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CASAURIA DOCG

  • Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 24.05.1968, G.U. 178 del 15.07.1968
  • Denominazione aggiornata in Casauria DOCG con le modifiche riportate in G.U. n. 62 del 14.03.2023

--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione         Sottozona

 


Vino Casauria DOCG

La denominazione d'origine controllata e garantita "Casauria" è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:

  1. Casauria
  2. Casauria Superiore
  3. Casauria Riserva
  4. Casauria Gran Selezione

1. Tipologie e Uve del Vino DOCG Casauria

 

  • Casauria (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco 
  • => 85% Vitigno Montepulciano
  • =< 15% Uve a bacca nera prodotte da Vitigni coltivati nella regione Abruzzo
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal Colore colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendenti al granato con l’invecchiamento; Odore profumi di frutti rossi maturi, spezie, intenso, etereo; Sapore pieno, robusto, armonico, giustamente tannico.

  • Casauria Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco 
  • => 85% Vitigno Montepulciano
  • =< 15% Uve a bacca nera prodotte da Vitigni coltivati nella regione Abruzzo
  • => 13,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal Colore colore rosso rubino intenso, con lievi sfumature violacee tendenti al granato con l’invecchiamento; Odore profumi di frutti rossi maturi, spezie, intenso, etereo; Sapore pieno, robusto, armonico, giustamente tannico.

  • Casauria Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco 
  • => 85% Vitigno Montepulciano
  • =< 15% Uve a bacca nera prodotte da Vitigni coltivati nella regione Abruzzo
  • => 13,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal Colore colore rosso rubino intenso, con lievi sfumature violacee tendenti al granato con l’invecchiamento; Odore profumi di frutti rossi maturi, spezie, intenso, etereo; Sapore pieno, robusto, armonico, giustamente tannico.

  • Casauria Gran Selezione (Vino Rosso Gran Selezione)
  • Versioni: Secco 
  • => 85% Vitigno Montepulciano
  • =< 15% Uve a bacca nera prodotte da Vitigni coltivati nella regione Abruzzo
  • => 13,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal Colore colore rosso rubino intenso, con lievi sfumature violacee tendenti al granato con l’invecchiamento; Odore profumi di frutti rossi maturi, spezie, intenso, etereo; Sapore pieno, robusto, armonico, giustamente tannico.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOCG Casauria

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOCG Casauria comprende la fascia collinare interna e pedemontana della provincia di Pescara delimitata a sud-ovest dal massiccio della Maiella ed a nord-ovest da quello del Gran Sasso. Queste colline danno luogo ad un paesaggio ondulato, con ampi dossi quasi pianeggianti e versanti poco acclivi e rotondeggianti.

La Zona di Produzione del Vino DOCG Casauria è localizzata in:

  • provincia di Pescara e comprende il territorio dei comuni di Alanno, Bussi sul Tirino, Bolognno, Brittoli, Castiglione a Casauria, Corvara, Cugnoli, Lettomanoppello, Manoppello, Pescosansonesco, Popoli, Scafa, San Valentino, Serramonacesca, Tocco di Casauria, Torre dè Passeri, Turrivalignani.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOCG Casauria

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.

Le pratiche enologiche di vinificazione dei Vini DOCG prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino è pari al 70%, con una tolleranza di superamento fino al 75%,  Oltre detti limiti decade il diritto alla DOCG per tutto il prodotto.
  • Il vino DOCG Casauria deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento di almeno 18 mesi, la versione Superiore e Riserva di almeno 21 mesi, e 24 mesi per la tipologia Gran Selezione.

4. Produttori di Vino DOCG Casauria

Con l’utilizzo della DOCG Casauria i Produttori vinicoli abruzzesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche, le caratteristiche e le peculiarità che lo identificano in un territorio ben definito, soprattutto durante la visita alle cantine vinicole che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOCG Casauria

Primi piatti con ragù di carne, carni rosse grigliate e al forno, agnello alla griglia, pecora al caldaro, maiale in porchetta, spezzatino di maiale, formaggi vari, minestre e cacciagione.


