I Vini della Regione Sicilia



I Vini della regione Sicilia

La viticoltura in Sicilia risale al secondo millennio a.C., ma si deve ai Greci il merito di aver introdotto nuovi vitigni e migliorato le tecniche di coltivazione. La storia vinicola siciliana è ricca di eventi importanti come le invasioni barbariche che causarono il declino della coltivazione della vite, che si riprese successivamente durante la dominazione araba, non già per produrre vino (vietato dal Corano), bensì di uva passa. 

La fortuna dei vini siciliani arriva casualmente nel 1773, quando un commerciante inglese, John Woodhouse, spedì dalla Sicilia per Liverpool 60 "pippe" (fusti della capacità di 400 litri) di vino Marsala, a cui aveva aggiunto 9 litri di alcol in ogni fusto trasformandolo in vino liquoroso. Il successo fu enorme e le spedizioni continuarono ancora per anni.

Un altro paradossale colpo di fortuna si ebbe nel 1870 quando la fillossera devastò i vigneti francesi, e il venir meno di quella imponente produzione provocò una forte domanda di vino siciliano. In breve tempo la superficie vitata della Sicilia triplicò passando da circa 100.000 a 322.000 ettari. Ma poi, appena 10 anni più tardi, la fillossora fece la sua comparsa anche in Sicilia, apportando notevoli danni ai vigneti.

Ma è dal 1970 che in Sicilia è iniziata una svolta enologica importante: la volonta di ottenere vini altamente alcolici e corposi è stata accantonata in favore di nuovi vini più freschi, eleganti e profumati, spesso ottenuti dagli antiche viti e dai vitigni autoctoni Catarratto, Grillo, Carricante, Frappato, Nerello e, naturalmente, il vitigno Calabrese, più noto con il nome di Nero d'Avola. A questi si sono affiancati vitigni internazionali come Chardonnay, Petit Verdot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Sirah, per cui si può affermare che la sicilia negli ultimi anni ha vinto autorevolmente la scommessa della qualità.


Dati statistici della Produzione Vinicola regionale

  • Superficie vitata: 103.063 ettari di cui: Montagna: 5% | Collina: 65% | Pianura: 30% |
  • Produzione totale Vino: 6.242.000 ettolitri di cui: Vini DOP 16% | Vini IGP 44,2%.
  • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 47% | Vini Bianchi 53%.
  • Denominazioni vinicole presenti in Sicilia: Vini DOCG: 1 | Vini DOC: 23 | Vini IGT: 7 |

(Dati 2013. Fonte: UIV - ISTAT ed elaborazioni)


Mappa Zone di Produzione Vini della Sicilia

██  Marsala. La zona di produzione riguarda la provincia di Trapani e comprende tutto il territorio della provincia, eccetto i comuni di Alcamo, Favignana e Pantelleria.

▬▬  Delia Nivolelli. La zona di produzione riguarda la provincia di Trapani e comprende il territorio dei comuni di Mazara del Vallo, Marsala, Petrosino e Salemi.

▬▬  Erice. La zona di produzione riguarda la provincia di Trapani e comprende il territorio dei comuni di Buseto Palizzolo e, in parte, il territorio dei comuni di Erice, Valderice, Custonaci, Castellammare del Golfo, Paceco e Trapani.

▬▬  Alcamo. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Trapani, il territorio dei comuni di Alcamo e, in parte, il territorio dei comuni di Calatafimi, Gibellina e Castellammare del Golfo;
  2. per la provincia di Palermo, parte del territorio dei comuni di Balestrate, Camporeale, Monreale, Partinico, San Cipirello e San Giuseppe Jato. 

██  Salaparuta. La zona di produzione riguarda la provincia di Trapani e comprende il territorio del comune di Salaparuta.

██  Monreale. La zona di produzione riguarda la provincia di Palermo e comprende il territorio dei comuni di Monreale, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Santa Cristina Gela, Corleone, Roccamena e, in parte, il territorio del comune di Piana degli Albanesi.

██  Contessa Entellina. La zona di produzione riguarda la provincia di Palermo e comprende il territorio del comune di Contessa Entellina.

██  Santa Margherita di Belice. La zona di produzione riguarda la provincia di Agrigento e comprende il territorio dei comuni di Santa Margherita di Belice e Montevago.

▬▬  Menfi. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Agrigento, il territorio dei comuni di Menfi, Sciacca e Sambuca di Sicilia;
  2. per la provincia di Trapani, il territorio del comune di Castelvetrano.

██  Sambuca di Sicilia. La zona di produzione riguarda la provincia di Agrigento e comprende il territorio del comune di Sambuca di Sicilia.

██  Sciacca. La zona di produzione riguarda la provincia di Agrigento e comprende il territorio dei comuni di Sciacca e Caltabellotta.

██  Contea di Sclafani. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Palermo, il territorio dei comuni di Valledolmo, Caltavuturo, Alia, Sclafani Bagni e,in parte, il territorio dei comuni di Petralia Sottana, Castellana Sicula, Castronovo di Sicilia, Cerda, Aliminusa, Montemmagiore Belsito e Polizzi Generosa;
  2. per la provincia di Caltanissetta, il territorio dei comuni di Vallelunga Pratameno e Villalba;
  3. per la provincia di Agrigento, parte del territorio del comune di Cammarata.

▬▬  Riesi. La zona di produzione riguarda la provincia di Caltanissetta e comprende il territorio dei comuni di Riesi, Butera e Mazzarino.

