Dolcetto di Diano d'Alba DOCG

Vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita - Approvato DOC con D.P.R. 03.05.1974, G.U. 269 del 15.10.1974 - Approvato DOCG con D.M. 02.08.2010, G.U. 193 del 19.08.2010 


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Dolcetto di Diano d'Alba (o Diano d'Alba) D.O.C.G.


1. Tipologie e Uve del Vino DOCG Dolcetto di Diano d'Alba

 

  • Dolcetto di Diano d'Alba (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigno Dolcetto
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino, odore fruttato e caratteristico con eventuale sentore di legno e dal sapore asciutto, ammandorlato, armonico.

  • Dolcetto di Diano d'Alba Vigna (Vino Rosso Vigna)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigno Dolcetto
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Vigna dal colore rosso rubino, odore fruttato e caratteristico con eventuale sentore di legno e dal sapore asciutto, ammandorlato, armonico.

  • Dolcetto di Diano d'Alba Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigno Dolcetto
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino, odore fruttato e caratteristico con eventuale sentore di legno e dal sapore asciutto, ammandorlato, armonico.

  • Dolcetto di Diano d'Alba Superiore Vigna (Vino Rosso Superiore Vigna)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigno Dolcetto
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore Vigna dal colore rosso rubino, odore fruttato e caratteristico con eventuale sentore di legno e dal sapore asciutto, ammandorlato, armonico.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOCG Dolcetto di Diano d'Alba

Il Dolcetto di Diano nasce nelle langhe, termine che secondo alcuni studiosi deriverebbe da "Langues" che non sono altro che delle lingue di terra che si estendono in un vivace gioco di profili, modulati dal mutare delle stagioni. Diano d'Alba, nelle Langhe, è la località nota come "Il Paese dei Sörì" in quanto già negli anni '80 venne varato il cosiddetto "Piano regolatore dei vigneti", cioè venivano individuate le vigne migliori anche per esposizione al sole (in dialetto, appunto, "Sörì" che sta per soleggiato) che ha permesso anche di valorizzare la viticoltura locale nella quale rientrano anche Barbera d'Alba, Nebbiolo e Barolo per i "rossi" e il Langhe-Favorita e il Langhe-Arneis per i "bianchi".

La Zona di Produzione del Vino DOCG Dolcetto di Diano d'Alba è localizzata in:

  • provincia di Cuneo e comprende il territorio del comune di Diano d'Alba.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOCG Dolcetto di Diano d'Alba

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOCG Dolcetto di Diano d'Alba prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino non dovrà essere superiore al 70% per entrambe le tipologie di Dolcetto di Diano d'Alba e qualora tali parametri vengano superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOCG. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOCG per tutto il prodotto. Nel rispetto della % di resa uva/vino e in presenza di determinati requisiti di coltivazione può essere menzionata la dizione "Vigna".
  • Il vino a denominazione di origine controllata e garantita Dolcetto di Diano d'Alba Superiore deve essere sottoposto a un periodo di invecchiamento di 10 mesi.
  • Relativamente alle uve destinate alla produzione dei vini D.O.C.G. Dolcetto di Diano d'Alba è consentito mutare la scelta vendemmiale verso le denominazioni di origine controllata Langhe e Langhe Dolcetto.
  • I vini destinati alla D.O.C.G. Dolcetto di Diano d'Alba possono essere riclassificati con la denominazione di origine controllata Langhe e Langhe Dolcetto.

4. Produttori di Vino Vino DOCG Dolcetto di Diano d'Alba

Con l’utilizzo della DOCG Dolcetto di Diano d'Alba i Produttori Vinicoli Piemontesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.dal colore rosso rubino, odore fruttato e caratteristico con eventuale sentore di legno e dal sapore asciutto, ammandorlato, armonico.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOCG Dolcetto di Diano d'Alba

Minestre asciutte e in brodo, primi piatti con salse saporite, carni di lepre e pollo, e formaggi tipici piemontesi come il Bra e la Toma.


6. Storia e Letteratura del Vino DOCG Dolcetto di Diano d'Alba

Già all’inizio del secolo scorso i vinificatori del Barolo e del Barbaresco sentirono l’esigenza di riunirsi per tutelare le loro produzioni: nel 1908 chiesero la creazione di un “certificato di origine” rilasciato da un’associazione che operasse sotto il controllo dell’amministrazione provinciale e del sindacato vinicolo piemontese. Solo nel 1924, però il Parlamento italiano promulgò la legge sui vini tipici e stabilì che le loro caratteristiche dovevano essere costanti e definite dagli statuti consortili. Iniziarono così i lavori di preparazione per la costituzione del Consorzio di Difesa dei Vini Tipici di Pregio Barolo e Barbaresco, fondato ufficialmente nel 1934 con il compito di definire il contesto produttivo (la zona di origine, le uve e le caratteristiche del vino), vigilare contro frodi, adulterazioni e sleale concorrenza, promuovere la conoscenza dei vini, oltre a difenderne nome e qualità nelle sedi più opportune.

Dopo la pausa dettata dagli eventi bellici, il Consorzio venne ricostituito nel 1947. Nel 1963 fu emanata la legge 930, che sanciva la nascita delle denominazioni di origine e definiva l’esatto ruolo dei Consorzi. Da subito il Consorzio albese si adoperò per il riconoscimento alla Doc per Barolo e Barbaresco, che avvenne nel 1966, e in seguito per quello alla Docg, accordato nel 1980.

Nel 1984 il Ministero dell’Agricoltura e Foreste affidò ufficialmente al Consorzio l’incarico di vigilanza sulla produzione dei due rossi d’eccellenza. Nel 1994, a seguito dell’emanazione della nuova legge sulle denominazioni di origine dei vini, la n.164 del 1992, l’antico ente di tutela fu trasformato nell’attuale Consorzio Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Roero, allargando le sue competenze a tutte le denominazioni prodotte esclusivamente nelle Langhe e nel Roero.

Oggi, quindi, l’ente si configura come un Consorzio di territorio e non solo di denominazione. La tutela esercitata sui vini di Langa e Roero si è perfezionata tra il 2007 e il 2009, quando il Ministero ha attribuito al Consorzio l’incarico di svolgere il Piano Controlli su tutte le Docg e le Doc di sua competenza. In questo modo non più solo Barolo e Barbaresco, ma anche Dogliani, Roero, Roero Arneis, Barbera d’Alba, Dolcetto (nelle sue varie tipologie), Langhe, Nebbiolo d’Alba e Verduno Pelaverga sono perfettamente garantiti sotto il profilo della tracciabilità.

L’Unione Europea non riconosce però la “terzietà” della struttura consortile e quindi ogni tre anni i produttori devono affidare ad un Ente di Certificazione l’azione di controllo da loro stessi pagata secondo tabelle Ministeriali.


Additional Info

  • Regione: Piemonte
  • Tipologie: Vino Rosso
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Superiore - (Vino avente maggiore titolo alcolometrico), Vigna - (Vino che identifica il vigneto in cui è stato prodotto)
  • Denominazione: D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)
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