Salaparuta DOC

Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.M. 08.02.2006, G.U. 42 del 20.02.2006


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Salaparuta D.O.C.


1. Tipologie e Uve del Vino DOC Salaparuta

 

  • Salaparuta Bianco (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 60% Vitigno Catarratto
  • =< 40% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino piu' o meno intenso, odore fine, elegante e sapore delicato, tipico.

  • Salaparuta Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 65% Vitigno Nero d'Avola
  • =< 35% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso intenso, odore gradevole, fine e sapore armonico, strutturato.

  • Salaparuta Rosso Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 65% Vitigno Nero d'Avola
  • =< 35% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 14% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino carico, odore intenso, armonico e sapore ricco, corposo, speziato.

  • Salaparuta Novello (Vino Rosso Novello)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Nero d'Avola
  • => 20% Vitigno Merlot
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Novello dal colore rosso rubino, odore intenso, fruttato, caratteristico e sapore sapido, morbido.

  • Salaparuta Inzolia (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Inzolia
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino piu' o meno intenso, odore delicato, gradevole e sapore asciutto, sapido.

  • Salaparuta Grillo (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Grillo
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo piu' o meno intenso, odore elegante, fine e sapore asciutto, armonico, pieno, sapido.

  • Salaparuta Chardonnay (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Chardonnay
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo piu' o meno intenso, odore intenso, caratteristico e sapore gradevole, fruttato.

  • Salaparuta Catarratto (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Catarratto
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino piu' o meno intenso, odore caratteristico, fine e sapore armonico, pieno, intenso.

  • Salaparuta Nero d'Avola (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Nero d'Avola
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso intenso, odore delicato, caratteristico, fruttato e sapore corposo, armonico, speziato.

  • Salaparuta Nero d'Avola Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Nero d'Avola
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 14% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso intenso, odore delicato, caratteristico, fruttato e sapore corposo, armonico, speziato.

  • Salaparuta Merlot (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Merlot
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino, odore intenso, fruttato e sapore caratteristico, intenso.

  • Salaparuta Merlot Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Merlot
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 14% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino, odore intenso, fruttato e sapore caratteristico, intenso.

  • Salaparuta Cabernet Sauvignon (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino, odore caratteristico, intenso e sapore caratteristico, corposo.

  • Salaparuta Cabernet Sauvignon Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 14% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino, odore caratteristico, intenso e sapore caratteristico, corposo.

  • Salaparuta Syrah (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Syrah
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso, odore caratteristico, fruttato e sapore intenso, armonico e gradevolmente tannico.

  • Salaparuta Syrah Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Syrah
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Sicilia.
  • => 14% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino intenso, odore caratteristico, fruttato e sapore intenso, armonico e gradevolmente tannico.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Salaparuta

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Salaparuta si estende sulle colline adiacenti all'omonima località, il cui territorio è adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Salaparuta è localizzata in:

  • provincia di Trapani e comprende il territorio del comune di Salaparuta.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Salaparuta

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. 

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Salaparuta prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Salaparuta non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • I vini DOC Salaparuta con menzione Riserva devono essere sottoposti ad invecchiamento per almeno 24 mesi, di cui almeno 6 in contenitori di legno.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Salaparuta è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.

4. Produttori di Vino DOC Salaparuta

Con l’utilizzo della DOC Salaparuta i Produttori Vinicoli Siciliani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Salaparuta

Primi o secondi di pesce, arrosti e selvaggina.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Salaparuta

La coltivazione della vite a Salaparuta ha una tradizione molto antica. I primi insediamenti nel territorio dell’attuale Salaparuta risalgono al Neolitico, come testimoniano le pietre sacre e gli altari primitivi rinvenuti nel territorio. I primi abitanti furono i Sicani successivamente cacciati dai Siculi. Queste popolazioni migrate in Sicilia portarono con sé la nomenclatura vitivinicola e molte tecniche apprese nei loro scambi con il mondo egeo, per cui la vite in Sicilia era allevata ad alberello con sostegno.