██  Cerasuolo di Vittoria. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Ragusa, il territorio dei comuni di Vittoria, Comiso, Acate, Chiaramonte Gulfi, Santa Croce Camerina e, in parte, il territorio del comune di Ragusa;
  2. per la provincia di Caltanissetta, parte del territorio dei comuni di Niscemi, Gela, Riesi, Butera e Mazzarino;
  3. per la provincia di Catania, parte del territorio dei comuni di Caltagirone, Licodia Eubea e Mazzarrone.

██  Noto. La zona di produzione riguarda la provincia di Siracura e comprende il territorio dei comuni di Noto, Rosolini, Pachino e Avola.

▬▬  Eloro. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Siracusa, il territorio dei comuni di Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero e Rosolini;
  2. per la provincia di Ragusa, il territorio del comune di Ispica.

██  Sottozona Pachino. La zona di produzione riguarda la provincia di Siracusa e comprende parte del territorio del comune di Pachino.

██  Siracusa. La zona di produzione riguarda la provincia di Siracusa e comprende il territorio del comune di Siracusa.

██  Etna. La zona di produzione riguarda la provincia di Catania e comprende parte del territorio dei comuni Biancavilia, S. Maria di Licodia, Paternò, Belpasso, Nicolosi, Pedara, Trecastagni, Viagrande, Aci S. Antonio, Acireale, S. Venerina, Giarre, Mascali, Zafferana, Milo, S. Alfio, Piedimonte, Linguaglossa, Castiglione e Randazzo.

▬▬  Mamertino di Milazzo. La zona di produzione riguarda la provincia di Messina e comprende il territorio dei comuni di Alì, Alì Terme, Barcellona Pozzo di Gotto, Basicò, Castroreale, Condrò, Falcone, Fiumedinisi, Furnari, Gualtieri Sicaminò, Itala, Librizzi, Mazzarrà Sant'Andrea, Meri, Milazzo, Monforte San Giorgio, Montalbano Elicona, Nizza di Sicilia, Oliveri, Pace del Mela, Patti, Roccalumera, Roccavaldina, Rodi Milici, San Filippo del Mela, Santa Lucia del Mela, San Pier Niceto, Scaletta Zanclea, Terme Vigliatore, Torregrotta e Tripi.

██  Faro. La zona di produzione riguarda la provincia di Messina e comprende il territorio del comune di Messina.

██  Malvasia delle Lipari. La zona di produzione riguarda la provincia di Messina e comprende il territorio dell'Arcipelago delle Isole Eolie (o Lipari).

██  Pantelleria. La zona di produzione riguarda la provincia di Trapani e comprende il territorio dell'Isola di Pantelleria.

░░  Sicilia. La zona di produzione comprende l'intero territorio della regione Sicilia.


Clima, Territorio e Sistemi di coltivazione della vite

La Sicilia, definita l'isola del sole, è la più estesa regione italiana delimitata da oltre 1.100 km. di coste, oltre alle isole di Pantelleria, Ustica e degli arcipelaghi delle Eolie ed Egadi che ne fanno parte. Il territorio si compone prevalentemente da colline (circa i due/terzi), da montagne e, in minima parte, dalle pianure.

Le condizioni atmosferiche sono caratterizzate da due tipologie di clima: nelle aree collinari e lungo la costa si ha un Clima Mediterraneo con inverni miti e poco piovosi ed estati calde, a volte afose, e ventilate, mentre le montagne e le zone interne sono interessate da un Clima Continentale, freddo e rigido, specie nei rilievi montani dell'Etna e delle Madonie, che determina forti escursioni termiche giornaliere e stagionali. La diversità climatica, tuttavia, apporta benefici al processo di maturazione delle uve, dalla cui vinificazione si ottengono vini di diverse qualità: da vini bianchi freschi e profumati a vini rossi più strutturati ed eleganti.

Relativamente al suolo, la Sicilia è caratterizzata dal Vulcano Etna, le cui eruzioni determinano la formazione di Terreni Lavici le cui proprietà sono in perfetto equilibrio con le prerogative vegetali dei vitigni Carricante e Nerelli Mascalese e Cappuccio. Nell'area più a ovest, diverse caratteristiche di territorio determinano la formazione di Terreni Calcarei, idonei per la coltivazione del Vitigno Nero d'Avola, e Terreni Argillosi, che tendono a conferire ai vini una maggiore intensità di colore, e, infine, Terreni Tufacei di matrice vulcanica donano una carica zuccherina e una raffinata profumazione ai Vini Malvasia delle Lipari, ai Moscati di Noto e Siracusa e ai Passiti di Pantelleria.

I Sistemi di allevamento della vite più diffusi in Sicilia sono il tradizionale Alberello e le forme a Guyot e Cordone speronato.


Degustando... in Sicilia

La cucina siciliana, che deriva dalla storica interazione tra le culture normanna, sveva, ellecina e araba, presenta una ricca e variegata offerta gastronomica di mare e di terra, impreziosita da erbe aromatiche e spezie. Tra i piatti tipici siciliani, la Pasta con le sarde, condita con finocchietto selvatico, passoline (uva passa), pinoli e mollica atturrata (abbrustolita), si abbina perfettamente con un Etna Bianco da Carricante.

Le tradizioni marine da cui si sviluppa l'economia ittica siciliana consentono di portare a tavola piatti prelibati di mare come gli Involtini di pesce spada e il Tonno alla ghiotta che si abbinano bene con un Bianco d'Alcamo ottenuto da uve Catarratto e Inzolia, mentre le Salsiccette alla palermitana e il Capretto in umido richiedono un vini più di corpo come un Monreale Nero d'Avola e un Cerasuolo di Vittoria.

