CLASSIFICAZIONE DEI VINI

41. La Classificazione dei Vini

 

La Classificazione dei Vini consiste nel mettere insieme una serie di regole imposte da un "Disciplinare" che stabilisce quali vitigni e in che proporzione possono essere utilizzati per produrre un determinato vino. Parte fondamentale è costituita dal territorio, che determina le zone di produzione più vocate, e le regole di produzione delle uve.

I Vini italiani si suddividono in 4 categorie: Vini da Tavola, Vini I.G.T., Vini D.O.C. e Vini D.O.C.G.

Vini da Tavola. Sono vini che non hanno alcuna indicazione geografica e in tal senso possono essere prodotti anche con uve prodotte in zone di produzione diverse. Ovviamente, essendo privi di una chiara identità, rientrano nella genericità produttiva che, tuttavia, non è sinonimo di bassa qualità. In etichetta non è possibile indicare i vitigni con i quali sono prodotti, né tantomeno l'annata. Possono essere immessi al consumo sfusi, in damigiane o in vari tipi di contenitori.

⇒ Vini I.G.T. "Indicazione Geografica Tipica". Sono vini caratterizzati dall'indicazione geografica dell'area produttiva e devono essere ottenuti da uve raccolte nella zona menzionata per almeno l'85%. In etichetta i vitigni possono essere menzionati ma non è obbligatorio. Possono essere immessi al consuimo sfusi o in damigiana.

⇒ Vini D.O.C. "Denominazione di Origine Controllata". Sono vini prodotti in Vigneti iscritti all'albo di una zona ben definita e, in tal senso, è stabilita una resa di produzione per ettaro, i vitigni impiegati, il grado alcolico e l'affinamento. Prima di essere messo in commercio, un Vino DOC deve essere sottoposto ad un'analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico esperto dalle Camere di Commercio. In genere vengono confezionati in bottiglia, ma possono essere venduti anche sfusi o in damigiane.

⇒ Vini D.O.C.G. "Denominazione di Origine Controllata e Garantita". Sono Vini di Qualità Superiore rispetto ai Vini D.O.C., in quanto sottoposti a rigidi disciplinari. Prima dell'imbottigliamento vengono sottoposti ad un'analisi chimico-fisica e ad una degustazione. Successivamente, sulle bottiglie, potranno essere apposte delle "fascette" di Stato in carta, applicate sul collo delle bottiglie o sul tappo. Un vino potrà essere riconosciuto D.O.C.G. solo dopo  aver ottenuto almeno per 5 anni consecutivi il riconoscimento di vino D.O.C. 

Relativamente alla classificazione dei vini richiamata dal Regolamento europeo CE 479/2008, si stabilisce che a partire dalla campagna vitinicola 2009/2010, i vini comunitari devono essere classificati nelle seguenti tipologie:

⇒ Vini a Denominazione di Origine: vini che vantano uno specifico legame con il territorio geografico, identificati come DOP E IGP, sono prodotti in regioni determinate dall'Unione Europea e sono sottoposti a un particolare disciplinare di produzione.

⇒ Vini Senza Denominazione di Origine: vini che non vantano un o specifico legame con il territorio geografico e che sono corrispondenti, prima della riforma, ai Vini da Tavola; sono prodotti nell'Unione Europea e non sono sottoposti a un particolare disciplinare di produzione. 

 

I VINI DELLA REGIONE ABRUZZO


 


  • I VINI DELLA REGIONE ABRUZZO

    Situato nell’Italia centro-meridionale, l’Abruzzo si estende dal cuore dell’Appennino al mare Adriatico, su un territorio prevalentemente montuoso e selvaggio. In alta montagna, tra vette incontaminate e pareti rocciose sorgono località turistiche e comprensori attrezzati per lo sci e gli sport invernali, come Pescasseroli, Rivisondoli e Roccaraso. L'area vitivinicola nella regione Abruzzo si concentra in particolar modo sulla collina litoranea e in alcune zone collinari dell'interno. La regione è sormontata dalla catena montuosa dall'Appennino abruzzese orientale i cui Monti della Laga, Maiella e Gran Sasso, che sorgono a poca distanza dal mare, segnano una netta divisione climatica tra le aree interne e la fascia marittima, proteggendo quest'ultima dalle masse d'aria umida provenienti dal Mar Tirreno. Il terreno permeabile e asciutto, il clima, la protezione dei venti freddi e umidi costituiscono condizioni molto favorevoli per la viticoltura abruzzese, dalla cui coltivazione si producono vini di eccellente qualità che ben si abbinano ai tradizionali piatti tipici del territorio.


