Montefalco Sagrantino DOCG

Vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita - Approvato DOC con D.P.R. 30.10.1979, G.U.108 del 19.04.1980 - Approvato DOCG con D.M. 05.11.1992, G.U. 269 del 14.11.1992 


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Montefalco Sagrantino D.O.C.G.


1. Tipologie e Uve del Vino DOCG Montefalco Sagrantino

 

  • Montefalco Sagrantino Secco (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigno Sagrantino
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l'invecchiamento, odore delicato, caratteristico che ricorda quello delle more di rovo e sapore asciutto, armonico.

  • Montefalco Sagrantino Vigna (Vino Rosso Vigna)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigno Sagrantino
  • => 13,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l'invecchiamento, odore delicato, caratteristico che ricorda quello delle more di rovo e sapore asciutto, armonico.

  • Montefalco Sagrantino Passito (Vino Rosso Passito)
  • Versioni: Dolce
  • = 100% Vitigno Sagrantino
  • => 18% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Passito dal colore rosso rubino carico talvolta con riflessi violacei e tendente al granato con l'affinamento, odore delicato, caratteristico, che ricorda quello delle more di rovo e sapore dolce, armonico, gradevole.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOCG Montefalco Sagrantino

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOCG Montefalco Sagrantino si estende sulle colline perugine, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOCG Montefalco Sagrantino è localizzata in:

  • provincia di Perugia e comprende il territorio dei comuni di Montefalco e, in parte, il territorio dei Comuni di Bevagna, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria e Gualdo Cattaneo.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOCG Montefalco Sagrantino

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. 

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOCG Montefalco Sagrantino prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOCG Montefalco Sagrantino non dovrà essere superiore al 65% e al 35% per la tipologia di Vino Passito; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOCG. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOCG per tutto il prodotto.
  • Le uve destinate alla produzione del Vino DOCG Montefalco Sagrantino Passito devono essere sottoposte ad appassimento naturale.
  • Il vino DOCG Montefalco Sagrantino Secco deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 12 mesi in botti di rovese e di almeno 4 mesi di affinamento in bottiglia.
  • Il vino DOCG Montefalco Sagrantino Passito deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 33 mesi in botti di rovese e di almeno 4 mesi di affinamento in bottiglia.
  • Nella designazione dei Vini DOCG Montefalco Sagrantino può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.

4. Produttori di Vino DOCG Montefalco Sagrantino

Con l’utilizzo della DOCG Montefalco Sagrantino i Produttori Vinicoli Umbri sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOCG Montefalco Sagrantino

Arrosti, cacciagione, selvaggina da pelo e formaggi a pasta dura. Pasticceria da forno, crostate con marmellate di more o di altri frutti rossi.


6. Storia e Letteratura del Vino DOCG Montefalco Sagrantino

A Montefalco erano numerosissime le case sui cui muri rampicavano i tralci di Sagrantino (piérgole), un abbellimento che rendeva gustoso l’appuntamento con eventi familiari di particolare importanza e che consacrava la tavola in occasione del Natale e della Pasqua. All’ interno delle cinta murarie, negli antichi Monasteri di Santa Chiara e di San Leonardo sono sempre state allevati vecchi vitigni di Sagrantino a ribadire la sacralità di un vino già sacro nel nome oltre che nel sapore.

Già Plinio il Vecchio parla di un'uva detta "Itriola" che dà un vino particolarmente pregiato nel territorio di Montefalco. Sembra che tale uva non sia identificabile con l'attuale Sagrantino che più probabilmente è stato portato attorno al XIV - XV secolo a Montefalco dai frati francescani di ritorno dai loro viaggi di predicazione in Asia Minore.

Ma sono i documenti d’ archivio ritrovati che gettano una prima, significativa luce sulla coltivazione di tale vitigno e sull’impiego delle uve di Sagrantino. Il più antico documento pervenutoci in cui si comincia a trattare di vigne è dell’anno 1088, ma la menzione per ora più antica sulla coltivazione dell’uva “sagrantina” a Montefalco risale al 1549 ed è documentata da un ordine di mosto di Sagrantino da parte dell’ebreo Guglielmo, mercante di Trevi e di sua moglie Stella (A. Toaff, Il vino e la carne. Una comunità ebraica nel Medioevo, Bologna 1989, p. 97 e nota 65).

Il Prof. Gabriele Metelli (Archivi in Valle Umbra, Nn. 1-2 Giugno/Dicembre2002, pp. 51-52-53), oltre alla citata menzione, scrive: ”Per quanto concerne il sagrantino, un contratto di lavoreccio del 30 aprile 1575 fa riferimento a quattro vitigni coltivati nel folignate e precisamente in località San Vittore… : ASF, Notarile 531, G.Poggi, 30 aprile 1575, c. 26v: …salvis et reservatis pro dictis locatoribus in totum quattuor pergulis sagrantini existentibus in dictis petiis terrarum…

Due anni prima il Prof. Francesco Guarino pubblicò nella citata rivista, di cui è Direttore, un’altra significativa testimonianza rinvenuta in un libro di ricordi di famiglia del giurista assisano Bartolomeo Nuti, che nell’agosto 1598 scrive: ”Un altro modo di fare il vino rosso è in Foligno. Se metta in una botte, o carrato sagrantino, o, uva negra sgranata quanto pare un poco acciaccata et se riempia de mosto ciò che sia et se lassi così.” I documenti acquisiti inducono, almeno per ora, a fare due considerazioni, la prima in ordine al nome Sagrantino già consolidato nel 1500; la seconda in riferimento all’uso delle uve di Sagrantino destinate alla governa dei vini rossi per conferire loro più aroma, più colore e più sapore.

Sappiamo che i ceti nobili del 1500 amavano imbandire le mense di vini pregiati in occasione del ricevimento di personaggi illustri. Tra i vini pregiati figurava anche il vino rosso di Montefalco, come risulta da una raccolta di rendiconti (1541-1654) sulle spese sostenute dal Comune di Foligno per accogliere degnamente gli ospiti di particolare riguardo. A comprendere come sia nato il nome Sagrantino può aiutarci la radice latina sacer e, forse, la sua prima destinazione. Vino sacro perché vino della festa religiosa, dei momenti da ricordare nello scorrere della vita domestica, e tradizionalmente da intendersi sempre nella forma passita. E’ solo in un’ esauriente relazione generale della mostra Regionale di Vini ed Olii tenutasi a Montefalco tra il 13 ed il 20 Settembre 1925 che viene citata per la prima volta la versione del “Sagrantino Asciutto”, ovverossia vinificato a secco, presentato a concorso dal Senatore Rolandi Ricci, allora proprietario della storica Cantina Scacciadiavoli. Si tratta dell’ antesignano del vino oggi più conosciuto, studiato e lanciato in commercializzazione solo a partire dai primi anni del 1970.

Il Vino DOCG Montefalco Sagrantino ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 30 ottobre 1979, poi DOCG 5 novembre 1992.


Additional Info

  • Regione: Umbria
  • Tipologie: Vino Rosso
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Passito - (Vino ottenuto dall'appassimento delle uve), Vigna - (Vino che identifica il vigneto in cui è stato prodotto)
  • Denominazione: D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)
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