I Vini della Regione Puglia


 


I Vini della Regione Puglia

La coltivazione della vite in Puglia risale all'epoca fenicia, ma furono i Romani che seppero apprezzare per primi i vini pugliesi, tanto che il Poeta Orazio li paragonava al Falerno, considerato allora il migliore tra i vini in circolazione. Nei secoli successivi altre testimonianze segnano l'evoluzione storica dei vini pugliesi fini a quando l'acerrimo nemico della vite, la fillossera, determinò lo sterminio quasi totale dei vigneti. Il disastro produttivo ed economico non fu tuttavia completamente negativo; l'occasione in effetti fu propizia per apportate modifiche qualitative al sistema produttivo, ovvero di ricostruire i vigneti, in parte, seguendo le vecchie logiche per la produzione di vini da taglio e, in parte, puntando alla qualità con l'introduzione dei Vitigni Negroamaro e Primitivo. Il successo fu talmente grande e diffuso che ancor oggi questi vitigni rappresentano l'enologia pugliese nel mondo.


Dati statistici della Produzione Vinicola regionale

  • Superficie vitata: 86.711 ettari di cui: Montagna: 1% | Collina: 30% | Pianura: 69% |
  • Produzione totale Vino: 4.965.000 ettolitri di cui: Vini DOP 4,9% | Vini IGP 22,4%.
  • Produzione dei Vini Rossi e Rosati: 65% | Vini Bianchi 35%.
  • Denominazioni vinicole presenti in Puglia: Vini DOCG: 4 | Vini DOC: 29 | Vini IGT: 6 |

(Dati 2013. Fonte: UIV - ISTAT ed elaborazioni)


Mappa Zone di Produzione Vini della Puglia

░░  Aleatico di Puglia. La zona di produzione comprende il territorio delle province di Bari, Foggia, Brindisi, Lecce e Taranto.

▬▬  Tavoliere delle Puglie. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Foggia, il territorio dei comuni di Lucera, Troia, Torremaggiore, San Severo, S. Paolo Civitate, Apricena, Foggia, Orsara di Puglia, Bovino, Ascoli Satriano, Ortanova, Ordona, Stornara, Stornarella, Cerignola e Manfredonia;
  2. per la provincia di Barletta-Andria-Trani, il territorio dei comuni di Trinitapoli, S. Ferdinando di Puglia e Barletta.

██  San Severo. La zona di produzione riguarda la provincia di Foggia e comprende il territorio dei comuni di San Severo, Torremaggiore, Masseria Monachelle, San Paolo di Civitate e, in parte,i territori dei comuni di Apricena, Lucera, Poggio Imperiale e Lesina.

██  Cacc'e Mmitte di Lucera. La zona di produzione riguarda la provincia di Foggia e comprende il territorio dei comuni di Lucera, Troia e Biccari

██  Orta Nova. La zona di produzione riguarda la provincia di Foggia e comprende il territorio dei comuni di Orta Nova, Ordona e, in parte, il territorio dei comuni di Ascoli Satriano, Carapelle, Foggia e Manfredonia.

██  Rosso di Cerignola. La zona di produzione riguarda la provincia di Foggia e comprende il territorio dei comuni di Cerignola, Stornara, Stornarella e Ascoli Satriano.

▬▬  Moscato di Trani. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Bari, il territorio dei comuni di Ruvo di Puglia, Corato e, in parte, il territorio dei comuni di Bitonto e Terlizzi;
  2. per la provincia di Barletta-Andria-Trani, il territorio dei comuni di Trani, Bisceglie, Andria, Canosa, Minervino Murge e, in parte, il territorio dei comuni di Barletta e Trinitapoli.

██  Barletta. La zona di produzione riguarda la provincia di Barletta-Andria-Trani e comprende il territorio del comune di Barletta e, in parte, il territorio dei comuni di Andria, Trani, S. Ferdinando di Puglia e Trinitapoli.

██  Castel del Monte. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Bari, parte del territorio dei comuni di Corato, Ruvo, Terlizzi, Bitonto, Palo del Colle, Toritto e .
  2. per la provincia di Barletta-Andria-Trani, il territorio del comune di Minervino Murge e, in parte, i territori dei comuni di Andria, Canosa di Puglia e Trani.