A fine pasto, delizie come i Dolcetti di marzapane, i Cannoli o la Cassata siciliana abbinati alla piacevolezza di un Passito di Pantelleria completano un menu ricco di cultura millenaria e di territorio.


 

I Vini della Regione Toscana


 


I Vini della Regione Toscana

Lo sviluppo della viticoltura in Toscana si deve agli Etruschi, che abitarono per molti secoli la regione e che sono considerati il popolo antico che più si dedicò alla coltivazione della vite e alla produzione del vino. Con i Romani l'attività proseguì prospera nel tempo senza tuttavia suscitare particolari attenzioni. Le testimonianze che raccontano la cultura vinicola toscana sono tante, a volte curiose come il Gallo Nero, simbolo del Chianti Classico, che con il suo comportamento segnò i confini del territorio chiantigiano, e con citazioni nella letteratura italiana, come la Vernaccia di San Gimignano (primo vino Toscano a ottenere nel 1966 il riconoscimento della DOC) citata da Dante nella Divina Commedia.  

Ma l'orgoglio toscano e la forte passione per il vino non erano riservati al solo più umile popolo agricolo, anche la nobiltà toscana ne fu completamente coinvolta, tant'è che alla coltivazione delle vigne e alla produzione del vino se ne occuparono direttamente famiglie nobili come i Ricasoli, Antinori e Frescobaldi, tanto per citarne alcune, i cui nomi altisonanti rappresentano oggi il meglio dell'enologia italiana.  

Nel 1716 un bando del Granduca di Toscana, Cosimo III de' Medici, delimitò le zone di produzione dei Vini Chianti, Pomino, Carmignano e Valdarno, precorrendo le Denominazioni d'Origine controllata. Nel 1872, il Barone Bettino Ricasoli, produttore a Brolio e membro dell'Accademia dei Gerorgofili, definì gli standard qualitativi del Chianti, distinguendone due tipi: un Chianti da invecchiamento e uno da pronta beva, in cui era ammessa l'aggiunta di una piccola quota di Malvasia alle uve rosse di Sangiovese e Canaiolo. Più o meno nello stesso periodo, nella sua tenuta "Il Greppo", Clemente Santi studiava la formula del Brunello di Montalcino.

Nel 1924 fu costituito il Consorzio per la tutela del Chianti Classico, che assunse come emblema il Gallo nero, mente il riconoscimento della DOC al Chianti è giunto nel 1967. Poco più tardi si aprì l'epoca dei Supertuscans, vini provocatoriamente definiti "da tavola" perchè non soggetti ad un disciplinare, ma venduti a prezzi elevati.

Tuttavia, il primo amore non si scorda mai, per cui l'attenzione del pubblico è tornata a focalizzarsi sul Chianti Classico, che dal 1984 si fregia della DOCG.


Dati statistici della Produzione Vinicola regionale

  • Superficie vitata: 57.861 ettari di cui: Montagna: 25% | Collina: 67% | Pianura: 8% |
  • Produzione totale Vino: 2.657.000 ettolitri di cui: Vini DOP 69% | Vini IGP 25%.
  • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 85% | Vini Bianchi 15%.
  • Denominazioni vinicole presenti in Toscana: Vini DOCG: 11 | Vini DOC: 41 | Vini IGT: 6 |

(Dati 2013. Fonte: UIV - ISTAT ed elaborazioni)


Mappa delle Zone di Produzione Vini della Toscana

Le zone vitivinicole toscane si possono suddividere in due macroaree; le Colline della Toscana Centrale e la Toscana della Costa Tirrenica.

La Toscana Centrale è il cuore storico della regione, con il dominio assoluto del Sangiovese. Chianti Classico e tutte le sottozone del Chianti, l'area pratese con il Carmignano, l'area senese con il Brunello di Montalcino, il Vino Nobile di Montepulciano, la Vernaccia di San Gimignano e il territorio aretino dal Valdarno alla Valdichiana, rappresentano territori da sempre emblema della Toscana vitivinicola.

La Toscana della Costa tirrenica vede la coesistenza di diverse aree e vini storici, come il territorio del Candia dei Colli Apuani e quelli lucchesi, l'Elba e la Maremma con il Morellino di Scansano, oltre alla recente affermazione dei vigneti costieri livornese e pisano, da Montescudaio a Bolgheri e Val di Cornia, con il dominio di diversi vitigni internazionali.

██  Bianco dell'Empolese. La zona di produzione è localizzata in provincia di Firenze e comprende il territorio dei comuni di Empoli, Cerreto Guidi, Fucecchio, Vinci, Capraia e Limite, Montelupo Fiorentino.

██  Carmignano. La zona di produzione è localizzata in provincia di Prato e comprende il territorio dei comuni di Carmignano e Poggio a Caiano.

██  Pomino. La zona di produzione è localizzata in provincia di Firenze e comprende il territorio del comune di Rùfina.

██  Vernaccia di San Gimignano. La zona di produzione è localizzata in provincia di Siena e comprende il territorio del comune di San Gimignano.

██  Terre di Casole. La zona di produzione è localizzata in provincia di Siena e comprende il territorio del comune di Casole d’Elsa.

██  Val d'Arbia. La zona di produzione è localizzata in provincia di Siena e comprende il territorio del comune di Siena e, in parte, il territorio dei comuni di: Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti, Monteriggioni, Castelnuovo Berardenga, Sovicille, Asciano, Monteroni d’ Arbia, Murlo e Buonconvento.

██  Valdarno di Sopra. La zona di produzione è localizzata in provincia di Arezzo e comprende il territorio dei comuni di Cavriglia, Montevarchi, Bucine, Pergine Valdarno, Civitella in Val di Chiana, Pian di Scò, Castelfranco di Sopra, Terranuova Bracciolini, Loro Ciuffenna e San Giovanni.