  • DATI STATISTICI DELLA PRODUZIONE VINICOLA

    • Superficie vitata: 31.960 ettari di cui: Montagna: 4% | Colline litoranee: 58% | Colline interne: 38% |
    • Produzione totale Vino: 2.649.000 ettolitri di cui: Vini DOP 37,5% | Vini IGP 11,3%.
    • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 60% | Vini Bianchi 40%.
    • Denominazioni vinicole presenti in Abruzzo: Vini DOCG: 1 | Vini DOC: 8 | Vini IGT: 8 |

    (Dati 2013. Fonte: UIV - ISTAT ed elaborazioni)


  • MAPPA DELLE ZONE DI PRODUZIONE VINI D'ABRUZZO

    Il territorio che disegna il vigneto abruzzese vede la provincia di Teramo, caratterizzata da dolci colline poco lontane dal mare, dove il vitigno Montepulciano esprime al meglio le sue doti. Nel Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG questo vitigno si mette in luce con un carattere robusto e aristocratico, adatto anche a lunghe evoluzioni, con i profumi tipici del vitigno arricchiti dalle sfumature regalate dal lungo riposo in legno.

    Anche il Pecorino e la Passerina, vitigni tipici della provincia di Teramo, danno origine a vini freschi, strutturati e, soprattutto se ottenuti dal Pecorino, dotati di ottima struttura e potenza alcolica. In alcuni comuni trovano spazio anche Merlot, ChardonnayCabernet Franc e Cabernet Sauvignon, che si esprimono in vini monovarietali di qualità all'interno della denominazione Controguerra DOC.

    Pescara e la sua provincia, oggi suddivisa nelle zone Terre dei Vestini e Terre di Casauria, dai cui territori derivano le omonime Sottozone del vino Montepulciano d'Abruzzo DOC, si mette in mostra con vini di grande classe, grazie anche all'opera di "artigiani del vino" e di produttori che puntano all'eccellenza, con vigneti di oltre 50 anni in terreni esposti a regimi di brezza e forti escursioni termiche, filiere seguite in modo maniacale e l'uso di fermentazioni spontanee. Qui si produce un Trebbiano d'Abruzzo DOC famoso in tutto il mondo, complesso e strutturato.

    Nell'interno della provincia dell'Aquila, i vigneti di montagna hanno una produzione piuttosto limitata. La Valle Peligna, culla del Montepulciano (Montepulciano d'Abruzzo DOC e Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG), è una conca situata ai piedi dei massicci della Majella e del Velino-Sirente. Sottozone della denominazione Montepulciano d'Abruzzo DOC sono Terre dei Peligni, con le rese più basse e in vini più eleganti, e Alto Tirino, dove il territorio pedemontano, le forti escursioni termiche e le esposizioni più soleggiate, portano a vini rossi strutturati e di ottimo livello; inoltre, si producono vini Cerasuolo d'Abruzzo DOC dotati di buona acidità e deliziosi profumi di frutti di bosco. L'ultima sottozona è Teate, la più ampia, il cui territorio interessa l'intera provincia di Chieti.

    Ai confini del Molise, la provincia di Chieti è il gigante enoico abruzzese, dove si concentra l'80% della produzione regionale, legata soprattutto alle grandi cooperative che negli ultimi anni si adoperano per proporre una diversificazione dell'offerta, con la valorizzazione di vitigni tradizionali come PecorinoPasserina e Cococciola, oltre a MerlotChardonnay e Pinot Grigio. Infine, sono da segnalare le nuove denominazioni comunali Tullum DOCG, con molte tipologie, anche espressioni monovarietali di vitigni locali e internazionali, Ortona DOC, che utilizza Trebbiano AbruzzeseTrebbiano Toscano e Montepulciano, e Villamagna DOC, concentrata sul Montepulciano.


    ▬▬  Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane DOCG. La zona di produzione riguarda la provincia di Teramo e comprende il territorio dei comuni di Ancarano, Atri, Basciano, Bellante, Campli, Canzano, Castellalto, Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Celino Attanasio, Cermignano, Civitella del Tronto, Colonnella, Controguerra, Corropoli, Giulianova, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Morro d'Oro, Mosciano Sant'Angelo, Nereto, Notaresco, Penna Sant'Andrea, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Sant'Egidio alla Vibrata, Sant'Omero, Silvi, Teramo, Torano Nuovo e Tortoreto.

    ██  Controguerra DOC. La zona di produzione riguarda la provincia di Teramo e comprende il territorio dei comuni di Controguerra, Torano Nuovo, Ancarano, Corropoli e Colonnella.

    ██  Ortona DOC. La zona di produzione riguarda la provincia di Chieti e comprende il territorio del comune di Ortona.

    ██  Terre Tollesi (o Tullum) DOCG. La zona di produzione comprende l’intero territorio del Comune di Tollo in provincia di Chieti.