██  Gravina. La zona di produzione riguarda la provincia di Bari e comprende il territorio dei comuni di Gravina di Puglia, Poggiorsini e, in parte, il territorio dei comuni di Altamura e Spinazzola.

██  Gioia del Colle. La zona di produzione riguarda la provincia di Bari e comprende il territorio dei comuni di Acquaviva delle Fonti, Adelfia, Casamassima, Cassano Murge, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Grumo Appula, Noci, Putignano, Rutigliano, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle, Turi e Altamura

****  Colline Joniche Tarantine. La zona di produzione riguarda la provincia di Taranto e comprende il territorio dei comuni di Laterza, Mottola, Crispiano e Martina Franca e, in parte, il territorio dei comuni di Castellaneta, Ginosa, Palagianello, Massafra, Statte e Grottaglie.

▬▬  Martina Franca. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Taranto, il territorio dei comuni di Martina Franca e Crispiano;
  2. per la provincia di Bari, il territorio del comune di Alberobello;
  3. per la provincia di Brindisi, parte del territorio dei comuni di Ceglie Messapico e Ostuni.

██  Locorotondo. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Bari, il territorio del comune di Locorotondo;
  2. per la provincia di Brindisi, il territorio del comune di Cisternino e, in parte, il territorio del comune di Fasano.

██  Ostuni. La zona di produzione riguarda la provincia di Brindisi e comprende il territorio dei comuni di Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, San Michele Salentino e, in parte, il territorio dei comuni di Latiano, Ceglie Messapico e Brindisi.

██  Lizzano. La zona di produzione riguarda la provincia di Taranto e comprende il territorio dei comuni di Lizzano e Faggiano.

██  Primitivo di Manduria. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Taranto, il territorio dei comuni di Manduria, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico,San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano, Sava, Torricella, Maruggio, Avetrana, e quello della frazione di Talsano e delle isole amministrative del comune di Taranto, intercluse nei territori dei comuni di Fragagnano e Lizzano;
  2. per la provincia di Brindisi, il territorio dei comuni di Erchie, Oria e Torre S. Susanna.

██  Brindisi. La zona di produzione riguarda la provincia di Brindisi e comprende il territorio dei comuni di Brindisi e Mesagne.

██  Squinzano. La zona di produzione riguarda la provincia di Lecce e comprende il territorio dei comuni di Squinzano. San Pietro Vernotico, Torchiarolo, Novoli e, in parte, il territorio dei comuni di Campi Salentina, Cellino San Marco, Trepuzzi, Surbo e Lecce.

██  Salice Salentino. La zona di produzione comprende:

  1. per la provincia di Lecce, il territorio dei comuni di Salice Salentino, Veglie, Guagnano e, in parte, il territorio del comune di Campi Salentina:
  2. per la provincia di Brindisi, il territorio dei comuni di San Pancrazio Salentino, Sandonaci e, in parte, il territorio del comune di Cellino San Marco.

██  Nardo'. La zona di produzione riguarda la provincia di Lecce e comprende il territorio dei comuni di Nardò e Porto Cesareo.

██  Leverano. La zona di produzione riguarda la provincia di Lecce e comprende il territorio del comune di Leverano.

██  Copertino. La zona di produzione riguarda la provincia di Lecce e comprende il territorio dei comuni di Copertino, Carmiano, Arnesano, Monteroni e, in parte, i territori dei comuni di Galatina e Lequile.

██  Galatina. La zona di produzione riguarda la provincia di Lecce e comprende il territorio dei comuni di Galatina, Cutrofiano, Aradeo, Neviano, Seclì, Sogliano Cavour e Collepasso

██  Alezio. La zona di produzione riguarda la provincia di Lecce e comprende il territorio dei comuni di Alezio, Sannicola e, in parte, il territorio dei comuni di Gallipoli e Tuglie.

██  Matino. La zona di produzione riguarda la provincia di Lecce e comprende il territorio del comune di Matino e, in parte, il territorio dei comuni di Parabita, Alezio, Taviano, Casarano, Melissano, Tuglie e Gallipoli.

▬▬  Terra d'Otranto. La zona di produzione comprende il territorio delle province di Brindisi, Lecce e Taranto.