██  Valdichiana Toscana. La zona di produzione è localizzata in: 

  • provincia di Arezzo e comprende il territorio dei comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino, Cortona, Foiano, Lucignano, Marciano, Monte San Savino e Civitella in Val di Chiana.
  • provincia di Siena e comprende il territorio dei comuni di Sinalunga, Torrita di Siena, Chiusi e Montepulciano.

██  Cortona. La zona di produzione è localizzata in provincia di Arezzo e comprende il territorio del comune di Cortona.

██  Vino Nobile di Montepulciano. La zona di produzione è localizzata in provincia di Siena e comprende il territorio del comune di Montepulciano.

██  Grance Senesi. La zona di produzione è localizzata in provincia di Siena e comprende il territorio dei comuni di Rapolano Terme, Murlo, Asciano, Monteroni D’Arbia e Sovicille.

██  Orcia. La zona di produzione è localizzata in provincia di Siena e comprende il territorio dei comuni di Castiglione d'Orcia, Pienza, Radicofani, S. Giovanni d'Asso, San Quirico d'Orcia, Buonconvento, Trequanda e, in parte, il territorio dei comuni di Abbadia S. Salvatore, Chianciano, Montalcino, Sarteano, San Casciano Bagni e Torrita di Siena.

██  Brunello di Montalcino. La zona di produzione è localizzata in provincia di Siena e comprende il territorio del comune di Montalcino.

██  Montecucco Sangiovese. La zona di produzione è localizzata in provincia di Grosseto e comprende il territorio dei comuni di Cinigiano, Civitella Paganico, Campagnatico, Castel del Piano, Roccalbegna, Arcidosso e Seggiano.

██  Chianti. La zona di produzione è localizzata in:

  • provincia di Arezzo e comprende il territorio dei comuni di Arezzo, Bucine, Capolona, Castelfranco di Sopra, Castiglion Fibocchi, Cavriglia, Civitella in Val di Chiana, Foiano della Chiana, Laterina, Loro Ciuffenna, Lucignano, Marciano della Chiana, Monte San Savino, Montevarchi, Pergine Valdarno, Pian di Sco, Subbiano e Terranuova Bracciolini.
  • provincia di Firenze e comprende il territorio dei comuni di Bagno a Ripoli, Barberino Val d'Elsa, Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Dicomano, Empoli, Fiesole, Figline Valdarno, Firenze, Gambassi Terme, Impruneta, Incisa Valdarno, Lastra a Signa, Londa, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rignano sull'Arno, Rufina, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci, Signa, Tavarnelle Val di Pesa e Vinci.
  • provincia di Pisa e comprende il territorio dei comuni di Capannoli, Casciana Terme, Chianni, Crespina, Fauglia, Lajatico, Lari, Lorenzana, Montopoli Valdarno, Palaia, Peccioli, Ponsacco, Pontedera, San Miniato, Santa Luce e Terricciola.
  • provincia di Pistoia e comprende il territorio dei comuni di Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme, Montale, Pistoia, Quarrata e Serravalle Pistoiese.
  • provincia di Prato e comprende il territorio dei comuni di Carmignano, Montemurlo e Poggio a Caiano.
  • provincia di Siena e comprende il territorio dei comuni di Asciano, Casole d'Elsa, Castelnuovo Berardenga, Cetona, Chianciano, Chiusi, Colle Val d'Elsa, Montalcino, Montepulciano, Monteriggioni, Monteroni Val d'Arbia, Murlo, Pienza, Poggibonsi, Radicondoli, Rapolano Terme, San Casciano dei Bagni, San Gimignano, Sarteano, Siena, Sinalunga, Sovicille, Torrita di Siena e Trequanda.

██  Chianti Classico. La zona di produzione è localizzata in:

  • provincia di Firenze e comprende il territorio dei comuni di Greve in Chianti e parte del territorio dei comuni di Barberino Val d'Elsa, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa.
  • provincia di Siena e comprende il territorio dei comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti e Radda in Chianti e, in parte, il territorio dei comuni di Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi.

██  Sant'Antimo. La zona di produzione è localizzata in provincia di Siena e comprende il territorio dei comuni di Sant’Antimo e Montalcino.

██  Candia dei Colli Apuani. La zona di produzione è localizzata in provincia di Massa Carrara e comprende il territorio dei comuni di Carrara, Massa e Montignoso.

██  Montescudaio. La zona di produzione è localizzata in provincia di Pisa e comprende il territorio dei comuni di Casale Marittimo, Castellina Marittima, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Riparbella e Santa Luce.

██  Bolgheri Sassicaia. La zona di produzione è localizzata in provincia di Livorno e comprende il territorio del comune di Castagneto Carducci.

██  Elba. La zona di produzione è localizzata in provincia di Livorno e comprende il territorio dell'Isola d'Elba.

██  Morellino di Scansano. La zona di produzione è localizzata in provincia di Grosseto e comprende il territorio dei comuni di Scansano e, in parte, il territorio dei comuni di Manciano, Magliano in Toscana, Grosseto, Campagnatico, Semproniano e Roccalbegna.

██  Capalbio. La zona di produzione è localizzata in provincia di Grosseto e comprende il territorio dei comuni di Capalbio, Manciano, Magliano e Orbetello.

██  Maremma Toscana. La zona di produzione è localizzata in provincia di Grosseto e comprende tutto il territorio della provincia.


Clima, Territorio e Sistemi di coltivazione della vite

Il territorio toscano si distende per lo più su morbide colline, che occupano il 67% della regione, ma presenta numerose sfaccettature di climi e terreni.