    ██  Villamagna DOC. La zona di produzione riguarda la provincia di Chieti e comprende il territorio del comune di Villamagna e, in parte, il territorio dei comuni di Bucchianico e Vacri.

    ██  Abruzzo DOC, Cerasuolo d'Abruzzo DOC, Montepulciano d'Abruzzo DOC, Trebbiano d'Abruzzo DOC. La zona di produzione comprende tutto o parte del territorio dei comuni rientranti nelle province di L'Aquila, Chieti, Teramo e Pescara.


  • CLIMA, TERRITORIO E SISTEMI DI COLTIVAZIONE DELLA VITE

    I climi Mediterraneo e Continentale determinano le condizioni atmosferiche dell'Abruzzo. Il primo interessa la fascia collinare e costiera, mentre il secondo le aree interne. Relativamente ai massicci dell'Appennino Centrale, la Majella e il Gran Sasso assumono l'importante funzione di riparare il versante orientale della regione dai freddi climi invernali. In estate, invece, soprattutto nelle zone interne e nella zona pedemontana, decise escursioni termiche giovano alla maturazione delle uve, imprimendone i caratteristici profumi.

    I terreni Calcareo-argillosi che comprendono le zone di produzione situate nella parte collinare sono caratterizzati dalle brezze provenienti dai monti appenninici e dal mare. Questi terreni sono particolarmente ideali per la produzione di vini strutturati e, relativamente al vitigno Montepulciano, danno l'opportunità di esprimere al meglio le sue potenzialità. I terreni Sabbioso-argillosi, posti nella fascia collinare a ridosso del litorale e caratterizzati da un clima più mite, sono particolarmente indicati per la coltivazione di uve a bacca bianca.

    Tra i sistemi di coltivazione della vite praticati in Abruzzo prevale la forma a Pergola abruzzese, un sistema antico recentemente rivalutato, e altre forme a Cordone speronato e GDC (Geneve Double Courtain).


  • DEGUSTANDO... IN ABRUZZO

    La cucina abruzzese è di mare e di terra, e si esprime in piatti saporiti di antica tradizione. Il Brodetto di pesce si degusta bene con il Cerasuolo d'Abruzzo che, se più strutturato, si abbina alla Ventricina vastese o teramana, alla Mortadella di Campotosto (o coglioni di mulo), alle Salsicce di fegato e miele e alle Soppressate. Piatti più complessi come la Pecora al cotturo o gli Spaghetti alla chitarra con il sugo alla teramana - ovvero con piccolissime polpettine di carne - richiedono un bicchiere di Montepulciano d'Abruzzo di buona evoluzione, mentre con gli Arrosticini, piccoli spiedini di carne di pecora cotti sui carboni, succulenti e saporiti, è più adatto un Montepulciano d'Abruzzo giovane. Le Scrippelle 'mbusse - crespelle arrotolate servite in brodo -, i Fiadoni a base di formaggio - salati o dolci e cotti al forno -, il Pecorino di Farindola e il Caciofiore aquilano stagionati, si abbinano perfettamente con un Trebbiano d'Abruzzo di grande struttura ed evoluzione. A fine pasto, il Moscatello di Castiglione si apprezza con le Sise delle monache di Guardiagrele e le Sfogliatelle di Lama, mentre il Montepulciano Passito è perfetto con il Bocconotto di Castel Frentano e con il Parrozzo, dolce pescarese a base di mandorle e ricoperto di cioccolato fondente, intitolato a Gabriele d'Annunzio.

I Vini della Regione Basilicata


 


  • I VINI DELLA REGIONE BASILICATA

    Questa piccola regione è un gioiello dell'Italia ancora in parte sconosciuto, incastonato tra i mari Ionio e Tirreno e con un entroterra montagnoso fatto di foreste e parchi naturali, disseminato da fortezze erette su picchi scoscesi, antiche città greche e colline digradanti verso baie cristalline accarezzate dal sole del Mediterraneo. I monti maggiori sono il Volturino (2005 m) e il Sirino (1835 m); tra i fiumi, prevalentemente a regime torrentizio, i più importanti sono il Gravida, Bradano, Basento, Cavone, Agri, Sinni, a cui vanno aggiunti i Laghi di San Giuliano, Pietra del Petrusillo e di Abate Atonia.

    Nella morfologia della Basilicata predominano montagne e colline con rocce di natura prevalentemente calcarea. Il clima, a causa della disposizione dei rilievi, presenta caratteristiche continentali più che meridiane, specie nelle zone di Potenza e di Melfi.