Clima, Territorio e Sistemi di coltivazione della vite

Il territorio pugliese si estende per circa 350 km. tra colline e pianure, bagnato dal Mari Adriatico e Ionio. Le condizioni atmosferiche sono caratterizzate dal Clima Mediterraneo  con inverni non molto freddi e poco piovosi ed estati calde e ventilate che favoriscono il processo di maturazione delle uve, sane e asciutte, che risultano ideali per la produzione di vini strutturati e dotati di una buona intensità di colore.

I Terreni Calcareo-Argillosi presenti nella parte più a nord della Puglia, alle falde del Gargano e nel Tavoliere, e i Terreni Calcareo-Sabbiosi più a sud, lungo il litorale marino, conferiscono ai vini carattere, fragranza e profumazione, soprattutto a vini bianchi, rosati e giovani rossi, ottenuti da Vitigni Montepulciano, Uva di Troia e Sangiovese. Nell'altopiano delle Murge, che si estende fino alle Serre Salentine, il suolo si compone di Terreni Calcareo-Argillosi e Siliceo-Argillosi che conferiscono buona eleganza ai vini bianchi e rosati, e un'ottimo corpo con componenti minerali ai vini rossi più longevi. Sul litorale marino e sulle coste a ridotto delle Murge, i Terreni Tufacei e Sabbiosi risultano ideali per la produzione del Moscato reale, mentre le tipiche Terre Rosse Salentine, composte da Terreni Calcareo-Argillosi, rappresentano l'ambiente ideale per la coltivazione del Vitigno Negroamaro e del più versatile Vitigno Primitivo, che in questo tipo di terreni da vini più strutturati, in terreni alluvionali vini più polposi, in terreni tufacei vini più freschi e in terreni sabbiosi vini meno corposi ma più fini.

I Sistemi di allevamento della vite più diffusi in Puglia sono l'Alberello, il Tendone e altre forme a Spalliera.


Degustando... in Puglia

La finezza, l'eleganza e l'intensità gusto-olfattiva dei Vini del Salento si riscontra piacevolmente nelle pietanze tipicamente mediterranee della cucina pugliese.

Primi piatti come le Orecchiette con cime di rapa e la Tiella di patate, riso e cozze trovano un ottimo abbinamento con un fresco Locorotondo Bianco o con un Minutolo della Valle dell'Itria o della Murgia Centrale, mentre la Zuppa di pesce e il Baccalà con patate e olive al forno si gustano piacevolmente con un Rosato del Salento di buona struttura.

Un piatto tipico della trazione pugliese come la Carne cotta al fornello, con numerose ghiottonerie e specialità del tipo Gnumerieddi e Bombette, Salsiccia a punta di coltello e Zampina, sono bene abbinati con un Primitivo di Manduria o un Salice Salentino Rosso. L'Agnello al forno con patate, lampascioni e funghi cardoncelli è ottimo con un Castel del Monte Nero di Troia Riserva

Dolcetti di pasta di mandorle, Bocconotti, Sassanelli, Fichi secci mandorlati e Cartellate accompagnati da un Moscato di Trani o di un Primitivo di Manduria Dolce Naturale, renderenno piacevolmente dolce il fine pasto


 

IMPIGNO

Varietà: 107 IMPIGNO - Data di ammissione al Registro: 25/05/1970 - Gazzetta ufficiale: G.U. 149 - 17/06/1970


Vitigno Impigno | Assovini.it


Il vitigno Impigno, a bacca bianca, viene coltivato nella regione Puglia.

L'Impigno è un vitigno che fu importato nella zona di Martina Franca verso l'inizio del '900 da un agricoltore ostunese, soprannominato appunto "Impigno". E' diffuso soprattutto nella provincia di Brindisi. E' una varietà che non ha particolari esigenze pedoclimatiche, preferendo terreni profondi dove la produzione è molto più abbondante.


  • Caratteristiche del vitigno
    • Foglia: media, quinquelobata
    • Grappolo: medio, semplice o alato, non troppo compatto
    • Acino: medio, obovale 
    • Buccia: sottile e tenera, non pruinosa e poco consistente, di colore verde ambrato.