Il Clima toscano è generalmente Mite sulla costa, con estati calde e siccitose mitigate da venti provenienti dal mare e con inverni non troppo rigidi e mediamente piovosi. Diversa è la situazione nella parte centrale collinare, dove il clima è più Continentale, con estati secche e difficoltà idriche per la vite, mentre nelle altre stagioni è abbastanza freddo e discretamente piovoso.

I Territori dove insistono le colline del Chianti, di Montalcino e di Montepulciano, della Lucchesia e della Maremma presentano terreni prevalentemente Calcareo-Argillosi, che donano ai vini - in particolare quelli a base di Sangiovese - buona struttura, acidità e sapidità. Inoltre, specialmente nelle aree chiantigiana e senese, sono presenti l'Alberese, un calcare bianco compatto, e il Galestro, una roccia lamellare e argillosa, che sono i principali artefici, rispettivamente, delle doti di longevità e di eleganza dei vini. Sulla costa i terreni sono più ricchi di Argilla mista a sabbia ma anche di Minerali, che offrono ottima sapidità ai vini ottenuti da Vermentino nelle zone più settentrionali, oltre che struttura e grande eleganza ai rossi della costa livornese. La Maremma ha suoli prevalentemente Calcarei e Argillosi che esaltano la morbidezza e la nota alcolica dei vini, mentre nell'entroterra grossetano i Terreni di origine vulcanica danno vini dotati di intensità cromatica e struttura.

I Sistemi di allevamento della vite più utilizzati sono l'Archetto toscano con o senza sperone, il Guyot semplice e multiplo nell'area chiantigiana, il Capovolto e il Cordone speronato, quest'ultimo molto diffuso nell'area di Montalcino.


Degustando... in Toscana

I Vini e i cibi toscani nascono dalla tradizione contadina, semplice e genuina, dove le carni rappresentano la base di una cucina tradizionale, dedita alla convivialità e al piacere del gusto.  

Tra i primi piatti di pasta fatta in casa, i Pici (o Pinci) con il sugo di anatra, sono una prelibatezza da provare con un Chianti Colli Senesi o un Rosso di Montalcino. Il Pane sciapo raffermo si trova in tante ricette, tra cui la Robollita, a base di cavolo nero, condita con Olio extravergine di oliva Toscano DOP, si abbina molto bene con un Chianti Montespertoli, mentre la Garmugia lucchese - una sorta di zuppa di verdure -, e il Farro garfagnino con un Colline Lucchesi Bianco.

Pietanze di carne nei cui ingredienti figura il vino, come nel caso del Coniglio alla Vernaccia, l'abbinamento ideale è ovviamente una Vernaccia di San Gimignano Riserva. La Scottiglia - un tegame di carni cotte insieme e servite su pane arrostito -, va bene con un Chianti Rùfina o un Montecucco Sangiovese. Il Chianti Classico Riserva è il Vino ideale per la Bistecca alla fiorentina di chianina, naturalmente al sangue, mentre la Trippa alla fiorentina è più congeniale con un Carmignano. Anche la selvaggina è parte integrante della cucina toscana, per cui piatti come il Cinghiale in umido si abbinano perfettamente con un Brunello di Montalcino. Tra i formaggi, invece, il Pecorino di Pienza stagionato incontra benissimo la piacevolezza di un Vino Nbile di Montepulciano.

Relativamente alla cucina marinara, si impone il saporito Cacciucco Livornese, ottimo in abbinamento con un Chianti Colline Pisane, mentre il Cacciucco Viarebbino, più raffinato e delicato, si accosta con un Montecarlo Rosso. Un altro piatto prelibato di cucina di mare è rappresentato dal Baccalà alla fiorentina, ottimo con un Chianti Colli Fiorentini.

Il momento del dessert richiama prelibatezze dolciarie toscane come la Schiaccia briaca di Portoferraio e la Schiacciata con l'uva di Firenze - torta con frutta secca e mosto di Aleatico - che si abbinano molto bene con un Elba Aleatico Passito, ottimo anche con lo Sfratto, dessert della tradizione ebraica ripieno di noci e spezie. I Cantucci di Prato si abbinano bene con il Vin Santo di Carmignano, mentre il Pantorte di Siena con un Vin Santo di Monterpulciano.

I Vini della Regione Umbria


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


I Vini della Regione Umbria

Come per le altre regioni italiane, anche l'Umbria ha il suo glorioso trascorso vinicolo, e fra le testimonianze romane, Virgilio e Plinio parlano delle "uve apianae", particolarmente care agli estruschi. Ma segni più concreti circa la coltivazione e la produzione del vino sono fornite dal ricco vasellame usato per contenere il vino, ritrovato nelle tombe etrusche. Vitigni storici come il Greco di Todi (oggi Grechetto), risalgono all'epoca dell'unificazione italiana, mentre nel Medioevo furono soprattutto gli ordini monastici cistercensi e benedettini a dare maggiore impulso alla fiorente viticoltura.

Verso la metà del XVI secolo compare anche il vino "Sucano" prodotto nell'Orvietano, terra particolarmente vocata, come era noto anche a Papa Paolo III, che considerava i vini rossi che vi si producevano già allora: "perfettissimi sia per il verno, quanto per la state" . In origine l'Orvieto era un vino amabile ottenuto in fredde cantine di tufo le cui basse temperature ne impedivano la fermentazione completa lasciando nel vino un consistente residuo zuccherino, e tuttavia verso la fine del XVI secolo il vino di Orvieto venne imbottigliato e impreziosito con i caratteristici fiaschi impagliati.