  • DATI STATISTICI DELLA PRODUZIONE VINICOLA

    • Superficie vitata: 4.000 ettari di cui: Montagna: 47% | Collina: 45% | Pianura: 8% |
    • Produzione totale Vino: 178.000 ettolitri di cui: Vini DOP 41,7% | Vini IGP 29,9%.
    • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 90% | Vini Bianchi 10%.
    • Denominazioni vinicole presenti in Basilicata: Vini DOCG: 1 | Vini DOC: 4 | Vini IGT: 1 |

    (Dati 2013. Fonte: UIV - ISTAT ed elaborazioni)


  • MAPPA ZONE DI PRODUZIONE VINI DELLA BASILICATA

    Le caratteristiche ampelografiche e i differenti sistemi di allevamento della vite permettono di frazionare la Basilicata in tre aree vitivinicole: il Vulture, con alcune ramificazioni nell'Alto Bradano, la Val d'Agri e il Materano, con i pendii collinari che digradano verso il Mar Ionio.

    L'Aglianico del Vulture è il vitigno principe della Basilicata, con oltre il 60% della superficie vitata, che rappresenta i 9/10 della produzione dei Vini DOP e IGP. In particolare, il Vino Aglianico del Vulture Superiore DOCG si produce in vigneti impiantati con circa 7000 ceppi/ettaro e rese inferiori a 5-6 t/ettaro. Il colore è rosso rubino impenetrabile, il profumo è elegante con sentori di frutta rossa matura e marasca, ciliegia sotto spirito e liquirizia, chiodi di garofano, pepe nero e note tostate dopo il passaggio in barrique, anche se i produttori più legati alla tradizione utilizzano ancora le botti grandi. L'importante carica acido-tannica rende questo vino molto longevo ed è perfetto in abbinamento con un Filetto di podolica al pepe.

    In provincia di Potenza, la Val d'Agri è un'area valliva nel cuore della regione, un territorio molto interessante nel quale si trovano due delle quattro denominazioni lucane. I vigneti sono impiantati in terreni ricchi di sabbia e argilla a 600-700 metri e da agosto fino a metà ottore riescono a sfuttare le fortissine escursioni termiche; grazie a queste felici condizioni pedoclimatiche, i vini della Val d'Agri (Terre dell'Alta Val d'Agri DOC) e della zona di Roccanova (Grottino di Roccanova DOC) si distunguono anche nelle coltivazioni biologiche. Merlot e Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Montepulciano danno vini ricchi di struttura, con sentori di frutti a bacca rossa, spezie e liquirizia, e nelle denominazioni Terre dell'Alta Val d'Agri DOCGrottino di Roccanova DOC riescono a tradurre tutte le caratteristiche del terroir lucano. 

    Infine, in vigne che degradano verso il Mar Ionio, si trovano un territorio e un vino che si identificano alla perfezione del loro nome, Matera DOC, che affida il topos a una città unica e famosa per i suoi Sassi, Patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'Unesco.

    Il clima caldo e asciutto favorisce la produzione di vini rossi potenti a base di Primitivo, che qui fa la parte del leone, con piacevoli profumi di lamponi e ribes, pepe bianco e note balsamiche, oltre a tannini eleganti, soprattutto se ferutto di uvaggi con Merlot e Cabernet Sauvignon, che lo rendono ottimo in abbinamento a Pomodori gratinati con scaglie di pecorino stagionato.

    Qui si produce anche il Matera Greco (Matera DOC) unico vino bianco a denominazione della regione, con delicati profumi di fiori e pesca bianca e spiccata sapidità, piacevole con Spaghetti con le cozze. 


    ██  Aglianico del Vulture DOC e Aglianico del Vulture Superiore DOCG . La zona di produzione riguarda la provincia di Potenza e comprende il territorio dei comuni di Rionero in Vulture, Barile, Rampolla, Ripacandida, Ginestra, Maschito, Forenza, Acerenza, Melfi, Atella, Venosa, Lavello, Palazzo San Gervasio, Banzi e Genzano di Lucania.

    ██  Matera DOC. La zona di produzione comprende l’intero territorio della Provincia di Matera.

    ██  Terre dell'Alta Val d'Agri DOC. La zona di produzione riguarda la provincia di Potenza e comprende il territorio dei comuni di Viggiano, Grumento Nova e Moliterno.

    ██  Grottino di Roccanova DOC. La zona di produzione riguarda la provincia di Potenza e comprende il territorio dei comuni di Roccanova, Sant’Arcangelo e Castronuovo di S. Andrea.