  • Caratteristiche sensoriali del vino
    • Dal vitigno Impigno si ottiene un vino semplice da pasto dal colore giallo paglierino, fruttato al naso, al palato risulta secco ed equilibrato. E' impiegato con VerdecaFrancavidda nell’uvaggio della DOC Ostuni Bianco.

LACRIMA

Varietà: 111 LACRIMA - Data di ammissione al Registro: 22/03/1971 - Gazzetta ufficiale: G.U. 98 - 24/04/1971


Vitigno Lacrima | Assovini.it


Il vitigno Lacrima, a bacca nera, viene coltivato nelle regioni Marche, Puglia, Umbria.

Il Lacrima è un vitigno autoctono marchigiano di origine antichissima: sembra infatti che già nel 1167 Federico Barbarossa abbia bevuto del vino prodotto da quest’uva quando dimorava nel castello di Morro d'Alba, durante l’assedio di Ancona.

Conosciuto dal nome del vino che se ne ottiene: il Lacrima di Morro d'Alba DOC, le origini del nome sembrano derivare dal fatto che l’acino, quando è maturo, trasuda goccioline di succo che sembrano lacrime. Secondo altre fonti, invece, il nome sarebbe da collegare alla forma allungata dell’acino, oppure ad una lontana parentela con l’uva "lacrima" spagnola.

La coltivazione di questo vitigno veniva tradizionalmente effettuata "maritandolo" ad un tutore vivo, ossia ad un albero, come l'olmo o l'acero, oppure ad un palo di legno.


  • Caratteristiche del vitigno
    • Foglia: media, pentagonale, pentalobata
    • Grappolo: medio, piramidale, alato e spargolo
    • Acino: medio, sferico 
    • Buccia: spessa e consistente, di colore blu-nero


  • Caratteristiche sensoriali del vino
    • Il vitigno Lacrima dà un vino di colore rosso rubino intenso con sfumature violacee. Al naso è aromatico, caratteristico, vinoso, con il caratteristico aroma di cantina in fermentazione. Con l’invecchiamento le note olfattive si evolvono ad un fruttato-floreale di fragola, ciliegino, more di rovo, mirtilli, viola e violetta. La struttura è di medio corpo e al palato risulta asciutto, con un tannino evidente ma ben tornito.

LAMBRUSCO MAESTRI

Varietà: 117 LAMBRUSCO MAESTRI - Data di ammissione al Registro: 25/05/1970 Gazzetta ufficiale: G.U. 149 - 17/06/1970


Vitigno Lambrusco Maestri | Assovini.it


Il vitigno Lambrusco Maestri, a bacca nera, viene coltivato nelle regioni Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Puglia, Toscana.

Il Lambrusco Maestri è un vitigno che deriva, come anche gli altri Lambruschi d'Emilia, da viti vinifere selvatiche, presenti nell'antichità in tutta Italia. I latini chiamavano "Lambrusca vitis", come già riportato da Plinio il Vecchio, tutta una serie di vitigni selvatici che davano acini piccoli e aspri e non venivano generalmente utilizzati per la vinificazione. Queste viti crescevano solitamente al limitare dei boschi e i loro grappoli venivano spesso depredate dagli uccelli che ne erano ghiotti, da cui il loro soprannome di "uzeline" o "oseline".

Il nome "Maestri" sembra derivare dalla "Villa Maestri" che si trova nel comune di San Pancrazio in provincia di Parma, ed è largamente vinificato in uvaggio con altre varietà di Lambrusco. E' molto apprezzato per la sua capacità di dare colore, tannicità e corpo al vino così ottenuto. Questi vini sono anche noti come "Lambruschi scuri" e sono caratteristici del Reggiano e del Parmense.


  • Caratteristiche del vitigno
    • Foglia: pentagonale, trilobata, talvolta quasi intera.
    • Grappolo: medio, di forma cilindrico-conica, provvisto di un'ala, allungato e lievemente compatto.
    • Acino: piccolo, sub-rotondo 
    • Buccia: spessa e coriacea, molto pruinosa, di colore blu-nero.


  • Caratteristiche sensoriali del vino
    • Il vitigno Lambrusco Maestri dà un vino di colore rosso violaceo intenso, asciutto e tannico. Viene usato in uvaggio con altri lambruschi per esaltarne le qualità.
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