, e l’insediamento in città di Elisa Bonaparte e della sua corte di dignitari, influenzerà – in parte - anche i destini della viticoltura lucchese.

Viene redatto il “nuovo catasto” del territorio lucchese. Generali e diplomatici dell’esercito napoleonico (Grabaw, Meuron) acquisteranno alcune delle “ville-fattoria”, e i vitigni cosiddetti “francesi” faranno per la prima volta la loro apparizione sulle colline della Lucchesìa.

Nel suo “Dizionario geografico fisico storico della toscana”, edito dall’ Accademia dei Georgofili nel 1839, Emanuele Repetti scrive: “In quanto all’industria agraria lucchese, essa può dividersi in tre porzioni, sia per la qualità del suolo, sia per la posizione ed elevazione rispettiva del paese. In vista di ciò i Lucchesi distinguono il loro territorio agricolo in tre maniere; la prima nel contado delle sei miglia, che comprende il piano intorno alla città di Lucca con le adiacenti colline; la seconda nel territorio della marina, in cui è Viareggio e Camajore; la terza e compresa nell’agricoltura dell’Appennino. Dalla prima si hanno nella pianura grani, ortaggi, legumi e vini comuni in abbondanza; nelle colline adiacenti, olio squisito e il più accreditato di tutti quelli d’Italia e, specialmente nei colli esposti a levante e a mezzogiorno, vini generosi”.

Il Vino DOC Colline Lucchesi ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 28 maggio 1968.


Additional Info

  • Regione: Toscana
  • Tipologie: Vino Bianco, Vino Rosso, Vino Rosato
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Riserva - (Vino sottoposto ad invecchiamento), Vin Santo - (Vino ottenuto da uve appassite, vendemmiate nella settimana santa)
  • Denominazione: D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata)
Oltre 300 buyers, tra Importatori, Grossisti e Distributori in 70 paesi del mondo, sono le collaborazioni attive di Assovini.it

Assovini

Assovini.it è il sito del Vino e delle Cantine ideato nel 1986 e realizzato da un team di Sommelier con la collaborazione di Enologi e Produttori per diffondere i migliori Vini italiani nel mondo.

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