  • CLIMA, TERRITORIO E SISTEMI DI COLTIVAZIONE DELLA VITE

    Il territorio della Basilicata è prevalentemente montuoso e collinare, e il clima, prevalentemente Continentale con carattere Mediterraneo è caldo-secco nelle sole aree costiere e nelle zone interne della collina materana. La zona del Metapontino alterna stagioni di inverni miti e piovosi a estati calde, secche e abbastanza ventilate, per cui ideali alla produzione di uve a bacca bianca tra cui il Greco e Malvasia, che danno vini di media struttura ma dotati di un grande consistenza aromatica.

    L'area collinare che propende verso il Materano, lungo la fossa bradanica, è caratterizzata da Zone argillose e Zone sabbiose con sedimenti marini, nelle quali si coltivano i Vitigni Greco e Primitivo, da cui si ottengono vini strutturati e di grande complessità olfattiva. Il fondovalle di origine alluvionale e marina, si compone di terreni molto fertili e profondi, ideali per la coltivazione dei Vitigni Merlot, Cabernet sauvignon e Sangiovese. La zona del Vulture, posta nella parte nord-orientale della regione, è particolarmente votata per la coltivazione dell'Aglianico del Vulture da cui il Vino prende il nome. Il territorio viticolo, posto in prossimità del vulcano spento, è ricco di potassio che conferisce ai vini freschezza, sapidità e mineralità; durante le estati siccitose, la porosità del tufo assicura alle viti un adeguato apporto di umidità, impiegando l'acqua accumulata nei mesi invernali. La collina materana più interna si presenta con caratteri mediterranei più attenuati anche a 300 m, tuttavia le estati calde e secche, che provocano forti escursioni termiche, favoriscono la coltivazione dei Vitigni Primitivo e Sangiovese.

    I Sistemi di allevamento delle viti sono prevalentemente a Guyot e a Cordone speronato, ma la storica coltivazione ad Alberello è ancor oggi praticata in zone particolarmente impervie e difficili da lavorare. 


  • DEGUSTANDO IN... BASILICATA

    La cucina lucana ha radici profonde nella cultura contadina, che si ritrova nei Formaggi DOP Pecorino di Filano e Canestrato di Moliterno, oltre che nel Caciocavallo podolico, perfetto con un bicchiere di Aglianico del Vulture Superiore. Altrettanto interessanti sono la Luganiga - salsiccia stagionata già conosciuta dai legionari romani -, gli Stufati e le Tortiere al forno con Carni di agnello e patate, da degustare con un Grottino di Roccanova.

    La coltivazione di grano duro è legata alla tradizione delle paste fatte in casa, come gli Strascinati o i Maccheroni lavorati con il ferretto, conditi con ragù di carne e Cacioricotta, o i Cavatelli con i Fagioli di Sarconi, da provare con un Merlot della Val d'Agri. Infine, grande specialità prodotta con semola di grano duro della varietà Cappelli, il Pane di Matera, con la tipica forma a cornetto. Il alcune aree interne, l'unica eccezione gastronomica che profuma di mare è il Baccalà con i Peperoni cruschi, Peperoni di Senise essiccati e fritti nell'Olio extravergine di oliva del Vulture DOP o della varietà Majarica delle colline materane, che li rende croccanti e aromatici, spesso abbinato con una Malvasia Bianca o un Greco dall'aerale ionico. La tradizione rurale offre anche Biscotti con mandorle e noci o Frittelle dolci con la cannella, da provare con un Moscato Dolce spumantizzato del Vulture.


  • VIAGGIANDO IN... BASILICATA

    Viaggi del Vino organizzati da www.EnoViaggi.com - Agenzia Viaggi specializzata nel Turismo del Vino


  • VIAGGIANDO IN... BASILICATA

    Cantina del Vulture » Cantine Strapellum »
  • AGRITURISMO

    agriturismo
  • HOTEL

    hotel
  • RISTORANTI

    ristoranti
  • PRODOTTI TIPICI

    prodotti tipici
  • NEGOZI & SHOPPING

    Negozi & shopping
  • SERVIZI TURISTICI

    servizi turistici

I Vini della Regione Campania


 


I Vini della Regione Campania

La Campania inebria il visitatore con i profumi del mediterraneo rilasciati dai pini, aranceti e limoneti. Le scogliere a picco sul mare, le spiagge dorate, il mare limpido; lo stesso fascino millenario che ha conquistato gli eroi mitici, la Grecia, i Romani e l'immaginario del mondo intero. Privilegiata da un clima mite e dalla fertilità del terreno, la regione è caratterizzata da territorio per lo più collinare, con zone montuose a confine con Basilicata e Molise. Il Vesuvio, tra i pochi vulcani ancora attivi in Europa, i Golfi di Napoli e Salerno, separati dalla penisola Sorrentina, e le isole di Ischia, Capri e Procida offrono paesaggi di rara bellezza.