6. Storia e Letteratura del Vino DOCG Casauria

Le notizie storiche sulla presenza della vite e del vino nell’area delimitata, come testimoniano diversi autori di differenti epoche, è legata soprattutto all’instancabile opera dei padri benedettini presenti nelle diverse abbazie sorte sul territorio quali quella di S. Clemente a Casauria e quella di Santa Maria d’Arabona del 1209 (Manoppello).

Il toponimo “Casauria” fu reso celebre nel Medioevo dal fatto che il territorio che esso identificava fu scelto per la costruzione del monastero di S. Clemente a Casauria per volere dell’imperatore Ludovico II che acquistò le terre nell’871.

Nel Chronicon Casauriense, che racconta la storia del monastero con tutte le vicissitudini che ne caratterizzarono la costruzione e l’evoluzione, c’è un tentativo da parte del cronista di attribuire al termine “Casauria” un’origine legata alla costruzione dell’edificio sacro. Ma i documenti di compravendita dell’871 per l’acquisizione delle terre nonché altri atti, attestano che il termine “Casauria” già esisteva e con ogni probabilità risaliva all’epoca romana. Una volta accorpati in un’unica proprietà i terreni di pertinenza della badia, il toponimo fu esteso all’intero corpo e, per la sacralità ad esso associata, anche a tutta l’area geografica circostante.

Ma, facendo un salto di alcuni secoli, come afferma il Prof. Franco Cercone in uno dei suoi numerosi scritti “dobbiamo sicuramente alle famiglie dei Mezzana e dei Tabassi, alla fine del 1700, l’ampliamento dell’area di coltivazione del vitigno Montepulciano poiché queste, benché proprietarie di vasti possedimenti in Sulmona e nei centri limitrofi, indirizzarono le proprie mire sui fertili territori posti oltre le Gole di Popoli e lungo la Valle Pescara”. In quest’area vengono infatti a formarsi ricchi feudi, per lo più in tenimento di Torre dei Passeri, Tocco da Casauria e Musellaro.

E’ da ritenersi che le condizioni climatiche e le caratteristiche geologiche dell’alta Val Pescara, particolarmente favorevoli alla viticoltura, siano alla base delle motivazioni che indussero esponenti della nobiltà sulmonese ad espandere i loro possedimenti in quest’area ed è probabile che diversi vitigni, tra cui il Montepulciano, siano stati trapiantati dai Mezzana a Torre dei Passeri e da qui, il “vitigno portabandiera dell’Abruzzo”, sia migrato agli inizi del 1900 verso il chietino, la costa pescarese ed il teramano.

La zona interna della provincia di Pescara vanta antiche tradizioni viticole tanto che un sinonimo del vitigno Montepulciano è “Montepulciano di Torre dé Passeri” o semplicemente “Torre dé Passeri” come ricorda Bruno Bruni nel capitolo dedicato al Montepulciano in una pubblicazione del Ministero dell’Agricoltura - Commissione per lo studio ampelografico dei principali vitigni ad uve da vino coltivati in Italia del 1955.

Da quanto detto si evince che la presenza del vitigno Montepulciano nell’entroterra della provincia di Pescara, ossia nella zona casauriense, risale ormai ad oltre due secoli ed è proprio in questa zona che esso ha potuto esprimere tutte le sue potenzialità, evidenziando peculiari caratteristiche legate sia agli aspetti olfattivi che gustativi. Esso costituisce oggi la base del vino abruzzese più importante ed apprezzato, simbolo enoico di un’intera regione, il “Montepulciano d’Abruzzo” DOC, riconosciuto nel 1968, il cui disciplinare è stato negli anni oggetto di alcune modifiche volte alla qualificazione del prodotto ed alla identificazione territoriale mediante la individuazione di specifiche sottozone quali quella di “Casauria” o “Terre di Casauria”.

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