Dunque, per secoli l'Umbria vinicola si è identificata nel Vino Orvieto anche se allo sviluppo dell'attività vinicola e olearia Umbra è legata la fondazione di centri come Torgiano e Castel Grifone. Ma è in epoca più recente, dal 1930, grazie alla lungimiranza di alcuni viticoltori, che nella regione si sono affiancate altre ottime denominazioni, nonostante le devastanti conseguenze subite dai vigneti a causa della fillossera.


Dati statistici della Produzione Vinicola regionale

  • Superficie vitata: 13.000 ettari di cui: Montagna: 30% | Collina: 70% | Pianura: 0% |
  • Produzione totale Vino: 901.000 ettolitri di cui: Vini DOP 45,2% | Vini IGP 44%.
  • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 53% | Vini Bianchi 47%.
  • Denominazioni vinicole presenti in Umbria: Vini DOCG: 2 | Vini DOC: 13 | Vini IGT: 6 |

(Dati 2013. Fonte: UIV - ISTAT ed elaborazioni)


Mappa Zone di Produzione Vini dell'Umbria

Il territorio vitivinicolo dell'Umbria può essere suddiviso in sei macro-aree principali: 1) il Perugino-Assisano e la zona di Torgiano; 2) le colline che si affacciano sul Lago Trasimeno; 3) il distretto di Montefalco; 4) l'area dei Colli Martani e di Todi; 5) le zone dei bacini lacustri del Ternano che comprendono anche Amelia; 6) l'Orvietano.

██  Colli Altotiberini. La zona di produzione riguarda la provincia di Perugia e comprende tutto o parte del territorio dei comuni di San Giustino, Citerna, Città di Castello, Monte S. Maria Tiberina, Montone, Umbertide, Gubbio e Perugia.

██  Colli del Trasimeno (o Trasimeno). La zona di produzione riguarda la provincia di Perugia e comprende parte del territorio dei comuni di Castiglione del Lago, Città della Pieve, Paciano, Piegaro, Panicale, Perugia, Corciano, Magione, Passignano sul Trasimeno e Tuoro sul Trasimeno.

██  Colli Perugini. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Perugia, parte del territorio dei comuni di Perugia, Deruta, Marsciano, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio e Piegaro;
  2. per la provincia di Terni, parte del territorio del comune di San Venanzo.

██  Torgiano Rosso Riserva. La zona di produzione riguarda la provincia di Perugia e comprende il territorio del comune di Torgiano.

██  Assisi. La zona di produzione riguarda la provincia di Perugia e comprende il territorio dei comuni di Assisi, Perugia e Spello.

▬▬  Rosso Orvietano (o Orvietano Rosso). La zona di produzione riguarda la provincia di Terni e comprende il territorio dei comuni di Allerona, Alviano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Guardea, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Orvieto, Porano e S. Venanzo.

██  Orvieto. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Terni, il territorio dei comuni di Orvieto, Allerona, Alviano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Ficulle, Guardea, Montecchio, Fabro, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto e Porano;
  2. per la provincia di Viterbo, il territorio dei comuni di Castiglione in Teverina, Civitella D’Agliano, Graffignano, Lubriano e Bagnoregio.

▬▬  Lago di Corbara. La zona di produzione riguarda la provincia di Terni e comprende il territorio del comune di Baschi e, in parte, il territorio del Comune di Orvieto relativamente alle frazioni di Corbara, Fossatello, Colonnetta di Prodo, Prodo e Titignano,

****  Todi. La zona di produzione riguarda la provincia di Perugia e comprende il territorio dei comuni di Todi, Massa Martana, Monte Castello Vibio e Collazzone.

▬▬  Montefalco Sagrantino. La zona di produzione riguarda la provincia di Perugia e comprende il territorio del comune di Montefalco e, in parte, il territorio dei Comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell'Umbria.

▬▬  Spoleto. La zona di produzione riguarda la provincia di Perugia e comprende il territorio del comune di Montefalco e, in parte, il territorio dei Comuni di Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Foligno, Spoleto e Trevi. 

██  Amelia. La zona di produzione riguarda la provincia di Terni e comprende il territorio dei comuni di Attigliano, Giove, Penna in Teverina, Alviano, Amelia, Calvi dell'Umbria, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Narni, Otricoli, Sangemini, Stroncone e Terni.


Clima, Territorio e Sistemi di coltivazione della vite

I Vini Umbri godono di particolari vantaggi qualitativi che derivano dalle caratteristiche pedoclimatiche delle zone di produzione. Le colline sono favorite da buone esposizioni solari, da una rete idrografica naturale che fornisce al suolo il giusto apporto di umidità, soprattutto nelle zone di Torgiano e dei Colli Martani, e dal Clima Continentale, caratterizzato da inverni freddi ed estati calde, secche e ventilate.

Il territorio delle zone vinicole di Torgiano, Montefalco, Amelia e dei Colli Perugini, si compone prevalentemente da Terreni Calcarei che favoriscono la coltivazione dei Vitigni Sangiovese e Sagrantino da cui si ottengono i grandi Vini Rossi Umbri destinati all'invecchiamento. Nella zona di Orvieto, Terreni Marnoso-Tufacei con sedimenti vulcanici sono più ideali per la coltivazione delle viti di Grechetto e Chardonnay da cui si ottengono Vini di spiccata sapidità.

I Sistemi di allevamento della vite più diffusi in Umbria sono il Guyot e il Cordone speronato basso.