La Campania si distingue per una tradizione vitivinicola antichissima, tanto che il vino campano era già famoso ai tempi dell’antica Roma: particolarmente celebre era il Falerno, oggi rilanciato in versione moderna (vinificato in bianco a base Falanghina e in rosso a base Aglianico o Primitivo) da alcuni produttori locali del casertano, sulle colline di Mondragone e Sessa Aurunca.


Dati statistici della Produzione Vinicola

  • Superficie vitata: 24.190 ettari di cui: Montagna: 35% | Collina: 51% | Pianura: 14% |
  • Produzione totale Vino: 1.664.000 ettolitri di cui: Vini DOP 38,4% | Vini IGP 22,4%.
  • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 60% | Vini Bianchi 40%.
  • Denominazioni vinicole presenti in Campania: Vini DOCG: 4 | Vini DOC: 15 | Vini IGT: 10 |

(Dati 2013. Fonte: UIV - ISTAT ed elaborazioni)


Mappa Zone di Produzione Vini della Campania

In Campania si possono distinguere 5 macrozone: il Casertano, l'area di Napoli e le splendide isole di Capri e Ischia, l'Irpinia, il Beneventano - in termini di produzione il bacino vitivinicolo più importante della regione - e il Cilento, posto ai confini con la Calabria. Appena superato il confine laziale, la provincia di Caserta è nota per la denominazione Aversa DOC, il cui vino Aprinio, delicato e fresco per antonomasia - ma soprattutto per il Falerno del Massico DOC, prodotto in una piccola fascia costiera compresa tra Mondragone e Sessa Aurunca, dove si coltivano soprattutto Aglianico, Primitivo e Falanghina. Il Rosso è prodotto in prevalenza da Aglianico e Primitivo, che portano a vini più austeri nel primo caso, più morbidi nel secondo.

Nell'ultimo decennio sta crescendo l'interesse per l'Alto Casertano - nei dintorni di Caiazzo - grazie alle perle Casavecchia e i due Pallagrello Bianco, molto apprezzato per le notevoli note agrumate, per la buona struttura e l'avvolgente morbidezza, e il Pallagrello Nero dalle cui uve si ottengono vini rossi e rosati complessi e riconoscibili per struttura e potenza. Nell'area di Napoli coesistono realtà vitivinicole molto differenti. Nelle sabbie silicee della denominazione Campi Flegrei si coltivano esclusivamente Falanghina e Piedirosso, dai quali si ottengono vini di struttura moderata ma freschi e profumati. Nelle vigne calcaree di Capri, la Falanghina è dotata di media struttura, mentre sulle pendici del Vesuvio e a Ischia, il Piedirosso è più ricco e complesso, adatto per accompagnare involtini di carne alla salvia. Il Rosso della sottodenominazione Lacryma Christi è il frutto dell'uvaggio tra Aglianico e Piedirosso ed esprime una decisa nota alcolica, oltre che sentori di viola e ciliegia.


 

▬▬  Capri. La zona di produzione riguarda la provincia di Napoli e comprende il territorio dell’isola di Capri.

▬▬  Casavecchia di Pontelatone. La zona di produzione riguarda la provincia di Caserta e comprende il territorio dei comuni di Liberi e Formicola e, in parte, il territorio dei comuni di Pontelatone, Caiazzo, Castel di Sasso, Castel Campagnano, Piana di Monte, Verna e Ruviano.

▬▬  Irpinia. La zona di produzione delle uve per l'ottenimento delle tipologie: Bianco, Rosso, Rosato, Novello, Passito (quest'ultimo con la specificazione del vitigno), Liquoroso, Spumante (con la specificazione del vitigno), Aglianico, Coda di volpe, Falanghina, Fiano, Greco, Piedirosso, Sciascinoso, comprende il territorio della provincia di Avellino;

  1. Sottozona Campi Taurasini. La zona di produzione riguarda la provincia di Avellino e comprende il territorio dei comuni di Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemiletto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant'Angelo all'Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle, Venticano, Gesualdo, Villamaina, Torella dei Lombardi, Grottaminarda, Melito Irpino, Nusco e Chiusano San Domenico.

▬▬  Sannio e Falanghina del Sannio. La zona di produzione comprende il territorio della provincia di Benevento.

██  Aglianico del Taburno. La zona di produzione riguarda la provincia di Benevento e comprende il territorio dei comuni di Apollosa, Bonea, Campoli del Monte Taburno, Castelpoto, Foglianise, Montesarchio, Paupisi, Torrecuso, Ponte e, in parte, il territorio dei comuni di Benevento, Cautano, Vitulano e Tocco Caudio.

