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Ricotta Romana DOP D.O.P. registrata con Reg. (CE) n. 737 del 13/05/2005 pubblicato su G.U.C.E. serie L n. 122 del 14/05/2005 La Ricotta Romana D.O.P. è un prodotto fresco ottenuto da latte di pecora intero. La materia prima è costituita dal siero di latte intero delle razze Sarda, Comisana, Sopravvissana e Massese (e i loro relativi incroci). All'atto dell'immissione al consumo la Ricotta Romana presenta una pasta bianca, a struttura grumosa; il sapore è dolciatro di latte; la pezzatura massima è pari a 2 kg e si caratterizza per un contenuto lipidico minimo del 40% sulla materia secca. Il siero impiegato nella produzione della Ricotta Romana DOP deve essere ottenuto da latte intero di pecora proveniente dal territorio della regione Lazio. Anche le operazioni di lavorazione-trasformazione e di condizionamento devono avvenire in tale ambito territoriale.

Provolone del monaco DOP D.O.P. registrata con Reg. (UE) n. 121 del 09/02/2010 pubblicato su G.U.C.E. n. 38 serie L del 11/02/2010 Il Provolone del Monaco D.O.P. è un formaggio semiduro a pasta filata prodotto esclusivamente con latte bovino crudo proveniente da vacche allevate nei territori dei comuni di Agerola, Casola di Napoli, Castellammare di Stabia, Gragnano, Lettere, Massa Lubrense, Meta, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant'Agnello, Santa Maria La Carità, Sorrento, Vico Equense. La trasformazione del latte deve avvenire nell'ambito delle 48 ore dalla mungitura utilizzando almeno il 20% di materia prima proveniente da bovini tipo genetico autoctono (TGA) Agerolese iscritti al registro anagrafico e nella quota restante materia prima proveniente da bovini di razze diverse. Il periodo di stagionatura minimo è di sei mesi e la resa massima consentita è di 9 kg per ettolitro di latte trasformato. Al consumo il prodotto ha forma di melone leggermente allungato, ovvero di pera senza testina, con un peso minimo di 2,5 kg ed uno massimo di 8 kg e con leggere insenature longitudinali in corrispondenza dei legacci di rafia usati per il sostegno a coppia che suddividono il Provolone in un minimo di 6 facce, su cui è impresso il logo del prodotto.

Pomodoro S.Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino DOP ATTENZIONE: Si rammenta che le domande di adesione al sistema di controllo dovranno essere presentate ad AGROQUALITA' S.P.A entro il e non oltre il 30 maggio complete in tutte le sue parti e degli allegati richiesti. Le domande che non rispettano tali requisiti non saranno prese in carico. D.O.P. registrata con Reg. (CE) n. 1263/96 del 01/07/1996 pubblicato su G.U.C.E. n. 163 serie L del 02/07/1996 Il Pomodoro (San) Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino è ottenuto da piante delle varietà (San) Marzano 2 e KIROS (ex Selezione Cirio 3). La zona di produzione corrisponde ai Comuni della zona dell’Agro-Nocerino-Sarnese e della zona Acerra-Nolano, attorno al Vesuvio. La resa massima in campo è di 80 tonnellate per ettaro e la resa in prodotto trasformato è inferiore all'80%. La raccolta dei frutti è compresa tra il 30 luglio ed il 30 settembre e deve essere eseguita esclusivamente a mano. La Denominazione è riservata ai frutti interi o a filetti ottenuti dalla pelatura delle bacche. Il Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino D.O.P. è confezionato in contenitori di vetro e in scatole di banda stagnata di diversa capacità. (per tutte le comunicazioni si invita ad utilizzare la mail dedicata Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Pomodorino del piennolo del vesuvio DOP AVVISO: IL NUOVO DISPOSITIVO DEI CONTROLLI E RELATIVA DOCUMENTAZIONE SARA' PUBBLICATO AD AVVENUTA APPROVAZIONE DA PARTE DEL MIPAAFT D.O.P. registrata con Reg. (UE) n. 1238 del 12/11/2009 pubblicato su G.U.C.E. n. 332 serie L del 17/12/2009 Il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio è ottenuto dal frutto degli ecotipi di pomodorini della specie Lycopersicon esculentum Mill. La zona di produzione ricade nei Comuni che insistono nell’area del Vesuvio. La raccolta dei pomodorini deve essere eseguita a mano, nel periodo compreso tra il 20 giugno e il 31 agosto, la produzione unitaria massima è fissata in 16 tonnellate per ettaro. Il prodotto può essere venduto: fresco, allo stato di bacche o di grappoli posti alla rinfusa in idonei contenitori; oppure può essere conservato con la caratteristica struttura a “piennolo”, sistemando i grappoli raccolti su un filo di fibra vegetale, legato a cerchio, così da comporre un unico grande grappolo, dal peso, a termine conservazione, compreso fra kg 1 e 5. I “piennoli”, così ottenuti, vanno tenuti sospesi da terra mediante ganci o su idonei supporti, in luogo asciutto e ventilato.

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