Degustando... in Umbria

Come è noto, buona parte dei vini umbri sono dotati di grande struttura e si accostano perfettamente ad una cucina tipica contadina, molto prelibata, che esalta piacevolmente i sapori decisi delle carni, dei cereali e dei legumi, come la Zuppa di lenticchie di Castelluccio condita con Olio Extravergine di Oliva Umbria DOP, ottima in abbinamento con un Colli Martani Grechetto.

I buonissimi Salumi della Valnerina e di Norcia, tra cui il Prosciutto di Norcia, stagionato e saporito, raggiunge l'apice del piacere degustativo con una Malvasia bianca di Amelia, mentre il Tartufo Nero della Valnerina e il Tartufo Bianco dell'Alta Valtiberina, degustati con semplici Crostini o con prelibate Tagliatelle al tartufo, sono ideali in abbinamento con un Trebbiano spoletino.

Il Vino Montefalco Sagrantino è particolarmente indicato con il Piccione farcito e l'Agnello al forno. Anche i piatti a base di pesce come il Tegamaccio - una zuppa di pesce del Lago Trasimeno - va bene con un giovane Gamay dei Colli del Trasimeno, mentre la Trota in porchetta rende piacevole il palato con un Grechetto di Todi di buona struttura.

Tra i dolci, la Ciaramicola perugina - focaccia lievitata con Alchermes e glassata con albume d'uovo - è ideale con un Vin Santo dei Colli Perugini, mentre con la Rocciata di Assisi - sfoglia ripiena di frutta fresca e secca, cacao e spezie - è preferibile un Montefalco Sagrantino Passito.


 

I Vini della Regione Valle d'Aosta

 


I Vini della Regione Valle d'Aosta

La storia racconta che la viticoltura aostana è nata con la conquista romana nel II secolo e poi si è diffusa con la colonizzazione delle terre. Alcuni testi degli scrittori latini Giulio Cesare e Plinio il Vecchio testimoniano la florida attività vinicola valdostana che in seguito subì la decadenza a causa di un decreto di Domiziano (92 d.C), che impose l'espianto di metà delle viti, comportando praticamente l'abbandono di quasi tutte le campagne. A ripopolare le zone rurali con l'allevamento delle viti superstiti sembra sia stata opera dei "campagnards" , spinti dalla convinzione che quelle terre potevano rendere notevolmente.  

Molte varietà di vitigni, oggi considerati tradizionali, come Malvoise, Muscat de Chambave, Freisa, Picoutendro (Nebbiolo), Neyret, furono introdotte dai Burgundi e dai Franchi, mentre altri ottimi vitigni, tra cui Dolcetto e Barbera, si aggiunsero successivamente. Agli inizi dell'Ottocento ogni angolo del territorio valdostano inneggiava al verde dei vigneti; tuttavia, nella seconda metà dello stesso secolo, i flagelli dell'Oidio, della Peronospora e della Fillossera danneggiarono gravemente il patrimonio vinicolo della Valle. Alcuni antichi vitigni locali si estinsero, come il Muscatel de Saint-Denis, e altri furono sostituiti con varietà alloctone pervenute dal Piemonte e dalla Francia.

La rinascita della vitivinicoltura valdostana di qualità, dunque, riparte dagli anni sessanta, quando la regione autonoma Valle d'Aosta decide di investire importanti risorse finanziarie nel settore viticolo attivando numerose iniziative volte al recupero e allo sviluppo della vite. Un passo assai significativo nel percorso di valorizzazione della viticoltura valdostana è avvenuto negli anni 1971-72 con l'ottenimento della DOC per i vini Donnas e Enfer d'Arviert. Nel 1985 la regione è stata una delle prime in Italia a ottenere una DOC che, con il suo nome, racchiudesse tutte le produzioni ottenute sul suo territorio.


Dati statistici della Produzione Vinicola regionale

  • Superficie vitata: 286 ettari di cui: Montagna: 60% | Collina: 35% | Pianura: 5% |
  • Produzione totale Vino: 20.000 ettolitri di cui: Vini DOP 82% | Vini IGP 0%.
  • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 60% | Vini Bianchi 40%.
  • Denominazioni vinicole presenti in Valle d'Aosta: Vini DOCG: 0 | Vini DOC: 1 | Vini IGT: 0 |

(Dati 2013. Fonte: UIV - ISTAT ed elaborazioni)


Mappa Zone di Produzione Vini della Valle d'Aosta

In Valle d'Aosta si distinguono tradizionalmente tre aree viticole l'Alta Valle, la Valle Centrale e la Bassa Valle, che seguono da ovest a est per circa 90 Km. il corso del fiume Dora Baltea. Tutti i vini rientrano nell'unica denominazione Valle d'Aosta, con numerose sottodenominazioni corrispondenti a piccoli areali o a singoli vini, spesso ottenuti da monovitigno.