██  Aversa. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Caserta, il territorio dei comuni di Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Cesa, Frignano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d’Aversa, San Marcellino, Sant’Arpino, Succivo, Teverola, Trentola–Ducenta, Villa di Briano e Villa Literno;
  2. per la provincia di Napoli, il territorio dei comuni di Qualiano e Sant’Antimo.

██  Campi Flegrei. La zona di produzione riguarda la provincia di Napoli e comprende il territorio dei comuni di Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto e, in parte, il territorio del comune di Marano di Napoli.

██  Castel San Lorenzo. La zona di produzione riguarda la provincia di Salerno e comprende il territorio dei comuni di Castel San Lorenzo, Bellosguardo, Felitto e, in parte, il territorio dei comuni di Aquara, Castelcivita, Roccadaspide, Magliano Vetere e Ottati.

██  Cilento. La zona di produzione riguarda la provincia di Salerno e comprende tutto o parte del territorio dei comuni di Agropoli, Alfano, Ascea, Camerota, Campora, Capaccio, Cannalonga, Casaletto Spartano, Casalvelino, Castellabate, Castelnuovo Cilento, Celle di Bulgheria, Centola, Ceraso, Cicerale, Cuccaro Vetere, Futani, Gioì Cilento, Giungano, Ispani, Laureana Cilento, Laurito, Lustra, Magliano Vetere, Moio della Civitella, Montano Antilia, Montecorice, Monteforte Cilento, Morigerati, Novi Velia, Ogliastro Cilento, Ornignano, Orna, Perdifumo, Perito, Pisciotta, Pollica, Prignano Cilento, Roccagloniosa, Rofrano, Rutino, Salento, S.Giovanni a Piro, S.Mauro Cilento, S.Mauro la Bruca, Santa Marina, Sapri, Serramezzana, Sessa Cilento, Stella Cilento, Stio, Torchiara, Torraca, Torre Orsaia, Tortorella, Trentinara, Vallo della Lucania e Vibonati.

██  Costa d'Amalfi. La zona di produzione delle uve per l'ottenimento delle tipologie: Bianco, Rosso e Rosato, riguarda la provincia di Salerno e comprende il territorio dei comuni di Vietri, Cetara, Maiori, Minori, Ravello, Scala, Atrani, Tramonti, Furore, Praiano, Positano, Amalfi, Conca dei Marini;

  1. Sottozona Furore. La zona di produzione riguarda la provincia di Salerno e comprende il territorio dei comuni di Furore, Praiano, Conca dei Marini, ed Amalfi;
  2. Sottozona Ravello. La zona di produzione riguarda la provincia di Salerno e comprende il territorio dei comuni di Ravello, Scala, Minori, Atrani;
  3. Sottozona Tramonti. La zona di produzione riguarda la provincia di Salerno e comprende il territorio dei comuni di Tramonti e Maiori.

██  Falerno del Massico. La zona di produzione riguarda la provincia di Caserta e comprende il territorio dei comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone, Falciano del Massico e Carinola.

██  Fiano di Avellino. La zona di produzione riguarda la provincia di Avellino e comprende il territorio dei comuni di Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S.Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D'Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino.

██  Galluccio. La zona di produzione riguarda la provincia di Caserta e comprende il territorio dei comuni di Conca della Campania, Galluccio, Mignano Monte Lungo, Rocca d’Evandro, Tora e Piccilli.

██  Greco di Tufo. La zona di produzione riguarda la provincia di Avellino e comprende il territorio dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni.

██  Ischia. La zona di produzione riguarda la provincia di Napoli e comprende il territorio dell'Isola di Ischia.

██  Penisola Sorrentina. La zona di produzione delle uve per l'ottenimento delle tipologie:

  1. Penisola Sorrentina DOC. La zona di produzione riguarda la provincia di Napoli e comprende il territorio dei comuni di Gragnano, Pimonte, Lettere, Casola di Napoli, Sorrento, Piano di Sorrento, Meta Sant‟Angelo, Massa Lubrense, Vico Equense, Agerola e parte del territorio dei comuni di: Sant'Antonio Abate, Castellamare di Stabia;
  2. Rosso frizzante Sottozona Lettere. La zona di produzione riguarda la provincia di Napoli e comprende il territorio dei comuni di Lettere, Casola di Napoli e, in parte, il territorio del comune di Sant'Antonio Abate;
  3. Rosso frizzante Sottozona Gragnano. La zona di produzione riguarda la provincia di Napoli e comprende il territorio dei comuni di Gragnano, Pimonte e, in parte, il territorio del comune di Castellamare di Stabia;
  4. Bianco e Rosso Sottozona Sorrento. La zona di produzione riguarda la provincia di Napoli e comprende il territorio dei comuni di Sorrento, Piano di Sorrento, Meta Sant'Angelo, Massa Lubrense e Vico Equense.