Essendo il territorio di Salaparuta molto fertile e ricco di sorgenti idriche, fu conteso, nel corso dei secoli, da diversi popoli, seguendo le sorti politiche e storiche della Sicilia. Dapprima conquistata dai Greci (735 a.C.) che importarono dalla Grecia molti vitigni ed incrementarono notevolmente la produzione vitivinicola siciliana, fu poi teatro degli scontri tra Greci e Cartaginesi (582 a.C.-241 a.C). I Cartaginesi chiamavano il fiume Belice “Ipsa”, ovvero fiume delle delizie, per la salubrità dell’aria e per la fertilità del terreno; un altro nome dato al fiume era “Crimiso”con la dizione punica “Cremasis/Ceremasis” dove “cerem” presso i Cartaginesi indicava la vite ed “asis” il mosto, quindi tale fiume per l’abbondanza dei vigneti era detto “Crimiso”.

Dopo i Cartaginesi fu la volta dei Romani che in Sicilia costruirono le loro Fattorie e le loro Ville. In epoca imperiale ed, in particolare nella morente romanità del IV-V secolo d.c., in Sicilia si va affermando, infatti, una classe di grandi proprietari terrieri che costruirono grandi ville rusticane (la più famosa è quella del Casale di Piazza Armerina) nelle zone più fertili e vocate all’agricoltura della Sicilia.

Nel territorio del comune di Salaparuta sono stati ritrovati i resti di questa tipologia di costruzione: nel 1974 è venuta alla luce la Fattoria Romana di Cusumano, mentre si procedeva ai lavori di scavo per la ricostruzione di Salaparuta, distrutta dal terremoto del 1968. Gli scavi archeologici hanno restituito un quadro, seppur frammentario, di quella che doveva essere una tipica fattoria romana della Valle del Belice riportando alla luce siti ed utensili che hanno permesso di ricostruire la vita, le usanze e le tecniche agricole nel territorio, le quali suggeriscono che i principali prodotti agricoli dovessero essere grano, uva ed olive. Dopo la caduta dell’impero Romano, la Sicilia, dominata per breve tempo dai barbari, fu invasa dai Bizantini nel 535 d.C. e nel territorio di Salaparuta sono state ritrovate tracce della dominazione bizantina testimoniata dalla presenza di resti di un chiostro e dal ritrovamento di oggetti sacri.

Con lo sbarco dei Musulmani a Mazara nell’827 ha inizio la dominazione araba in Sicilia. Il territorio di Salaparuta apparteneva al distretto di Val di Mazara ed aveva un suo emiro Abu El Cassim; risalgono al periodo arabo i nomi di quattro casali: Belich (che diede il nome al fiume Belice), Salah, Taruch e Rahal al Merath (Casale della donna), i primi tre vennero col tempo abbandonati per le loro condizioni insalubri, rimase l’ultimo che cambiò il suo nome, quando gli abitanti del casale di Salah vi si trasferirono, da Casale della donna divenne Sala della donna, diventando così il nucleo originario della futura Salaparuta.

Alla dominazione araba segue la dominazione normanna che inizia intorno al 1061 con la discesa in Sicilia dei conti Roberto e Ruggero, e continua con re Federico II che concesse a Salaparuta il titolo di Comune. Durante il dominio normanno si ha in Sicilia il consolidamento del feudo, che era proprietà dello Stato , e della figura del Barone che doveva essere soltanto un usufruttuario. Durante le dominazioni successive degli Angioini, degli Aragonesi, però, il barone si impossessa gradualmente del feudo. Il primo barone di Salaparuta dichiarato ufficialmente fu Girolamo Paruta nel 1507; da questo momento la Baronia Sala Della Donna prende il nome di Sala di Paruta., e successivamente di Salaparuta. Non avendo, i successori di Girolamo Paruta, eredi maschi, la baronia di Sala passa ad una donna, Fiammetta Paruta, che nel 1651 sposa Giuseppe Alliata Barone di Villafranca. Quest’ultimo assume, con le nozze, il titolo di barone di Sala di Paruta, che trasmetterà ai suoi eredi. Feudo e titoli passano al figlio Francesco Alliata, che nel 1624 viene nominato primo Principe di Villafranca e nel 1625 primo Duca di Sala di Paruta, dal re Filippo IV, per aver fatto costruire un nuovo quartiere.