****  Valle d'Aosta (o Vallée d'Aoste).

  • 1) La zona di produzione con le specificazioni di vitigno Müller Thurgau, Gamay, Pinot nero o Pinot noir, Pinot grigio o Pinot gris, Pinot bianco o Pinot blanc, Chardonnay ,Mayolet, Moscato bianco o Muscat petit grain, Traminer aromatico o Gewürztraminer, Gamaret e Vuillermin, comprende parte del territorio dei seguenti comuni, posti: in destra orografica della Dora Baltea: Donnas, Hône, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet, Châtillon, Pontey, Chambave, Fénis, Saint-Marcel, Brissogne, Pollein, Charvensod, Gressan, Jovençan, Aymavilles, Villeneuve, Introd, Arvier e Avise; in sinistra orografica della Dora Baltea: Pont Saint-Martin, Donnas, Perloz, Arnad, Bard, Verrès, Challand Saint-Victor, Montjovet, Saint-Vincent, Châtillon, Saint-Denis, Verrayes, Chambave, Nus, Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, Saint-Nicolas, Arvier, Avise, La Salle e Morgex.
  • 2-a) La zona di produzione con le specificazioni di vitigno Petite Arvine, Merlot, Fumin, Syrah, Cornalin comprende parte del territorio dei seguenti comuni, posti: in destra orografica della Dora Baltea: Donnas, Hône, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet, Châtillon, Pontey, Chambave, Fénis, Saint-Marcel, Brissogne, Pollein, Charvensod, Gressan, Jovençan, Aymavilles, Villeneuve, Introd, Arvier e Avise; in sinistra orografica della Dora Baltea: Pont Saint-Martin, Donnas, Perloz, Arnad, Bard, Verrès, Challand Saint-Victor, Montjovet, Saint-Vincent, Châtillon, Saint-Denis, Verrayes, Chambave, Nus, Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, Saint-Nicolas, Arvier, Avise.
  • 2-b) La zona di produzione con la specificazione di vitigno Nebbiolo, comprende parte del territorio dei seguenti comuni, posti: in destra orografica della Dora Baltea: Donnas, Hône, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet; in sinistra orografica della Dora Baltea: Pont Saint-Martin, Donnas, Perloz, Arnad, Bard, Verres, Challand Saint-Victor, Montjovet.
  • 2-c) La zona di produzione con le specificazioni di vitigno Petit Rouge e Prëmetta comprende parte del territorio dei seguenti comuni, posti: in destra orografica della Dora Baltea: Châtillon, Pontey, Chambave, Fénis, Saint-Marcel, Brissogne, Pollein, Charvensod, Gressan, Jovençan, Aymavilles, Villeneuve, Introd, Arvier e Avise; in sinistra orografica della Dora Baltea: Saint-Vincent, Châtillon, Saint-Denis, Chambave, Verrayes, Nus, Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, Saint-Nicolas, Arvier, Avise.

██  Blanc de Morgex et de La Salle. La zona di produzione comprende parte del territorio dei comuni di Morgex e di La Salle.

██  Enfer d'Arvier. La zona di produzione comprende parte del territorio collinare del comune di Arvier.

██  Torrette. La zona di produzione comprende parte del territorio dei seguenti comuni: in destra orografica della Dora Baltea: Charvensod, Gressan, Jovençan, Aymavilles, Villeneuve ed Introd; in sinistra orografica della Dora Baltea: Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre e Villeneuve.

██  Nus e Nus Malvoisie. La zona di produzione comprende parte del territorio dei seguenti comuni: in destra orografica: Fénis; in sinistra orografica: Nus, Quart, Saint Christophe e Aosta.

██  Chambave e Chambave Moscato (o Chambave Muscat). La zona di produzione comprende parte del territorio dei seguenti comuni: in destra orografica: Châtillon, Pontey, Chambave; in sinistra orografica: Montjovet, Saint Vincent, Châtillon, Saint Denis, Chambave, Verrayes.

▬▬  Arnad-Montjovet. La zona di produzione comprende parte del territorio dei seguenti comuni: in destra orografica della Dora Baltea: Hône, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet; in sinistra orografica della Dora Baltea: Arnad, Verrès, Challand-Sain tVictor e Montjovet.

██  Donnas. La zona di produzione comprende i territori collinari dei comuni di Donnas, Pont Saint-Martin, Perloz e Bard.


Clima, Territorio e Sistemi di coltivazione della vite

La Valle d'Aosta è una regione montuosa intersecata tra verdi vallate attraversate dalla Dora Baltea e i maestosi rilievi del Monte Bianco, Monte Rosa e del Gran Paradiso, che rendono il paesaggio particolarmente affascinante e suggestivo. Le condizioni atmosferiche sono modulate dal Clima Continentale caratterizzato da inverni molto rigidi, frequenti gelate, mediocri precipitazioni piovose, ed estati calde e soleggiate.

Il territorio viticolo valdostano si compone prevalentemente da Terreni Granitici, poco fertili e inidonei alla coltivazione della vite. Tuttavia, l'ottimo microclima, ideale per la produzione di vini strutturati e di raffinata profumazione, incita gli imprenditori agricoli a coltivare la vite in piccoli terrazzamenti ricavati dagli ripidi pendii. La parte centrale, invece, offre migliori condizioni di coltivazione, grazie ai più fertili Terreni a tessitura franco-sabbiosa dotati di un migliore drenaggio, a beneficio di una buona mineralità, freschezza e sapidità, espresse dai vini a bacca bianca.

I Sistemi di allevamento della vite più diffusi in Valle d'Aosta sono il Guyot, la Pergola e il Gobelet, una versione locale dell'Alberello diffusa nella parte centrale della Valle.


Degustando... in Valle d'Aosta

La cucina valdostana, semplice, gustosa e creativa, è in grado di conquistare i palati più raffinati con piatti tradizionali di matrice alpina, che si abbinano perfettamente con i vini prodotti nel territorio.

Crostini al Lard di Arnad e Vien de Nus, Jambon de Bosses e Prëmetta, Carbonade con polenta ed Enfer d'Arvier, Cotoletta valdostana e Fumin, Trota di torrente alla griglia e Blanc de Morgex et de La Salle, Zuppa alla valpellinese e un fresco Chardonnay della Valle Centrale, Tegole aostane e Chambave Muscat, sono solo alcune proposte di un perfetto abbinamento cibo-vino che valorizzano un territorio unico ed esclusivo.

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Oltre 300 buyers, tra Importatori, Grossisti e Distributori in 70 paesi del mondo, sono le collaborazioni attive di Assovini.it

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