██  Taurasi. La zona di produzione riguarda la provincia di Avellino e comprende il territorio dei comuni di Taurasi, Bonito, Castelfranci, Castelvetere sul Calore, Fontanarosa, Lapio, Luogosano, Mirabella Eclano, Montefalcione, Montemarano, Montemileto, Paternopoli, Pietradefusi, Sant'Angelo all'Esca, San Mango sul Calore, Torre le Nocelle e Venticano.

██  Vesuvio. La zona di produzione riguarda la provincia di Napoli e comprende il territorio dei comuni di Boscotrecase, Trecase, San Sebastiano al Vesuvio e, in parte, il territorio dei comuni di Ottaviano, San Giuseppe Vesuviano, Terzigno, Boscoreale, Torre Annunziata, Torre del Greco, Ercolano, Portici, Cercola, Pollena, Trocchia, Sant’Anastasia e Somma Vesuviana.


Clima, Territorio e Sistemi di coltivazione della vite

Il Clima della Campania è caratterizzato dalla morfologia del territorio, costituito da zone montane in cui si estendono gli Appennini, e zone marine. Il clima nella fascia costiera è mite, asciutto e ventilato, mentre nell'area appenninica è di tipo continentale, caratterizzato da inverni rigidi che danno origine a forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, anche in piena estate, che tuttavia risultano determinanti per ottenere una qualità superiore dei Vini bianchi irpini.

Per ciò che concerne i terreni, si rileva una situazione più complessa in quanto nell'area marina l'intensa attività vulcanica ha determinato la formazione di Terreni di natura magmatica, che variano dalle Sabbie dei Campi Flegrei, dove gli impianti sono tutti a "piede franco", al Tufo verde di Ischia o alle Lave del Vesuvio; questi terreni scuri e friabili sono ricchi di potassio, un componente chimico che favorisce la formazione di zuccheri nella fase di invaiatura dell'uva. Nella parte dorsale appenninica, a ovest della Campania, i Terreni sono sciolti e ricchi di calcare, con marne e argille in superficie. La peculiarità dei terreni campani è legata soprattutto alle eruzioni del Vesuvio, la cui attività vulcanica ha disperso notevoli quantità di ceneri anche a lunghe distanze, e cosparso con una spessa coltre di cenere anche suoli di matrice calcarea, arricchendoli di componenti minerali. In queste zone di produzione, la coltivazione del vitigno Aglianico risulta ideale per ottenere Vini di grande struttura e complessità.

I Sistemi di allevamento della vite più diffusi in Campania sono il Guyot e il Cordone speronato, e, in misura minore, forme antiche come la Pergola e l'Alberello. Nella zona di Aversa, per la coltivazione dell'Asprinio si utilizza il sistema dell'Antica Alberata Aversana, introdotta dagli etruschi, mediante la quale le viti si arrampicano su filari posti tra due pioppi, i cui grappoli possono raggiungere altezze fino a 15 metri.


Degustando... in Campania

Napoli è una città meravigliosa conosciuta in ogni parte del mondo per le Canzoni napoletane e per la Pizza, che è il baluardo della gastronomia campana. Nelle pizzerie è quasi sempre scontato abbinare la Pizza con la Birra, ma per i buongustai anche il vino può rappresentare un'ottima alternativa di piacevolezza, specie se riguarda uno Spumante Rosato del Sannio a base di Aglianico, che va benissimo anche con i deliziosi Spaghetti ai pomodorini del Piènnolo del Vesuvio (pomodorini legati a grappoli e fatti seccare), o al più famoso Pomodoro San Marzano.

L'Orata alla Positano con erbe aomatiche, capperi e pane raffermo, e gli Spaghetti con la colatura di alici di Cetara sono perfetti con un robusto Costa d'Amalfi Furore Bianco, mentre la Minestra maritata, preparata con vari tipi di verdure e carni di maiale, di manzo e di gallina, si abbina bene con un Fiano di Avellino. All'interno del territorio regionale le carni rappresentano l'ingrediente base di molte pietanze: lo Spezzatino di agnello è ottimo con un Aglianico del Taburno, i prelibati Mugliatielli - involtini di interiora di pecora - con un Taurasi, il Maialino nero casertano al forno con un potente Pallagrello nero della zona, e la Salsiccia con i Friarielli (le infiorescenze non ancora sbocciate delle rape), amatissime dai partenopei, con un morbido Falerno del Massico ottenuto da Primitivo.

In Campania il pasto si chiude in dolcezza con la tradizionale Pastiera napoletana, le Sfogliatelle e le Zeppole, bene accompagnate da un ottimo Moscato di Baselice della zona di Benevento o con un Passito Sant'Agata de' Goti.


 

 

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