Durante la dominazione borbonica (1735-1860) Salaparuta assiste al declino del feudo, che viene abolito nel 1812. Salaparuta vive questo periodo storico caratterizzato da contraddizioni e instabilità fino allo sbarco di Garibaldi a Marsala; fra coloro che lo accolsero vi furono anche dei salitani. Con l’Unità d’Italia, Salaparuta, come tutta la Sicilia e tutto il meridione, dovette far fronte ad una serie di problemi, economici e sociali.

Dal secondo dopoguerra Salaparuta inizia il suo sviluppo raggiungendo un’economia abbastanza articolata, grazie alle trasformazioni agrarie, la diminuzione delle coltivazioni cerealicole a vantaggio dei vigneti e uliveti e il diffondersi della piccola proprietà contadina. Questa crescita subisce un temporaneo blocco con il terremoto del 14-15 gennaio 1968, quando il piccolo paese viene quasi completamente distrutto dal sisma. La popolazione si disperde nelle campagne limitrofe e più tardi nei centri di raccolta sparsi in tutta la Sicilia Occidentale.

Dopo un breve periodo nelle tendopoli fu costruita la baraccopoli, nella quale i salitani furono costretti a vivere per lunghi anni prima di assistere all’inizio dei lavori di ricostruzione. La cittadina di Salaparuta è oggi posta sui fianchi di una collina che guarda ad oriente ed a mezzogiorno, scendendo dolcemente da tutti e due i lati sino ai piedi di altre colline prossime al fiume, in un territorio che rappresenta una delle realtà viticole più rappresentative nello scenario vitivinicolo d’Italia.

La viticoltura, oltre ad essere praticata da sempre, rappresenta infatti il settore produttivo predominante. Attorno a questa attività agricola sono fiorite nel tempo iniziative artigianali, industriali e commerciali, che hanno contribuito a migliorare il reddito della popolazione ed a tenerne alto il livello occupazionale. Quindi l’economia di Salaparuta è stata ed è prettamente agricola e l’agricoltura e, per prima la viticoltura, è tuttora alla base della vita economica del centro.

La storia recente è caratterizzata da una evoluzione positiva della denominazione, con l’impianto di nuovi vigneti, la nascita di nuove aziende, la professionalità degli operatori che hanno contribuito ad accrescer il livello qualitativo e la rinomanza della DOC “Salaparuta”, come testimoniano i riconoscimenti in campo nazionale ed internazionale dei vini a DOC “Salaparuta” prodotti dalle aziende della zona geografica di riferimento.

Il Vino DOC Salaparuta ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 8 febbraio 2006.


Additional Info

  • Regione: Sicilia
  • Tipologie: Vino Bianco, Vino Rosso
  • Versioni: Secco - (Vino privo di residuo zuccherino), Novello - (Vino ottenuto con un rapido processo di vinificazione), Riserva - (Vino sottoposto ad invecchiamento)
  • Denominazione: D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata)
Oltre 300 buyers, tra Importatori, Grossisti e Distributori in 70 paesi del mondo, sono le collaborazioni attive di Assovini.it

Assovini

Assovini.it è il sito del Vino e delle Cantine ideato nel 1986 e realizzato da un team di Sommelier con la collaborazione di Enologi e Produttori per diffondere i migliori Vini italiani nel mondo.

  • Referente: Salvo Spedale - Sommelier AIS
  • Telefono: +39 389-2856685
  • Email: info@assovini.it

 

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